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Quale hosting scegliere per il proprio sito web

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Cos’è un servizio di hosting e quale scegliere?

Un servizio di hosting è un servizio che permette di ospitare il contenuto di un sito su un server e che quindi fornisce uno spazio fisico all’interno di esso. Lo scopo finale è quello di rendere il tuo sito visibile su internet a tutti gli utenti che vogliano visitarlo tramite url (indirizzo web).

Non sapete quale hostingscegliere per il vostro sito web?

Cerchiamo di spiegare le diverse tipologie in modo da partire subito in modo ottimale.

Procediamo a definire queste tre tipologie di Servizio Hosting:

Hosting Reseller:

Si tratta di un servizio che permette di rivendere dello spazio sul web oppure viene utilizzato dai Web master che hanno bisogno di più spazio per i loro clienti.

Vps:

Sono delle vere e proprie “risorse dedicate” adatte a coloro a cui non basta più l’hosting condiviso. Presentano performance superiori, ed un’elevata personalizzazione.Consistono in una parte isolata autunoma e indipedente di un server.

Server dedicati:

Un server dedicato è una vera è propria macchina indipendente con risorse dedicate ed esclusive e quindi è la soluzione più potente, configurabile e personalizzabile e quindi l’ideale per tutti coloro che hanno uno o più siti web, che ricevono numerose visite, hanno elevati consumi.

Una scelta non adatta alle vostre esigenze potrebbe essere dannosa per la vostra attività causandovi costi anche in un secondo momento che sarebbe meglio evitare.

Contattaci per avere informazioni sulle nostre soluzioni di hosting.

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All Hosting

Come la scelta di un Hosting Influenza il Seo

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Quando si avvia un sito web, è importante scegliere un host affidabile.

Abbiamo già parlato di velocità del server, di allocazione, di affidabilità e di sicurezza in termini di scelta di hosting.

Ecco altri tre fattori da aggiungere alla lista:

Search Engine

L’ ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) si basa su molti fattori e la scelta del Web Host ha un impatto diretto su molti di questi.

Scegliere con saggezza un servizio di hosting,vi permetterà di avere un miglior posizionamento e attirare più visitatori al tuo sito.

Ecco come la scelta di un hosting influisce sul posizionamento nei motori di ricerca:

– Velocità:

la velocità del sito fa parte degli algoritmi di ranking quindi influenza il Seo. Può avere anche un impatto SEO indiretto, in quanto una maggiore velocità soddisfa i visitatori web e questo significa più persone che vi linkano e aumentando della posizione in classifica.

– Posizione del server:

la posizione del server del tuo hosting può avere un impatto nella vostra classifica a seconda di quale pubblico si sta cercando di indirizzare per geolocalizzazione.

Tasso di Conversione

Volete traffico per la vostra offerta in modo che i clienti possano acquistare da voi, giusto? Prestate attenzione al vostro hosting web.

La scelta di un hosting poco costoso può risparmiare dal lato dell’ investimento, ma può costarvi caro nel lungo periodo in termini di potenziali conversioni.

Abbiamo parlato di velocità più volte ed ecco quanto è importante e il motivo per cui svolge un ruolo nel tasso di conversione.

Gli acquirenti abbandonano i siti che hanno un caricamento lento.

Ciò significa che il tuo sito deve essere veloce in modo da non perdere i potenziali clienti.

Se gli utenti non possono accedere al sito, non possono acquistare da voi in pochi minuti ed è probabile che non acquisteranno affatto.

Un altro aspetto per il quale il vostro hosting può influenzare indirettamente i tassi di conversione è attraverso la reputazione. Se il vostro sito è stato violato a causa di problemi di sicurezza con il vostro hosting si otterrà una cattiva reputazione e meno persone si fideranno della sicurezza del vostro sito.

Scalabilità

Quando si crea un sito attraverso un hosting si può iniziare in piccolo ma man mano che il sito cresce ed ottiene più flussi di traffico, si avrà bisogno di più risorse per soddisfare le richieste del server. Per questo, è meglio scegliere un hosting che ti dia la possibilità di avere uno spazio e servizi scalabili e aggiornabili in caso di bisogno.

Si potrebbe iniziare con un pacchetto di hosting condiviso e quindi passare ad un aggiornamento come un pacchetto di hosting dedicato in seguito. Un buon hosting vi aiuterà a fare una transizione graduale.

Ora che avete capito il motivo per cui il vostro hosting è così importante per il successo del tuo sito, quale hosting web stare pensando di utilizzare?

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La Virtualizzazione VMware

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Cos’è la virtualizzazione?

Con virtualizzazione intendiamo la possibilità di estrarre da un server le componenti fisiche (hardware) per renderle virtuali (software). L’insieme delle componenti hardware, ovvero RAM, CPU, scheda di rete e disco fisso, prende il nome di macchina virtuale su cui poi viene installato il software con il sistema operativo e le varie applicazioni. L’operazione di virtualizzazione comincia negli anni ’60 con i mainframe che tuttora viene impiegato come sistema centrale, caratterizzato dalle sue grandi capacità di raccolta dati in maniera centralizzata.

La virtualizzazione VMware è una tecnologia odierna molto impiegata che consiste nell’esportare il proprio computer in lettori di macchine virtuali, trasferendo i dati in server non più fisici ma virtualizzati. La piattaforma più usata per compiere quest’operazione è la VMware, società americana, il cui concetto base del processo è quello di rappresentare i dati non in maniera fisica, ma appunto virtuale, attraverso il software. La virtualizzazione è la maniera più efficace per ridurre le spese dell’infrastruttura IT. È pensata per aumentare le prestazioni e la velocità delle aziende di qualsiasi dimensione.

I passi secondo i quali agisce la virtualizzazione VMware

I sistemi informatici, affrontando la limitazione del primo prodotto che VMware introdusse con virtualizzazione x86, “VMware Virtual Platform”, sono in grado di elaborare un unico sistema operativo e una sola applicazione per volta. All’inizio le tecniche utilizzate per virtualizzare questo sistema offrivano performance a malapena soddisfacenti rispetto ad una macchina virtuale in esecuzione su un’architettura virtualizzata differente. Successivamente fu creato un “software libero” di virtualizzazione x86 con il solo supporto a Linux come sistema operativo ospite, realizzando la difficoltà nella tecnica adottata.

Utilizzando il software allo scopo di emulare un altro hardware, si ha la possibilità di eseguire più sistemi operativi, più sistemi virtuali e più applicazioni insieme, aumentando la produttività e l’efficienza di un unico server, o host. Con il processo, è possibile virtualizzare tutti i dati di computing, compresi data center, cloud e persino i dispositivi mobili.In maniera più pratica, attuando il processo, le applicazioni girano su un numero minore di server fisici sebbene vengano immagazzinate assieme ai sistemi operativi in contenitori isolati, i software dedicati, anche chiamati macchine virtuali (VM). Ogni macchina virtuale è completamente autonoma, infatti l’aumento delle prestazioni del server è dato esattamente dalla coesistenza di più macchine virtuali, che elaborano appunto più applicazioni.

Mentre le macchine virtuali elaborano dati, i componenti del server come le CPU, le risorse di archiviazione e le risorse di rete vengono raggruppate e distribuite dall’hypervisor, a seconda dalle necessità delle VM.

E come può essere utilizzata la virtualizzazione?

Abbiamo diversi tipi di virtualizzazione, per cominciare va detto che i server utilizzano meno del 15% delle prestazioni che possono realmente offrire, ciò comporta la proliferazione di ambienti complessi e inutilizzabili dagli host stessi. Questo problema è risolvibile con le macchine virtuali che eseguono più sistemi operativi automaticamente, accedendo alle risorse del server fisico comune. Conseguentemente a questo, per completare la virtualizzazione è necessario creare un’aggregazione di server per avere un’unica stabile risorsa, per estendere l’efficienza complessiva e la disponibilità delle applicazioni, ridurre i costi e agevolare la distribuzione del lavoro. Se dovesse andare fuori uso il sistema operativo che gira sulla macchina virtuale, il sistema di base non ne risentirebbe. Tra i vantaggi vi è il fatto di poter offrire contemporaneamente ed efficientemente a più utenti diversi ambienti operativi separati, ciascuno attivabile su effettiva richiesta, senza “sporcare” il sistema fisico reale con il partizionamento del disco rigido oppure fornire ambienti raggruppati su sistemi indipendenti come server.

La virtualizzazione della rete riproduce in maniera completa la rete fisica sul software, dando così modo alle applicazioni la riproduzione virtuale senza differenze dalla riproduzione fisica, asssicurando le stesse funzionalità e le stesse garanzie della rete autentica, mantenendo l’indipendenza e l’operatività della virtualizzazione. Per quanto riguarda il desktop, la virtualizzazione agisce sul servizio ripartendo i desktop filiali del server al personale operativo e a dipendenti esterni attraverso l’outsourcing in iPad e dispositivi Android.

Perchè virtualizzare il tuo server?

Le certificazioni VMware sono le più importanti certificazioni in ambito virtualizzazione e cloud computing attualmente diffuse sul mercato internazionale. Rappresentano per le persone uno strumento di distinzione professionale e un modo di migliorare la propria occupabilità. Per le aziende è un grande vantaggio competitivo e commerciale, garantisce uno status moderno alla potenziale clientela. Inoltre, VMware grazie alla presenza in azienda di personale in possesso di un’importante certificazione industriale, rilascia un codice unico di riconoscimento, il quale traccia automaticamente livello e stato delle certificazioni VMware possedute.

La limitazione dei rischi e dei danni è il punto cardine della virtualizzazione dei server, allo scopo di ridurre al minimo la perdita di capitale a causa di guasti all’host. La virtualizzazione con VMware è un ottimo investimento per abbattere i costi aziendali nel business, massimizzare le prestazioni e semplificare i movimenti dell’infrastruttura IT in un’unica operazione, riuscendo anche a ridurre i tempi di lavoro.

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All E-commerce

4 Consigli per mettere il turbo al tuo E-Commerce

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Vuoi mettere il turbo al tuo E-Commerce?

Ecco alcuni consigli utili:

Vi hanno mai detto che avere un E-commerce è poco dispendioso, è facile, richiede poche ore al giorno e basta poco per farlo funzionare?

Niente di più sbagliato.

Avere un’ attività online comporta investimenti, la gestione va seguita e curata passo per passo, ogni giorno, e comporta una mole di lavoro uguale se non maggiore di un negozio fisico, oltre a degli investimenti in pubblicità.

Cosa potete fare per cercare di migliorare il traffico verso il vostro sito web?

Ecco alcuni accorgimenti per ottimizzare al meglio il vostro e-commerce:

1.Mai sentito il detto “una bella immagine vale più di mille parole“? Vale anche e soprattutto per il Web. Infatti con l’utilizzo di immagini accattivanti, ben distribuite e magari contestualizzate avrete sicuramente un maggior riscontro. In quanti e-commerce si vede un’ immagine prodotto scontornato malamente e solo da un lato?

Cercate di inserire almeno un paio di immagini come se il vostro acquirente prendesse in mano il vostro prodotto dal vivo.

2. Non copiate le descrizioni, non solo dai vostri competitor ma, anche dai vostri produttori. Anche se vendete lo stesso prodotto. avete i diritti di riutilizzo immagini e testi, cercate di reinventarvi i contenuti e di essere originali, utilizzando ovviamente le parole chiave.

Ricordate che Google sulla duplicazione non perdona.

3. Inserite la possibilità di scrivere recensioni. Se il vostro prodotto è di qualità perchè non far diventare il vostro stesso cliente promotore della vostra azienda a costo zero? Certo c’è il rischio di ottenere recensioni negative ma questo può indirizzarvi a delle modifiche e può aiutarvi a correggere il tiro.

4. Curate gli url (indirizzo web) dei vostri prodotti. Un prodotto con un url come nomedelsito.com/product=12232333.it non avrà mai risalto quanto nome_sito.com/nome_categoria/scarpe/adidas-max.

Questo vi è utile anche e soprattutto per il posizionamento su Google.

In conclusione più curate il vostro e-commerce, più aiuterete Google a trovarvi e a posizionarvi.
Allora cosa aspettate?
E’ tempo di mettersi all’opera per mettere il turbo al vostro negozio on line

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All E-commerce

L’Ecommerce: antidoto alla crisi

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L’e-commerce, un antidoto alla crisi

In Italia le vendite online crescono sempre più, arrivando ad un volume di affari di circa 11 miliardi di euro: se ne è parlato al B-Com, fiera internazionale del web marketing e del commercio virtuale che si è tenuto a Torino.
C’è un settore che di crisi non sente parlare.

Cresce a due cifre (+18% nell’ultimo anno) e in qualche caso addirittura a tre. Per un valore complessivo di 11 miliardi di euro.Questo settore è la vendita on-line che in Italia non conosce arresti. Un mercato ormai ineludibile, quello delle vendite on line, verso cui il consumatore si sta muovendo con inetresse e fiduciasempre più alti.
I settori che al momento hanno visto divampare gli acquisti, sono il turismo e l’abbigliamento e rappresenta oltre il 50% del totale delle vendite online complessive del nostro paese.

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All Creazione Siti Web

Smartworking e aziende: come creare una rete sicura

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Spesso si sente parlare dello smart working, definito anche lavoro agile: una tipologia di lavoro in cui, attraverso il supporto di vari strumenti tecnologici, è possibile svolgere delle attività lavorative direttamente da casa propria. Da un punto di vista preliminare, lo smart working rappresenta una nuova frontiera del lavoro; già da qualche tempo, infatti, si sta diffondendo sempre di più il numero di persone che scelgono di lavorare da casa, grazie alla possibilità di organizzare il proprio lavoro in perfetta autonomia, e senza vincoli obbligatori. Previo infatti un accordo tra un’azienda e un lavoratore, è possibile organizzare il proprio lavoro da casa, grazie al supporto di strumenti tecnologici appositi.

Gli elementi dello smart working

L’ordinamento italiano, dal punto di vista giuridico, ha definito lo smart working come “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.” Dunque vengono a cadere tutti quei crismi che da sempre hanno costituito dei cardini imprescindibili del mondo del lavoro.

Grazie quindi ad un accordo tra le parti, ad una migliore gestione del proprio tempo, all’impiego di ambienti più funzionali per i propri dipendenti, si vengono a configurare delle modalità completamente nuove, che migliorano il flusso del lavoro e ne ampliano il mercato. Tra i vari strumenti citati, però, ce n’è uno indispesanbile: il computer.

Difatti, lo smart working, può essere effettuato grazie al sostegno di tutti quelli che sono gli strumenti tecnologici.

Cresce lo smart working, crescono i rischi ma...

Come in un’equazione quasi perfetta, così come cresce lo smart working, crescono anche i rischi che da esso derivano. Difatti, l’impiego dello smart working, presuppone un ampliamento della rete non indifferente, facendo in modo che anche i rischi che derivano da questo ampliamento vanno ad aumentare. Ma esistono dei modi per poter lavorare in tranquillità, senza dover necessariamente mettere alla prova i sistemi di sicurezza?

Come fare per navigare in sicurezza: gli strumenti a disposizione

Grazie a degli accurati studi, quindi, è possibile mettere in pratica una serie di accorgimenti per poter porre in essere lo smart working, senza tuttavia mettere a rischio la propria sicurezza informatica. E’ fondamentale, infatti, unire l’utile al dilettevole: se da un lato lavorare da casa ha i suoi vantaggi, è anche vero che bisogna tenere conto di tutti i crismi concernenti la sicurezza proprio come se ci si trovasse in ufficio, cercando di adottare quelle che sono le strategie più opportune e consone per poter garantire un ambiente di lavoro sicuro e al riparo da eventuali attacchi informatici. Tutto questo è possibile grazie ad una serie di accorgimenti:

  • aggiornare i propri dispositivi è la prima mossa da fare: sebbene possa essere davvero tediante aspettare che gli aggiornamenti vengano dapprima scaricati e poi installati, è fondamentale fare in modo che le proprie apparecchiature informatiche abbiano il sistema operativo aggiornato, in modo da scongiurare quelli che possono essere attacchi contro le vulnerabilità dettate da un sistema operativo obsoleto;
  • utilizzare la mail con giudizio può sembrare una frase scontata, tuttavia costituisce una delle basi da cui partire. Le mail, infatti, sono terreno fertile per tanti malintenzionati, i quali nascondono, all’interno di fittizi link, dei virus o dei malware che si infiltrano in un solo click all’interno del computer, creando così seri danni. E’ importante, al fine di scongiurare questa tipologia di danni, evitare assolutamente di aprire una mail il cui mittente risulta sconosciuto.
  • una migliore gestione degli accessi: ciò significa, in maniera pratica, prediligere password complicate, inserire autenticazione a due fattori ovunque, e soprattutto cercare di evitare quanto più possibile la ripetizione di una stessa password per più account. Ciò significa che ogni account dovrebbe avere una sua specifica password, in modo da blindare quanto più possibile la propria privacy e la propria sicurezza;
  • installare anti-malware ed anti-virus può sembrare un qualcosa di banale e di scontato; tuttavia, non tutti hanno la versione più recente del proprio anti-virus. Questo potrebbe portare ad una serie di problematiche di vario genere, tra cui per esempio, l’attacco indesiderato da parte di spammer oppure hacker. Avere quindi la versione più recente del proprio anti-virus sarà utilissimo per lavorare in tranquillità;
  • utilizzare dei punti di accesso sicuri è un’altra precauzione di cui tener conto: grazie, infatti, all’utilizzo di accessi sicuri, si andranno a scongiurare quelli che sono eventuali attacchi, grazie anche all’uso di reti private virtuali.

Smart working: si può fare o no?

Sicuramente lo smart working sta acquisendo, giorno dopo giorno, un’importanza sempre più tangibile; grazie infatti alla possibilità di poter gestire i propri orari, di non avere precisi vincoli lavorativi ma di avere più che altro dei target da portare a termine, fanno di questa tipologia di lavoro un’opzione che diventa giorno dopo giorno sempre più allettante, grazie alle innumerevoli opportunità che esso offre.

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All Creazione Siti Web E-commerce

Motivi per utilizzare i server in cloud

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In ogni settore imprenditoriale, sono sempre di più le aziende che ricorrono all’utilizzo dei server in cloud, in particolare per velocizzare il proprio lavoro, evitare di scaricare software, magari a pagamento, e gestirli e di affidare tutti i dati e le informazioni a un dispositivo che potrebbe perdersi o danneggiarsi. Pertanto, munirsi di un sistema gestionale a cui si possa accedere in qualsiasi momento soltanto tramite una connessione internet, sta diventando sempre più importante, perché con il suo utilizzo si semplificano molte delle incombenze a carico di un’azienda, dall’organizzazione dei dati fino a tutte le informazioni inerenti alle attività svolte (produzione, gestione degli ordini o del magazzino).

Cos’è un server in cloud

Un server in cloud è uno spazio di archiviazione personale accessibile sempre, in qualsiasi momento della giornata, usando una semplice connessione internet. È un servizio ideato, essenzialmente, per ottimizzare lo sfruttamento delle performance della rete e per utilizzare al massimo la capacità dei calcolatori elettronici di cooperare per l’offerta di servizi, dando così un’elevata capienza computazionale. In parole povere, grazie ai server in cloud, si superano i limiti imposti dalla singola macchina, sia per quanto riguarda le prestazioni che per la capacità di elaborare dati, ma anche per lo spazio di archiviazione. Inoltre, grazie ai server in cloud, è possibile proteggere i dati personali e le informazioni che ogni azienda ha bisogno di avere sempre a disposizione, tenendole, nello stesso tempo, al sicuro. Grazie a un server in cloud, si avrà anche la possibilità di sincronizzare i propri file, tenendoli in un unico posto, sicuro da accessi esterni. Inoltre, l’utente potrà scaricarli in ogni momento, modificarli, aggiornarli o cancellarli e senza avere bisogno di portarsi dietro chiavette USB o hard disk esterni. Infine, il cloud consente sempre di effettuare delle copie di backup, preziose quando si tratta di dati e informazioni delicate o personali.

Come funziona un server in cloud

Il funzionamento di un server in cloud è molto semplice e intuitivo, perché una vota scelto il fornitore a cui rivolgersi, sarà sufficiente scegliere i dati di accesso e il cloud sarà a disposizione ventiquattr’ore al giorno. Ogni volta che si entrerà, si troveranno i file così come si erano lasciati, comprese eventuali modifiche o cancellazioni effettuate. L’accesso sarà, naturalmente, possibile da qualsiasi dispositivo elettronico in possesso, in modo tale che i dati e le informazioni contenute nel cloud possano essere consultate e condivise in qualsiasi momento della giornata, anche a distanza. Solitamente, la versione base viene offerta gratuitamente, ma le offerte sono sempre personalizzabili, a seconda delle necessità di ciascuno e prevedono il pagamento di un canone mensile, che varia proprio in base alle caratteristiche del servizio scelto.

Perché utilizzare un server in cloud

Uno dei principali motivi per cui molte aziende scelgono un server in cloud è la sicurezza, perché ogni dato può essere protetto e criptato tramite una password, risultando inattaccabile e indecifrabile. Inoltre, i servizi in cloud utilizzano una serie di server dislocati in luoghi diversi e segreti, dove vengono raccolti i dati personali o dell’azienda, i quali vengono divisi nei vari server, in maniera tale da non tenerli tutti insieme in un’unica posizione. In questo modo, l’unico modo per decriptarli, sarebbe di attaccare, nello stesso momento, tutti i server, ma si tratta di una possibilità molto remota. I vantaggi di utilizzare un sistema in cloud non si fermano qui, perché un altro importante aspetto da tenere in considerazione è il risparmio, mai banale quando si tratta di aziende. I costi inerenti all’acquisto, all’installazione e alla manutenzione dei diversi software gestionali necessari per conservare e proteggere i propri dati, infatti, sarebbero molto più cospicui rispetto alla scelta di un cloud. Un sistema di questo tipo è in grado di collegare ogni dato a un altro, velocizzando notevolmente i processi lavorativi e, inoltre, non prevede il pagamento di licenze e offre, anzi, possibilità di noleggio o di pagare in base all’utilizzo. Con un sistema in cloud, il risparmio potrebbe arrivare a sfiorare il 50% del budget previsto, visto che l’unica alternativa sarebbe di munirsi di server interni, con la conseguente onerosa gestione, visto che avrebbero bisogno di una costante manutenzione. Come già accennato, uno dei vantaggi dell’utilizzo di un sistema in cloud è la velocizzazione dei processi lavorativi, in quanto ogni impiegato o responsabile potrà usufruire di un server dalle prestazioni superiori che permetterà un più rapido scambio di informazioni, nonché la loro immediata consultazione. In questa maniera, i risultati potranno essere condivisi in tempo reale, anche a molti chilometri di distanza. Infine, non bisogna sottovalutare i vantaggi ambientali della scelta di un server in cloud, come ha dimostrato una ricerca della Lawrence Berkeley National Laboratory e della Northwestern University, secondo cui l’utilizzo di questo servizio comporterebbe, solo per gli Stati Uniti, un enorme risparmio energetico, addirittura dell’87%..

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All Creazione Siti Web E-commerce

I vantaggi del backup remoto

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Per backup s’intende quel processo di conservazione dei dati e delle applicazioni principali di un dispositivo, attraverso il salvataggio di una copia degli stessi in una sede virtuale diversa da quella dove risiedono i file originali. Più propriamente, per Remote Backup va inteso quel servizio software che si fa carico di effettuare un backup automatico dei dati contenuti in un Server o in un computer, al fine di trasferirne una copia a uno o più poli di archiviazione dislocati geograficamente altrove. In altre parole, si tratta di creare un doppione dei files che si desidera salvare, per trasferirne il contenuto in una sede più sicura da quella dove hanno avuto origine.

Ecco perché è importante eseguire il backup remoto

La rilevanza del backup remoto risiede anzitutto nell’idea di proteggere i propri dati da eventi critici che possono deturparne il contenuto. Calamità naturali, guasti al sistema o attacchi hacker potrebbero distruggere irrimediabilmente le copie conservate in locale. Utilizzare un backup remoto significa avere modo di tutelare il salvataggio di dati principali di organizzazioni che hanno sedi in più luoghi distanti tra di loro. In questo modo, infatti, è possibile eseguire un salvataggio delle informazioni desiderate tramite internet, salvaguardando quella unicità di sistema necessaria ad una gestione centralizzata dei files attraverso regole prestabilite.

Com’è noto, sono moltissime le aziende che hanno bisogno di custodire le informazioni in uno spazio terzo virtuale, al quale è possibile accedere attraverso un dispositivo connesso ad internet. Se così non fosse, le attività che nascono e si svolgono interamente online, come gli ecommerce, sarebbero costretti ad un trasferimento fisico dei dati e rischierebbero di dover subire la totale indisponibilità dei propri servizi, non potendone offrire la loro erogazione.

Il backup remoto è semplice, sicuro e funzionale

Sin dal funzionamento del processo di backup è possibile rintracciarne l’utilità: il salvataggio dei files viene svolto con la cadenza regolare stabilita dall’utente. La procedura è molto semplice e può essere svolta facilmente. Ogni sistema di host che vuole sottoporsi a backup necessita della previa installazione di un software. Alla data programmata, l’agent esegue la copia dei dati host sulla base dei parametri di configurazione prescelti e ne salva il contenuto nella destinazione assegnata. Al salvataggio segue spesso la compressione e soprattutto la crittografia delle informazioni. In questo modo lo spazio necessario all’archiviazione viene ridotto e l’accessibilità ai files viene resa molto più complessa. Gli spazi di archiviazione accessibili da remoto permettono di poter utilizzare i dati solo a chi possiede le credenziali di login.

Tutti i vantaggi del backup remoto

I vantaggi di utilizzare un backup remoto possono essere sintetizzabili come segue. Protegge i sistemi IT. Le aziende che fondano la propria attività sull’uso di sistemi IT con il backup remoto trovano la giusta soluzione per proteggere adeguatamente i propri dati. La pianificazione di salvataggio consente di definire una personale strategia dDisaster Recovery, evitando la pericolosa perdita di dati con conseguenti interruzioni di servizi che potrebbero causare danni economici o di reputazione. Offre praticità. Rispetto ai sistemi di backup tradizionali, basati sul salvataggio in nastro e successivo trasferimento fisico, i backup remoti che si svolgono online sono automatici e garantiscono:

  • una gestione dei dati semplificata,
  • un trasferimento veloce e frequente delle informazioni in un luogo sicuro,
  • più sicurezza rispetto al salvataggio su supporto fisico che può essere danneggiato,
  • l’uso dei sistemi in cloud.

È un sistema efficiente. I software di backup remoto rendono disponibili i dati che sono stati salvati sul dispositivo utilizzato, che può essere un pc, un notebook, un tablet o uno smartphone. Essi permettono in concreto di rispondere a domande come queste: Dove ho messo quel file? Dove vanno a finire i miei dati se il mio pc si guasta? Come faccio a condividere file molto grandi o sensibili? Si può condividere un’intera cartella?

Ecco quattro motivi per scegliere il backup remoto

1) Il backup remoto è semplice da implementare e da gestire

  • ogni utente può registrarsi per avere accesso autonomo ai dati,
  • è un sistema pienamente compatibile con le policy e le abitudini già in uso nella propria infrastruttura IT,
  • gli investimenti in infrastruttura IT che sono stati fatti vengono mantenuti inalterati.

2) È intuitivo per tutti gli utenti

  • l’interfaccia d’uso del sistema di backup remoto è intuitiva e familiare,
  • per effettuare un backup non serve alcuna formazione per l’utente,
  • i dati si recuperano con semplicità,
  • i files e le cartelle si condividono facilmente.

3) Migliora la struttura IT

  • fa risparmiare sulla struttura di storage,
  • fa guadagnare tempo,
  • è veloce rispetto al backup tradizionale.

4) Rappresenta una soluzione adatta a tutti

  • gli utenti possono accedere ai dati da qualsiasi parte, in qualunque momento con qualsiasi dispositivo,
  • non bisogna gestire alcun dispositivo in particolare,
  • si elimina il fastidioso messaggio “Memoria insufficiente”,
  • preserva dalle cancellazioni accidentali,
  • non si fa più alcuna confusione tra le versioni successive di uno stesso file, perché le modifiche vengono salvate in automatico, pur tenendo traccia delle versioni precedenti per un tempo indefinito.

In considerazione dei vantaggi sopracitati e della possibilità di espandere il proprio spazio di memoria virtualmente senza limiti, ci sembra che il backup remoto possegga tutti i requisiti per essere considerato un sistema estremamente utile.

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Ramsonware: Cosa aspettarsi dagli attacchi hacker nel 2018

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Un 2017 da scordare

Questo genere di operazione non deve mai essere messa in secondo piano ma, al contrario, deve essere agevolata in modo tale da soddisfare completamente gli stessi clienti.
Durante lo sviluppo siti web sarà necessario richiedere anche l’inserimento di questa estensione che permette infatti di poter avere un blog che si andrà ad aggiungere al proprio portale.
Si tratta di una particolare estensione che permette ai propri clienti di conoscere dei dettagli su un prodotto, novità di quel sito e-comerce ed altri aspetti necessari relativi all’azienda.

Una nuova minaccia nel 2018

I primi giorni del 2018 sono trascorsi senza alcuna preoccupazione per quanto riguarda i siti web e gli attacchi degli hacker.
Purtroppo, però, questa situazione non deve essere assolutamente vista come positiva visto che gli hacker, nel corso dello scorso anno, hanno fatto capire che ogni tipo di dispositivo può essere facilmente hackerato.
Come nel noto videogame Watch Dogs, che vede protagonista un gruppo di hacker capace di entrare anche nei sistemi informatici maggiormente complessi ed in grado di sfruttare a loro vantaggio i dati, anche gli hacker reali sono pronti a colpire nuovamente soprattutto i dispositivi mobili Android, visto che questi sono stati attentamente analizzati da parte di queste figure che hanno trovato non poche falle facilmente accessibili.
Si tratta dunque di una situazione che dovrebbe far drizzare le orecchie ai professionisti del web.
I sistemi di sicurezza dello scorso anno si sono rivelati essere poco efficaci contro questo genere di attacchi che hanno letteralmente fatto impazzire anche le piccole imprese, anch’esse oggetto di attacchi violenti che ha messo fuori gioco i diversi sistemi per qualche giorno.
Ma gli hacker hanno anche deciso di rivelare la loro arma segreta che ben presto potrebbe generare forse il più grande Ramsonware della storia.

Le armi degli hacker contro il web

Le armi che si sono procurati gli hacker nel corso del 2017 potrebbe mettere in crisi anche i migliori tecnici presenti sulla faccia della Terra.
Questo per il semplice fatto che l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti è stata completamente hackerata da parte di queste particolari figure che, senza alcun timore, si sono impossessate dei diversi strumenti tecnologici maggiormente all’avanguardia.
Ovviamente non si parla di pistole o bombe atomiche ma di sistemi che permettono di violare, con una grande facilità, anche quel tipo di sistema di protezione dei siti web maggiormente elaborato.
E’ necessario quindi tenere gli occhi bene aperti visto che, secondo quanto sostenuto anche dagli esperti americani dell’Agenzia, queste particolari armi sono in grado di fare dei danni che nessuno è in grado di limitare.
Pertanto il 2018 potrebbe rivelarsi come l’anno della verità, quello che potrebbe mettere in ginocchio anche l’assistenza tecnica informatica maggiormente preparata ad affrontare gli attacchi degli hacker ed i portali e-commerce dotati di moduli di sicurezza che sembrano essere maggiormente all’avanguardia, che potrebbero essere facilmente hackerati da parte di questo gruppo pronto a mettere in ginocchio anche le multinazionali.

Come evitare situazioni negative

Come prima cosa le password lunghe e complesse rappresentano il primo sistema di sicurezza che deve essere necessariamente adottato.
In questo modo si potranno bloccare i piccoli attacchi effettuati da hacker mandati allo sbaraglio o comunque poco esperti.
Ma anche il sistema di certificazione doppia deve essere implementato durante la fase di sviluppo siti web.
Si tratta di un sistema che permette di inserire una prima parola chiave e successivamente una seconda che viene generata casualmente ed inviata al dispositivo mobile di chi effettua l’accesso ed è autorizzato ad accedere a quel portale.
In questo modo è possibile prevenire tali situazioni.
E per evitare che l’attacco possa essere scontato occorre aggiornare i sistemi antivirus, in modo tale che gli hacker possano trovarsi di fronte un ulteriore tipo di ostacolo che non consentirà loro di accedere facilmente alle informazioni presenti in quel portale.
Pertanto il 2018 potrebbe essere un anno complesso dove la nuova guerra con gli hacker si intensificherà maggiormente.

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All Creazione Siti Web

Server di posta interno e server di posta esterno

Tempo di lettura: 3 minuti

Per inviare e ricevere email è necessario che un server si occupi del loro smistamento da e verso il nostro computer. La stragrande maggioranza del traffico mail è gestito da server esterni, che siano Gmail o Tiscali, o quello collegato al nostro dominio privato o aziendale. Esistono però situazioni in cui può convenire ospitare nella propria azienda (o casa) il server che si occupa delle nostre mail. È da notare che in questo caso il sito web con lo stesso dominio delle mail può restare ospitato su un server esterno.

Alta affidabilità ma scarsa sicurezza dei server esterni

Gmail, il più grande servizio di posta elettronica al mondo, è l’esempio perfetto di affidabilità quasi assoluta. Non solo i server di Gmail sono ospitati in gigantesche webfarm in ambienti controllati, ma sono anche duplicati sia all’interno delle webfarm sia in differenti luoghi attorno al mondo. Nessuno sa di preciso quale sia la ridondanza di Google/Gmail, ma alcuni esperti ritengono che un singolo indirizzo email possa far conto su non meno di cinque server.

È però noto che Google ha la facoltà di ‘leggere’ le nostre mail, ovvero ricavarne informazioni commerciali utili basandosi sui loro contenuti. Ed è altrettanto noto che i servizi segreti americani hanno accesso pressoché illimitato ai contenuti delle mail che transitano sul territorio USA. In ogni caso la privacy è l’ultima cosa che Google e società analoghe sono in grado e vogliono garantire.

l server interno

Alcuni servizi email, come Freenet in Germania, garantiscono che i loro server sono protetti da sguardi indiscreti, e che la parte gratuita del loro servizio è finanziata solo da invii pubblicitari e non dalla lettura sia pure automatizzata della posta. È probabile che sia vero, tuttavia un’azienda che abbia necessità del massimo della riservatezza potrà considerare di gestire totalmente in proprio il traffico email, in particolare quello intranet: lo scambio cioè di messaggi tra diverse postazioni interne all’azienda stessa, anche se magari collocate in città differenti.

Con un server esterno, un messaggio al vicino di scrivania può anche fare il giro del mondo prima di essere consegnato. Un’alternativa è la criptazione dei messaggi, che utilizza protocolli di sicurezza simili a quelli in uso quando ci colleghiamo al sito di una banca. Gli specialisti ritengono che in tal caso nessuno possa leggere le mail, ma per una protezione efficace anche posta elettronica proveniente dall’esterno dell’azienda dovrebbe essere criptata.

Costi elevati

Un server di posta esterno ha costi quasi inesistenti. Il servizio mail è fornito come parte del pacchetto quando si acquista un dominio in hosting, e se sono necessari servizi accessori come la possibilità di ricevere grossi allegati o un numero illimitato di indirizzi, il costo aggiuntivo è relativamente basso, nell’ordine di pochi euro all’anno. Un server interno è tutta un’altra faccenda.
La parole chiave sono ridondanza e sicurezza fisica: computer, alimentazioni, gruppi di continuità, linee ADSL (con IP fisso), ecc. devono essere duplicati e dotati di sistemi automatici di subentro immediato in caso di guasti. I computer usati come server non differiscono strutturalmente da un qualsiasi computer venduto in un centro commerciale, ma hanno componentistica pensata per un uso professionale 24 ore al giorno 365 giorni all’anno: componenti di prima qualità, sistemi di raffreddamento sovradimensionati, facile accessibilità a schede e a componenti sostituibili come le RAM. Per garantire la riservatezza dei dati, i server interni di posta richiedono un ambiente protetto: armadio rack blindato, un locale dedicato con sistemi antintrusione, aria condizionata sempre accesa, ecc.

Pro e contro

I servizi mail dei grandi provider hanno una affidabilità del 99,99%. Alcuni provider minori che non possono permettersi ridondanza dei server già risultano meno affidabili di un server interno, ed è cronaca di pochi anni fa il blocco di milioni di mail per un incendio in una nota webfarm italiana. Un’azienda di medie dimensioni può tuttavia sicuramente affrontare il costo di un server interno, valutabile attorno ai 3.000-5.000 euro annui, comprensivi della manutenzione periodica e dei costi di licenza nel caso si volesse utilizzare Windows. Linux è quasi gratuito, tuttavia i tempi umani di programmazione e manutenzione sono maggiori, e il risparmio sul software può essere vanificato dalle ore lavoro necessarie per la gestione. Il protocollo di posta IMAP è oggi il più diffuso e comodo, permettendo la sincronizzazione della corrispondenza tra diverse postazioni. Tuttavia risulta anche più rischioso in situazioni con affidabilità inferiore al 99% qual è quella di un server interno. L’utilizzo del vecchio protocollo pop3 con salvataggio sia su server sia sui computer del mittente e del destinatario può ridurre i rischi di perdita dati. È inoltre da ricordare che la posta certificata non è gestibile da un server di posta interno.