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Come integrare il facebook pixel con magento 2

martedì 17 marzo 2020 11.33.55 Europe/Berlin

facebook-pixel-magento-2 

Il Facebook Pixel corrisponde ad un codice di monitoraggio che può essere abbinato a varie tipologie di CMS per e-commerce. Entrando nello specifico, ecco come integrare Pixel con Magento 2, uno dei CMS più utilizzati del momento. In questo modo, il codice può essere visualizzato in ciascuna pagina, tenendo sempre sotto controllo ogni evento di conversione.

Come trovare il codice di monitoraggio iniziale

Non è possibile integrare il Facebook Pixel con Magento 2 se non si è in grado di attivare il relativo codice di monitoraggio. Si tratta di un elemento essenziale per portare a termine un'installazione dalla qualità desiderata. Dopo aver attivato un profilo pubblicitario con Facebook Business Manager, bisogna selezionare l'account dal quale si ha intenzione di tenere sotto controllo Pixel. Si va sul menu situato a sinistra in alto, per poi entrare nella sezione Gestione Eventi e fare clic su Pixel. A questo punto, bisogna andare su Aggiungi una nuova origine dati e Pixel di Facebook al fine di realizzare una nuova origine. All'apertura di un'altra schermata, bisogna denominare il Pixel e inserire l'indirizzo del sito Internet al quale associare il codice di monitoraggio. Dopo aver fatto clic sul tasto Crea, non resta altro da fare che stabilire se aggiungere il codice tramite un sistema manuale o se connettere una Piattaforma Partner. Una volta aver copiato e incollato il codice di monitoraggio, quest'ultimo è pronto per l'utilizzo e consente un'integrazione di Facebook Pixel con Magento 2 di sicuro affidamento.

Come integrare Facebook Pixel in Magento 2

Adesso bisogna proseguire con l'installazione vera e propria del plug-in. Dopo aver avuto accesso a Magento 2, bisogna entrare nel relativo pannello di amministrazione e selezionare le opzioni Content, Design e poi Configuration. Bisogna trovare il tema utilizzato per il proprio e-commerce e cliccare su Modifica, eseguendo la stessa procedura per ciascuna Vetrina. Ora tocca andare nella categoria Head HTML e cliccare su Scripts and Style Sheets. A questo punto, bisogna copiare ed incollare il codice di monitoraggio grazie al quale Facebook Pixel può entrare in funzione su un CMS Magento 2. Bisogna ora svuotare la cache, mantenere la stessa configurazione e verificare che il processo sia stato a portato a termine nella maniera migliore possibile. Per tenere sotto controllo anche i più piccoli particolari, è necessario accedere alla propria piattaforma di e-commerce e fare clic su Visualizza Sorgente Pagina, qualsiasi sia il browser Web che si stia utilizzando. Il codice di monitoraggio è pronto per l'utilizzo. Facebook può così gestire le visualizzazioni di ciascun sito Web e fare in modo che il target possa essere analizzato con tutta la dovuta precisione. Si tratta di uno strumento molto importante per studiare nuovi piani di marketing e garantire una valida crescita al proprio progetto Web. La procedura va avanti entrando nel proprio profilo di Facebook Business Manager e verificando che ogni singolo elemento sia al posto giusto. A tal proposito, bisogna fare clic sulla dicitura Invia traffico di prova al Pixel, situato nella porzione più bassa rispetto al pixel di Facebook copiato e incollato in precedenza. Dopo aver inserito ancora una volta l'indirizzo della propria pagina Web, non resta altro da fare che verificare il traffico di Prova e avere la certezza assoluta di aver installato il codice di monitoraggio con successo.

Come tenere sotto controllo il tasso di conversione tramite Facebook Pixel per Magento 2

L'operazione per integrare il Facebook Pixel con Magento 2 può essere considerata conclusa con successo. Adesso, l'attenzione deve essere rivolta verso il monitoraggio del tasso di conversione. Con un simile sistema, ciascun evento organizzato sulla piattaforma può essere tenuto sotto controllo senza particolari criticità. Per esempio, se si ha intenzione di scoprire la tipologia di utenti che ha portato a termine una transazione economica, bisogna andare sul Facebook Manager e poi sulla dicitura Continua. Si torna nella pagina principale di Facebook Pixel e si fa clic sull'opzione Visualizza le istruzioni di configurazione. Adesso si è di fronte a due opzioni disponibili. La prima riguarda l'installazione manuale del codice collegato ad un evento specifico. La seconda, prevede l'uso del sistema attuato per configurare ciascun evento su Facebook. In entrambi i casi, ciò che conta è inserire il codice di monitoraggio nella pagina dei ringraziamenti del proprio sito Internet e il gioco è fatto.

Smartworking e aziende: come creare una rete sicura

giovedì 12 marzo 2020 17.49.39 Europe/Berlin

smartworking-e-aziende 

Spesso si sente parlare dello smart working, definito anche lavoro agile: una tipologia di lavoro in cui, attraverso il supporto di vari strumenti tecnologici, è possibile svolgere delle attività lavorative direttamente da casa propria. Da un punto di vista preliminare, lo smart working rappresenta una nuova frontiera del lavoro; già da qualche tempo, infatti, si sta diffondendo sempre di più il numero di persone che scelgono di lavorare da casa, grazie alla possibilità di organizzare il proprio lavoro in perfetta autonomia, e senza vincoli obbligatori. Previo infatti un accordo tra un'azienda e un lavoratore, è possibile organizzare il proprio lavoro da casa, grazie al supporto di strumenti tecnologici appositi.

Gli elementi dello smart working

L'ordinamento italiano, dal punto di vista giuridico, ha definito lo smart working come "una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa." Dunque vengono a cadere tutti quei crismi che da sempre hanno costituito dei cardini imprescindibili del mondo del lavoro.

Grazie quindi ad un accordo tra le parti, ad una migliore gestione del proprio tempo, all'impiego di ambienti più funzionali per i propri dipendenti, si vengono a configurare delle modalità completamente nuove, che migliorano il flusso del lavoro e ne ampliano il mercato. Tra i vari strumenti citati, però, ce n'è uno indispesanbile: il computer.

Difatti, lo smart working, può essere effettuato grazie al sostegno di tutti quelli che sono gli strumenti tecnologici.

Cresce lo smart working, crescono i rischi ma...

Come in un'equazione quasi perfetta, così come cresce lo smart working, crescono anche i rischi che da esso derivano. Difatti, l'impiego dello smart working, presuppone un ampliamento della rete non indifferente, facendo in modo che anche i rischi che derivano da questo ampliamento vanno ad aumentare. Ma esistono dei modi per poter lavorare in tranquillità, senza dover necessariamente mettere alla prova i sistemi di sicurezza?

Come fare per navigare in sicurezza: gli strumenti a disposizione

Grazie a degli accurati studi, quindi, è possibile mettere in pratica una serie di accorgimenti per poter porre in essere lo smart working, senza tuttavia mettere a rischio la propria sicurezza informatica. E' fondamentale, infatti, unire l'utile al dilettevole: se da un lato lavorare da casa ha i suoi vantaggi, è anche vero che bisogna tenere conto di tutti i crismi concernenti la sicurezza proprio come se ci si trovasse in ufficio, cercando di adottare quelle che sono le strategie più opportune e consone per poter garantire un ambiente di lavoro sicuro e al riparo da eventuali attacchi informatici. Tutto questo è possibile grazie ad una serie di accorgimenti:

  • aggiornare i propri dispositivi è la prima mossa da fare: sebbene possa essere davvero tediante aspettare che gli aggiornamenti vengano dapprima scaricati e poi installati, è fondamentale fare in modo che le proprie apparecchiature informatiche abbiano il sistema operativo aggiornato, in modo da scongiurare quelli che possono essere attacchi contro le vulnerabilità dettate da un sistema operativo obsoleto;
  • utilizzare la mail con giudizio può sembrare una frase scontata, tuttavia costituisce una delle basi da cui partire. Le mail, infatti, sono terreno fertile per tanti malintenzionati, i quali nascondono, all'interno di fittizi link, dei virus o dei malware che si infiltrano in un solo click all'interno del computer, creando così seri danni. E' importante, al fine di scongiurare questa tipologia di danni, evitare assolutamente di aprire una mail il cui mittente risulta sconosciuto.
  • una migliore gestione degli accessi: ciò significa, in maniera pratica, prediligere password complicate, inserire autenticazione a due fattori ovunque, e soprattutto cercare di evitare quanto più possibile la ripetizione di una stessa password per più account. Ciò significa che ogni account dovrebbe avere una sua specifica password, in modo da blindare quanto più possibile la propria privacy e la propria sicurezza;
  • installare anti-malware ed anti-virus può sembrare un qualcosa di banale e di scontato; tuttavia, non tutti hanno la versione più recente del proprio anti-virus. Questo potrebbe portare ad una serie di problematiche di vario genere, tra cui per esempio, l'attacco indesiderato da parte di spammer oppure hacker. Avere quindi la versione più recente del proprio anti-virus sarà utilissimo per lavorare in tranquillità;
  • utilizzare dei punti di accesso sicuri è un'altra precauzione di cui tener conto: grazie, infatti, all'utilizzo di accessi sicuri, si andranno a scongiurare quelli che sono eventuali attacchi, grazie anche all'uso di reti private virtuali.

Smart working: si può fare o no?

Sicuramente lo smart working sta acquisendo, giorno dopo giorno, un'importanza sempre più tangibile; grazie infatti alla possibilità di poter gestire i propri orari, di non avere precisi vincoli lavorativi ma di avere più che altro dei target da portare a termine, fanno di questa tipologia di lavoro un'opzione che diventa giorno dopo giorno sempre più allettante, grazie alle innumerevoli opportunità che esso offre.

Software gratuiti e non per la mappe di calore sui siti web

giovedì 12 marzo 2020 17.35.41 Europe/Berlin

mappe di calore 

Per capire al meglio i comportamenti dei visitatori di un sito web, è sufficiente adoperare una Heatmap, conosciuta anche come mappa di calore. Tale mappa, infatti, funziona nè più nè meno di una radiografia: come questa, infatti, la mappa di calore registra dettagli importanti, come per esempio i movimenti del mouse, dove avvengono i click e tanto altro. Questa raccolta di dati, quindi, consente di avere una chiara lettura di quelli che possono essere i punti di forza e i punti deboli di un sito web. Heatmap nel dettaglio: quali sono e come funzionano Le heatmap non sono tutte uguali: queste, difatti, seguono ognuno una propria logica analitica, presentando quindi diverse declinazioni di uno stesso tema. Nel dettaglio queste varianti sono:
  • scroll map;
  • hover map;
  • click map.

SCROLL MAP

Le scroll map, sostanzialmente, tengono conto di tutte quelle volte in cui un utente vada in fondo alla pagina. Attraverso una heatmap apposita, quindi, è possibile comprendere se l'utente esplora la sua pagina nella sua interezza, o se si ferma prima. E' uno strumento utile per capire se effettivamente il contenuto all'interno della pagina stessa è interessante, oppure se non cattura abbastanza l'attenzione.

HOVER MAP

Le hover map seguono il movimento del mouse. Il ragionamento sembra essere apparentemente semplice: a seconda di dove l'utente muova il cursore del mouse, in quel punto l'utente starebbe guardando. Tuttavia sembra essere quasi un azzardo: alcuni studi, infatti, dimostrano che solo il 20% degli utenti ha dimostrato una vera e propria correlazione tra il punto in cui guarda e il movimento che compie il cursore del mouse.

CLICK MAP

Le click map, infine, si comportano come un vero e proprio registratore: a seconda, infatti, di quanti click sono stati effettuati in una pagina, si può comprendere effettivamente quanto il contenuto risulti interessante. Grazie all'utilizzo di differenti colori, quindi, è possibile interpretare quelle che sono le varie interazioni degli utenti: con le zone in blu, si identificano le aree dove ci sono stati meno click; con le zone in rosso, si identificano le aree dove ci sono stati più click; con le zone bianche e gialle si identificano, invece, le aree in cui c'è stata una concentrazione maggiore di click.

Le heatmap sono davvero efficaci? Questi strumenti si confermano essere ottimi per l'analisi dei contenuti del proprio sito web. Tuttavia, è bene fare una precisazione: le heatmap presentano dei dati di cui tener conto, ma è bene farlo solo dopo tot tempo. Ciò significa che non bisogna apportare delle modifiche sostanziali al proprio sito web dopo la prima analisi della heatmap; al contrario, è opportuno prendere in analisi un tot range di tempo e, sulla base dei risultati effettuati, porre in essere tutte quelle che sono le modifiche necessarie per poter migliorare la fruizione dei contenuti sul proprio sito web.

I migliori siti heatmap

Una volta fatta chiarezza su cosa siano effettivamente le heatmap, è fondamentale adesso sapere quali sono gli strumenti più interessanti.

Smartlooksi presenta subito come l'alternativa più valida: questo software, infatti, ha una versione free che ti permette di usarlo da subito e raccogliere dati

Crazy Egg: grazie ad un'interfaccia semplice ed intuitiva si pone subito come fondamentale punto di partenza per tutti coloro i quali vogliano avere un punto di vista più chiaro e analitico sulle interazioni sul proprio sito web.

Hotjar: come Crazyegg, anche questo sito assolve sostanzialmente alle medesime funzioni, garantendo così una chiara ed efficiente lettura analitica di tutto ciò che accade. In più, una funzionalità che costituisce una sorta di valore aggiunto, è quella di avere la possibilità di leggere anche la scroll map. In questo modo, quindi, è possibile capire in maniera veloce quali sono i punti più interessanti sopra i quali gli utenti prestano la loro attenzione, e porre in essere delle modifiche sostanziali su quei punti che non risultano essere interessanti. In definitiva... Le heatmap si presentano come un'alternativa imprescindibile per tutti coloro i quali sono gestori di siti web. Grazie alle loro funzionalità, infatti, è possibile avere sempre una lettura efficace e trasparente dei contenuti presenti sul proprio sito web.

E' possibile quindi, finalmente, anche porre in essere tutte quelle che sono le strategie di mercato utili, in modo da poter presentare contenuti sempre nuovi ed interessanti. Tuttavia, è importante ponderare bene le proprie scelte: come già detto, infatti, bisogna stabilirsi un range di tempo, entro il cui attuare tutte quelle che sono le modifiche del caso. Aspettare prima di agire si rivela essere una filosofia importante, al fine di avere una lettura trasparente e priva di errori, che può portare effettivamente alla crescita del proprio sito web, talvolta anche in modo esponenziale.

Cosa considerare nel progetto per un sito web

giovedì 5 marzo 2020 11.58.33 Europe/Berlin

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PERCHE' DOTARSI DI UN SITO WEB PERSONALE O AZIENDALE?

E' sempre più frequente, ormai, trovare persone e aziende che indirizzano il loro interesse verso le molteplici possibilità che il web può offrire, sia per farsi conoscere e ampliare il bacino di utenza della propria attività che per sfruttare le potenzialità della rete promuovendo e commercializzando i propri prodotti. E' vero che varie piattaforme di ecommerce e social come Facebook e Instagram permettono di promuovere e vendere online prodotti e servizi altrui, ma bisogna sempre sottostare alle loro politiche aziendali e fidarsi a priori del livello di sicurezza che offrono per contenuti, dati e identità. E' anche per questo motivo che un sito web professionale che permetta di tenere interamente sotto controllo i propri contenuti, dati, marchio e sicurezza è qualcosa a cui ogni azienda non dovrebbe rinunciare. Per ricavare il massimo dalle grandi opportunità che il web mette a disposizione di questa categoria di utenti, è fondamentale progettare e sviluppare un sito web che abbia tutte le caratteristiche necessarie per raggiungere gli obbiettivi aziendali prefissati e che sia la base solida di una valida strategia di digital marketing. Qualcuno potrebbe anche provare a cimentarsi nella progettazione e realizzazione autonoma di questo progetto, ma, per ottenere davvero risultati utili e far conoscere la propria azienda al fine di trovare nuovi clienti, è meglio rivolgersi a professionisti del settore che conoscono bene le le strategie di progettazione e sviluppo di un sito web.

DEFINIRE L'IDENTITA' DEL SITO WEB E LA FASCIA DI UTENTI CHE SI VUOLE RAGGIUNGERE

In base a quelli che sono i propri obiettivi aziendali e le strategie di marketing sulle quali si vuole puntare, verrà messa in atto la pianificazione di un sito web che abbia un'impostazione ben precisa, in modo da non disperdere ma, al contrario, finalizzare ogni energia e impegno - sia intellettivo che in termini di investimento economico - alla creazione di un progetto chiaro e ben definito. Infatti, un sito web può essere impostato diversamente in base a quelle che sono le specifiche esigenze aziendali di quel determinato momento: può essere un sito di ecommerce orientato alla vendita di prodotti o servizi, può essere un sito web di supporto e assistenza al cliente - come lo sono i diversi forum attualmente presenti in rete -, oppure un sito di branding che mira principalmente a fornire informazioni che possano dare valore all'immagine dell'azienda, o ancora un sito web portfolio la cui funzione primaria è quella di fare da vetrina ai prodotti e ai servizi dell'azienda così da presentarli nel miglior modo possibile ai visitatori. Una volta stabilita l'impostazione generale e il taglio che si vuole dare al proprio sito web, è fondamentale definire il target di riferimento che si vuole coinvolgere. Infatti, solo conoscendo e avendo ben chiare le idee riguardo il tipo di utenti che si vogliono raggiungere sarà possibile creare contenuti che soddisfano in pieno le loro aspettative. Ad esempio, se il nostro è un sito progettato per la vendita online è molto importante che sulla pagina principale sia presente e ben in vista una funzione di ricerca affiancata dalla possibilità di applicare svariati filtri per aiutare l'utente a trovare subito l'articolo di cui ha bisogno.

DEFINIRE LA MAPPA ED IL LAYOUT DEL SITO WEB

Dopo aver fissato l'identità del sito e il target di riferimento, bisogna decidere come ordinare le funzioni e i contenuti all'interno delle singole pagine. In questo momento ricopre una certa importanza anche l'estetica che si vuole dare al sito perché rappresenta il primo biglietto da visita - prima ancora dei contenuti - che gli utenti si troveranno davanti agli occhi e, in base all'interesse che suscita, può influenzare o meno il tempo di permanenza sul sito da parte dei visitatori. Fatto ciò, bisogna valutare quali sono le funzioni più indicate da inserire all'interno del sito: ad esempio, i collegamenti ai social media e ai social media buttons, gli annunci e i banner degli sponsor, la funzione di commento per i visitatori ed eventuali link di affiliazione ad aziende partner. Inoltre, per garantirsi una costante fetta di mercato, è bene facilitare la fruizione dei contenuti del sito web attraverso tutti i dispositivi - smartphone, pc, tablet... -, considerando anche il fatto che oggigiorno la maggiorparte delle connessioni e delle ricerche avvengono tramite cellulare e non più attraverso computer fisso.

OTTIMIZZAZIONE PER I MOTORI DI RICERCA

Una volta ultimata la realizzazione del sito web, bisogna fare in modo che risulti quanto più in alto possibile tra i risultati di una specifica ricerca in cui potrebbe rientrare, cioè che sia riconosciuto come il risultato più indicato e utile dai motori di ricerca come, ad esempio, Google. Per fare questo è indispensabile applicare le tecniche SEO - cioè, tecniche che mirano all'ottimizzazione per i motori di ricerca - al proprio sito web in modo da garantirgli, grazie anche a dei contenuti di valore, visite costanti e continue da parte del proprio target di riferimento. Come già accennato all'inizio in merito alla progettazione e realizzazione del sito web, anche per quanto riguarda l'applicazione delle tecniche SEO è fondamentale rivolgersi all'esperienza di professionisti del settore, in modo da poter sfruttare al meglio le qualità del prodotto che si offre e il contributo economico che si sta mettendo in campo.

Motivi per utilizzare i server in cloud

martedì 25 febbraio 2020 14.19.37 Europe/Berlin

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In ogni settore imprenditoriale, sono sempre di più le aziende che ricorrono all’utilizzo dei server in cloud, in particolare per velocizzare il proprio lavoro, evitare di scaricare software, magari a pagamento, e gestirli e di affidare tutti i dati e le informazioni a un dispositivo che potrebbe perdersi o danneggiarsi. Pertanto, munirsi di un sistema gestionale a cui si possa accedere in qualsiasi momento soltanto tramite una connessione internet, sta diventando sempre più importante, perché con il suo utilizzo si semplificano molte delle incombenze a carico di un’azienda, dall’organizzazione dei dati fino a tutte le informazioni inerenti alle attività svolte (produzione, gestione degli ordini o del magazzino).

Cos’è un server in cloud

Un server in cloud è uno spazio di archiviazione personale accessibile sempre, in qualsiasi momento della giornata, usando una semplice connessione internet. È un servizio ideato, essenzialmente, per ottimizzare lo sfruttamento delle performance della rete e per utilizzare al massimo la capacità dei calcolatori elettronici di cooperare per l’offerta di servizi, dando così un’elevata capienza computazionale. In parole povere, grazie ai server in cloud, si superano i limiti imposti dalla singola macchina, sia per quanto riguarda le prestazioni che per la capacità di elaborare dati, ma anche per lo spazio di archiviazione. Inoltre, grazie ai server in cloud, è possibile proteggere i dati personali e le informazioni che ogni azienda ha bisogno di avere sempre a disposizione, tenendole, nello stesso tempo, al sicuro. Grazie a un server in cloud, si avrà anche la possibilità di sincronizzare i propri file, tenendoli in un unico posto, sicuro da accessi esterni. Inoltre, l’utente potrà scaricarli in ogni momento, modificarli, aggiornarli o cancellarli e senza avere bisogno di portarsi dietro chiavette USB o hard disk esterni. Infine, il cloud consente sempre di effettuare delle copie di backup, preziose quando si tratta di dati e informazioni delicate o personali.

Come funziona un server in cloud

Il funzionamento di un server in cloud è molto semplice e intuitivo, perché una vota scelto il fornitore a cui rivolgersi, sarà sufficiente scegliere i dati di accesso e il cloud sarà a disposizione ventiquattr’ore al giorno. Ogni volta che si entrerà, si troveranno i file così come si erano lasciati, comprese eventuali modifiche o cancellazioni effettuate. L’accesso sarà, naturalmente, possibile da qualsiasi dispositivo elettronico in possesso, in modo tale che i dati e le informazioni contenute nel cloud possano essere consultate e condivise in qualsiasi momento della giornata, anche a distanza. Solitamente, la versione base viene offerta gratuitamente, ma le offerte sono sempre personalizzabili, a seconda delle necessità di ciascuno e prevedono il pagamento di un canone mensile, che varia proprio in base alle caratteristiche del servizio scelto.

Perché utilizzare un server in cloud

Uno dei principali motivi per cui molte aziende scelgono un server in cloud è la sicurezza, perché ogni dato può essere protetto e criptato tramite una password, risultando inattaccabile e indecifrabile. Inoltre, i servizi in cloud utilizzano una serie di server dislocati in luoghi diversi e segreti, dove vengono raccolti i dati personali o dell’azienda, i quali vengono divisi nei vari server, in maniera tale da non tenerli tutti insieme in un’unica posizione. In questo modo, l’unico modo per decriptarli, sarebbe di attaccare, nello stesso momento, tutti i server, ma si tratta di una possibilità molto remota. I vantaggi di utilizzare un sistema in cloud non si fermano qui, perché un altro importante aspetto da tenere in considerazione è il risparmio, mai banale quando si tratta di aziende. I costi inerenti all’acquisto, all’installazione e alla manutenzione dei diversi software gestionali necessari per conservare e proteggere i propri dati, infatti, sarebbero molto più cospicui rispetto alla scelta di un cloud. Un sistema di questo tipo è in grado di collegare ogni dato a un altro, velocizzando notevolmente i processi lavorativi e, inoltre, non prevede il pagamento di licenze e offre, anzi, possibilità di noleggio o di pagare in base all’utilizzo. Con un sistema in cloud, il risparmio potrebbe arrivare a sfiorare il 50% del budget previsto, visto che l’unica alternativa sarebbe di munirsi di server interni, con la conseguente onerosa gestione, visto che avrebbero bisogno di una costante manutenzione. Come già accennato, uno dei vantaggi dell’utilizzo di un sistema in cloud è la velocizzazione dei processi lavorativi, in quanto ogni impiegato o responsabile potrà usufruire di un server dalle prestazioni superiori che permetterà un più rapido scambio di informazioni, nonché la loro immediata consultazione. In questa maniera, i risultati potranno essere condivisi in tempo reale, anche a molti chilometri di distanza. Infine, non bisogna sottovalutare i vantaggi ambientali della scelta di un server in cloud, come ha dimostrato una ricerca della Lawrence Berkeley National Laboratory e della Northwestern University, secondo cui l’utilizzo di questo servizio comporterebbe, solo per gli Stati Uniti, un enorme risparmio energetico, addirittura dell’87%..

La cro (Conversion rate optimization) e Magento

mercoledì 19 febbraio 2020 09.57.27 Europe/Berlin

La cro (Conversion rate optimization) e Magento 

La CRO (Conversation Rate Optimization) riguarda le strategie di conversione Marketing.In questa guida cercheremo di spiegare in maniera completa cos'è e come funziona questo servizio.

Cos'è la CRO e come funziona?

L'obiettivo della CRO è trasformare i visitatori di un sito web in veri e propri lead o clienti effettivi. Gli ecommerce spesso riscontrano dei problemi per quanto riguarda la vendita dei prodotti, per questo spiegheremo partendo dal principio a cosa serve la CRO e perché è importante. Nella maggior parte dei negozi online si riscontrano degli effetti positivi sotto il punto di vista dei visitatori, ma non si registra alcun tipo di interazione e conversazione. É fondamentale sottolineare che, la parola conversione, sta ad indicare l' interazione che l'utente attua sul sito web, come ad esempio un download, l'iscrizione alla newsletter e la realizzazione di un profilo personale.

Di cosa ha bisogno un ecommerce per funzionare bene?

L'ecommerce per funzionare in maniera perfetta deve essere:

  • Chiaro
  • Accessibile
  • Funzionante
  • Persuasivo ed accattivante
  • Usabile

Tanti sono gli ostacoli, che spesso tendono a impedire la funzionalità dell'ecommerce. Per questo è necessario eliminare completamente la criticità e iniziare a procedere ad ottimizzare il sito web sotto ogni punto di vista.

Come funziona la CRO?

La CRO ha come scopo quello di aiutare l'ecommerce a rimuovere definitivamente la criticità e sfruttare tutte quelle che sono le nuove opportunità e potenzialità possibili. Si tratta di una materia nuova e allo stesso tempo efficiente, dato che è in grado di aiutare ogni negozio fisico ad ottenere maggiori benefici per quanto riguarda le vendite degli articoli disponibili. Per aumentare i tassi di conversione vi sono numerosi approcci che la Conversation Rate Optimization è capace di fare.

Come agisce la CRO?

Tra le azioni principali della CRO vi sono:
  • Il contenuto
  • La segmentazione
  • Il design
  • Il survey per avere i feedback degli utenti e dei clienti
  • Analizzare il custmer Journey

Contenuto

I tassi di conversione per funzionare bene si basano in maniera particolare sui copy degli utenti. Generalmente per fare ciò, vengono messi a disposizione dei formati e realizzati dei test per avere un riscontro positivo, in quanto la produzione rappresenta la soluzione migliore per avere dei risultati positivi.

Segmentazione

Come si è potuto capire finora, tutti gl utenti che visitano gli ecommerce, non sempre diventano clienti e di conseguenza non vi è alcun tasso di conversione. Per questo è necessario captare ed individuare il segmento del pubblico di riferimento. Concentrandosi sulle conversioni chiave dei visitatori del sito web, si avrà l'occasione di vedere dei risultati migliori a differenza di un'ottimizzazione generica che spesso viene effettuata sulla pagina. Attraverso la realizzazione di layout e contenuti specifici, si ha la possibilità di incrementare in maniera notevole le conversioni. L'obiettivo che la CRO intende far raggiungere alle aziende è quello di realizzare delle vere e proprie Call To Action, attraverso le quali la gente riuscirà ad interagire in maniera diretta con il sito web a seconda dell'argomento trattato.

Design

Realizzare un design accattivante ed elegante è importante per riuscire a captare l'attenzione dell'utente. Per fare ciò è fondamentale migliorare il layout, attraverso il quale si potrà incrementare la performance di conversione. Tutti coloro che navigano in Internet e utilizzano gli ecommerce per acquistare prodotti, sono la maggior parte affascinati dallo style e dal design utilizzato dal sito web. Motivo per cui è di estrema importanza valutare con attenzione numerosi elementi grafici come ad esempio: la spaziatura, il colore, la grandezza del font, l'allineamneto e tanto altro ancora. Sia per quanto riguarda il design che il contenuto, bisogna modificare questi aspetti al fine di rendere la pagina unica ed originale, ma l'ottimizzazione non deve comportare grandi cambiamenti strutturali.

Survey per feedback

Alle volte gli utenti abbandonano la pagina web per vari motivi, per questo è necessario capire il motivo per cui lo fanno. Tra le domande che si pongono ai visitatori sorgono ad esempio: quali problemi si sono riscontrati durante la navigazione, oppure, perché hanno deciso di acquistare dal proprio ecommerce anzichè sugli altri negozi online disponibili su Internet.

Esaminare il customer journey

Il cliente all'interno degli ecommerce ha un comportamento stravagante e alle volte imprevedibile. La raccolta delle loro informazioni su ogni canale è importante per comprendere meglio il custmer journey, per avere una visione più ampia del target del pubblico di riferimento. Una volta fatto questo, si visualizzeranno in maniera più dettagliata i dati offline e online di ogni cliente, che aiuterà le aziende a capire il loro comportamento in modo più chiaro. In questo modo si riuscirà a prevedere anche le loro mosse future. L'obiettivo della CRO non è comandare o manipolare gli utenti, ma rende più semplice il percorso del visitatore all'interno del negozio virtuale per riuscire a compiere un'azione specifica.

Magento

Magento è un Open Source per gli ecommerce, si tratta di un servizio disponibile dal 2008. Grazie alle sue funzionalità rappresenta il 30% delle quote dell'intero mercato. Attraverso d essa si ha la possibilità di incrementare i tassi di conversione in maniera impressionante e in modo semplice e veloce. I risultati saranno completamente positivi.

Come connettere amazon a magento

giovedì 13 febbraio 2020 12.02.54 Europe/Berlin

come-connettere-amazon-a-magento 

Quando si ha un'attività commerciale, arriva prima o poi la volontà di voler rendere ancora più visibile il proprio negozio. Come fare? Con l'avvento di internet, molte attività sono diventate semplici e sono nati anche una gran quantità di siti i quali hanno vari scopi ed offrono diversi tipi di servizi. Uno di questi sono i siti ecommerce, che permettono la vendita di vari articoli e offrono diversi metodi di pagamento, in modo da permettere a chiunque di acquistare sul web. E se un proprietario del negozio volesse creare un sito ecommerce? Per questo scopo esiste Magento. Magento è un CMS, ovvero un Content Management System che permette la creazione di siti ecommerce da zero in modo facile e veloce, con la possibilità di gestire ogni cosa del proprio sito e attività: il template del sito, lo stile delle pagine, gli articoli messi in vendita e quelli venduti, i testi, le modalità di pagamento ecc... Magento rappresenta una delle soluzioni per chi vuole crearsi da zero, senza difficoltà, un sito per vendere prodotti di qualsiasi genere. Ma mettiamo caso di avere un account Amazon o un account su un qualunque marketplace sul quale abbiamo già un negozio e lo vogliamo connettere al nostro sito Magento, come si fa? Se volete trovare risposta a questa domanda, continuate a leggere e scoprirete che in pochissimi secondi riuscirete a connettere un account Amazon al vostro sito creato con Magento.

Concetto di marketplace

Prima di esporre come integrare Amazon su Magento, bisogna precisare il concetto del termine Marketplace. Come affermato precedentemente, Amazon è un marketplace, ma cos'è un marketplace? In poche parole, un marketplace è una piattaforma di commercio attraverso la quale è possibile acquistare un vasto catalogo di prodotti. A differenza di un sito ecommerce, il marketplace dà la possibilità ad altri negozianti di iscriversi come partners e vendere i propri prodotti, quindi vi è una grande varietà di venditori. Esempi di marketplace sono Amazon ed Ebay. Avere un marketplace porta, in generale, a molti vantaggi: un aumento della clientela, si ha la sicurezza di vendere prodotti a un proprio target, si può ricevere in modo facile dei feedback però c'è da dire che sui marketplace vi è molta concorrenza, non c'è un diretto rapporto con i clienti e inoltre non è possibile sviluppare un proprio brand. È per questo che molti decidono di crearsi un sito proprio sul quale vendere i prodotti, collegando allo stesso tempo il proprio account Amazon.

Come integrare Amazon a Magento: guida e spiegazione

Passiamo quindi al tema centrale dell'articolo: come collegare un account Amazon al proprio sito Magento. La piattaforma, purtroppo, non possiede delle impostazioni che permettono direttamente l'integrazione di un account marketplace di Amazon, ma bisogna ricorrere a un plugin. Il plugin in questione si chiama M2E e permette di integrare qualsiasi marketplace nel proprio sito di ecommerce creato con la piattaforma: che sia Amazon, E-bay o altro, con M2E non ci sono limiti. Inizialmente era stato progettato per collegare il sito Magento con un account E-bay: infatti il nome è l'acronimo di Magento to E-bay. Col tempo, tuttavia, si è evoluto, permettendo di collegare altri siti di marketplace, tra cui Amazon. L'estensione permette di sincronizzare tra Amazon e il sito le giacenze in magazzino, per evitare di vendere prodotti che in realtà non sono disponibili e di impostare prezzi diversi sui prodotti per i due siti. Inoltre è possibile importare gli ordini effettuati dai clienti su Amazon sul proprio sito creato con Magento. Grazie al sistema di messaggistica che offre il plugin, è possibile restare in contatto con i clienti che acquistano sul marketplace o anche sul proprio sito ecommerce. In poche parole, attraverso il pannello dell'utente di Magento, è possibile gestire le vendite e le attività sull'account marketplace di Amazon, gestendone anche i ricavi e visionando i feedback lasciati dagli utenti. Il costo del plugin è gratuito, ma andando avanti con il tempo e, in base ai ricavi ottenuti con i prodotti, verranno addebitati costi di abbonamento. Inoltre, per implementare il plugin, è richiesta la mano di un esperto, poiché saranno necessari effettuare test affinché l'implementazione avvenga con successo. Un'alternativa più veloce e facile, rispetto a M2E, sarebbe Sellrapido: un software gestionale che permette di sincronizzare i prodotti dei marketplace con quelli del sito Magento. Inoltre riesce a gestire prevendita offrendo funzioni e impostazioni per sincronizzare i prodotti, i prezzi, e la quantità; e la postvendita sincronizzando il sito con i principali software di stampa delle etichette e software per le spedizioni. Abbiamo visto due software per poter collegare un account Amazon a un sito ecommerce Magento. Sebbene abbiano lo stesso scopo, offrono servizi e funzionalità diverse, quindi bisogna scegliere in base alle proprie esigenze e, soprattutto, in base ai propri costi. Naturalmente, è meglio investire una cifra più alta per ottenere un software che possa ottimizzare la vendita dei propri prodotti, sia sul sito che su Amazon.

Come connettere ebay a magento

giovedì 13 febbraio 2020 11.43.13 Europe/Berlin

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La continua crescita dei Marketplace sta costringendo sempre più venditori ad adattarsi alle nuove dinamiche di mercato; tecnologie e cambiamenti consistenti stanno cambiando radicalmente il modo di vendere e di acquistare. Tra le infinite possibilità di vendita c'è quella di affidarsi a software come Magento o Magento 2.0 per assolvere a dei compiti spesso causa di perdita di tempo. Nel momento in cui ci si affida a tali software spesso si pensa di essere vincolati a delle direttive da rispettare, fortunatamente c'è la possibilità di poter connettere Magento ad altri Marketplace come eBay ed Amazon; oggi approfondiremo come connettere eBay a Magento nel modo più veloce e semplice possibile.

Magento, cos'è

Non tutti sono a conoscenza di cosa sia Magento, questo software è un open source che si occupa di eCommerce, esso è stato lanciato sul mercato nel lontano 31 Marzo 2008. Le versioni che nel tempo si sono succedute hanno apportano notevoli migliorie ma non hanno mai intaccato quelle che sono le idee originali del programma; infatti questo CMS open source è ormai utilizzato dalla piattaforma Magento Commerce con risultati vicini al 30% del mercato totale. Nelle prossime righe vedremo meglio come può essere utile nel mondo dei marketplace e come si può integrare benissimo con eBay.

Marketplace, il futuro è già adesso

Negozi online come Amazon, eBay, Alibaba e AliEpress sono tra i Marketplace più celebri, i quali attraverso una vastissima rete online possono garantire prodotti ai propri clienti in tutto il mondo. Questi enormi ipermercati online possono offrire agli eCommerce uno specifico spazio dove possono vendere i propri prodotti e raggiungere un numero maggiore di persone.

Connettere eBay a Magento, M2E Pro

Sul mercato esistono diverse soluzioni per connettere eBay a Magento; è fondamentale specificare che si tratti di veri e propri gestori integrativi per i Marketplace, siano essi predisposti agli ordini per la pre vendita o la post vendita. Tra le varie soluzioni per connettere ed integrare eBay con Magento oggi ci si focalizzerà sul plugin M2E Pro, adatto a qualsiasi tipologia di venditore ed offre diverse funzionalità. Le versione di Magento su cui questa estensione può essere applicata è sia la 1a che la 2a.

M2E Pro, questo sconosciuto

Questo particolare plugin è stato inizialmente ideato per il solo utilizzo su eBay, infatti l'acronimo sta a significare Magento to eBay, con gli aggiornamenti al giorno d'oggi può essere utilizzato su diverse tipologie di Marketplace, tra cui la piattaforma più conosciuta Amazon. Per dare un'idea di quelle che sono le potenzialità e l'utilizzo capillare di questo plugin basti pensare che oltre 100 mila utenti hanno scaricato M2E per la versione Magento 1 ed addirittura 41 mila utenti hanno collegato il proprio account eBay in gestioni uniche; numeri importanti per un mercato di questa tipologia. Ma di cosa si occupa principalmente questa estensione? Questa estensione per Magento gestisce e sincronizza su eBay le giacenze di magazzino, affinché si possano evitare di vendere sui diversi Marketplace dei prodotti indisponibili. Oltre a questa notevole funzione, la vera punta di diamante di M2E Pro risiede nel fatto di poter importare gli ordini già effettuati sui vari Marketplace direttamente sul software Magento, migliorando ed automatizzando la gestione di fatture del proprio negozio online. Molti trovano superflua la funzionalità di messaggistica, ma per alcuni settori può risultare interessante; infatti M2E Pro ha anche la capacità di rispondere e gestire i messaggi degli utenti proveniente da Magento stesso, differenziandoli ma rendendo tutto il procedimento unico e veloce.

 

Vantaggi della connessione tra eBay e Magento

  • Soluzione unica
Tra i vantaggi che si possono riscontrare nel connettere Ebay a Magento vi è sicuramente quella di poter gestire tutti i dati in un unica fonte, amministrando il post vendita direttamente dall'interfaccia principale di Magento.
  • Prezzi ad hoc
Avendo a disposizione la gestione di differenti Marketplace si potranno impostare costi dei prodotti differenti per il negozio online preferito; optando per sconti o variazioni lampo sui prezzi a seconda della necessità.
  • Sincronizzazione

Caratteristica estremamente importante è la capacità di sincronizzare istantaneamente i dati su tutti i Marketplace a seconda del bisogno.

 

M2E Pro utile ma costa tanto?

Come tutti i possessori di Magento sapranno, essendo questo software un open source e di conseguenza gratuito, la maggior parte dei plugin sono anch'essi gratuiti. M2E Pro e la sua integrazione con eBay sono gratuiti ma non del tutto, infatti a seconda del numero di acquisti generati dai vari Marketplace e connessi a M2E Pro si entra nella spiacevole situazione di abbonamento crescente mensile; quindi ad un maggiore flusso mensile coinciderà un maggiore costo mensile dell'integrazione.

 

Conclusioni

Come è evidente, connettere eBay a Magento aiuta notevolmente nella gestione dei propri prodotti e soprattutto nella gestione dei magazzini; attraverso una sincronizzazione in tempo reale ed una riduzione dei tempi notevole, è consigliato a chiunque abbia un'attività di vendita online.

Sicurezza informatica aziendale: come proteggersi

mercoledì 5 febbraio 2020 11.31.10 Europe/Berlin

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Lo sviluppo delle tecnologie inerenti al web, ha portato molte aziende a dover spesso operare tramite le piattaforme internet. Ciò, però, ha comportato il rischio di andare incontro ad attacchi informatici, che potrebbero mettere in serio pericolo sia l’attività dell’azienda che le informazioni in suo possesso. Per questo motivo, le industrie del settore hanno messo a disposizione vari strumenti per difendersi e garantire un corretto e sicuro svolgimento del lavoro.

Gli attacchi informatici: qualche numero

Gli attacchi informatici sono ormai diventati una vera piaga per chi agisce e lavora sul web. Ogni anno, il loro numero aumenta, anche grazie alla diversificazione pressoché costante delle sue modalità. Negli ultimi due anni, i dati registrati in Italia fanno riflettere parecchio, perché nel 2018 si sono contati circa 1400 attacchi informatici al mese e le conseguenti denunce per la violazione dei dati personali sono aumentate di oltre il 500%. Nel 2019, non è andata diversamente, cosicché sono lievitate anche le spese che le aziende affrontano per proteggersi dalla pirateria online: rispetto all’anno precedente, la crescita di questo tipo di investimento è stata quasi del 10% e, a livello mondiale, la spesa si è attestata intorno ai 103 miliardi di dollari.

La cyber security

La cyber security, o sicurezza informatica, è l’insieme di strutture che un’azienda mette in piedi per combattere la pirateria e difendersi dagli attacchi esterni. Gli obiettivi della cyber security sono molteplici, a partire dal ridurre al minimo la disponibilità di dati online fino ad assicurare l’integrità dei dati aziendali, evitando che questi vengano modificati o cancellati; infine, la riservatezza informatica, ovvero la tutela di tutti gli accessi che vengono effettuati internamente e l’impedimento di utilizzi non autorizzati. Poiché, come già detto, le tecniche di attacco informatico variano e si evolvono giorno per giorno, è essenziale che la sicurezza informatica della propria azienda sia in grado di rimanere aggiornata, ma soprattutto deve disporre di vari livelli di protezione, in grado di assicurare una copertura a 360°: queste vengono chiamate, in linguaggio tecnico, "strategie di protezione multilivello".

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Come proteggere la propria azienda

Queste "strategie di protezione multilivello" comprendono vari strumenti che ogni azienda deve possedere per difendersi in maniera adeguata dagli attacchi informatici. Il primo è il classico antivirus, ovvero un software in grado di proteggere tutti i dispositivi aziendali in uso ai dipendenti. Il suo principale compito è di rilevare eventuali elementi (documenti, programmi, messaggi di posta elettronica) che potrebbero danneggiare il sistema informatico. Un antivirus analizza qualsiasi file che penetra nel sistema e lo confronta con un database in cui sono raccolti tutti quelli dannosi o pericolosi e, se uno di questi corrisponde a quanto è entrato nel sistema del pc, viene immediatamente eliminato o messo in quarantena, rendendolo inoffensivo. Quando si tratta di strumenti aziendali utilizzati da molte persone, è necessario che l’antivirus scelto sia facile da utilizzare, non causi rallentamenti alla macchina dove viene installato e, possibilmente, deve prevedere un sistema di backup, ovvero una copia dei propri file che, in caso di infezione, rimangano comunque protetti e ripristinabili in qualsiasi momento. Inoltre, è sempre consigliabile che l’antivirus preveda un servizio clienti, in modo da poter risolvere in maniera tempestiva ogni problema. Un ulteriore strumento per prevenire gli attacchi informatici, è il firewall, ovvero un dispositivo che protegge la rete aziendale e monitora il traffico internet in entrata e in uscita. Il nome stesso ne spiega l’utilità e il funzionamento, perché è come una sorta di muro di fuoco che si interpone tra la rete interna e quella esterna, impedendo il passaggio di dati o di connessioni potenzialmente dannose al sistema aziendale. Infine, l’Intrusion Detection System (IDS), è lo strumento grazie al quale vengono rilevate eventuali intrusioni nei pc o nella rete aziendale. In pratica, questi dispositivi analizzano e controllano costantemente tutti i flussi di rete, con lo scopo di individuare l’eventuale traffico anomalo, in particolare di dati. Grazie a questo sistema, ogni azienda potrà bloccare il pericolo prima che diventi un incidente.

Il CISO e il DPO

Nessuno di questi strumenti potrebbe fare il suo lavoro, se non esistessero delle figure dedicate. In questo senso, in sempre più aziende stanno diventando importanti il CISO, ovvero Chief Information Security Officer e il DPO (Data Protection Officer). Sia l’uno che l’altro possono essere scelti dal personale interno o tramite un’agenzia esterna, l’essenziale è che siano in possesso delle adeguate competenze in materia, che possono coinvolgere vari campi come quello giuridico, informatico e, appunto, aziendale. Il CISO si occupa di definire la strategia di protezione informatica dell’azienda, implementando programmi e adottando tutti gli strumenti necessari. Il DPO, invece, è stato introdotto dalla nuova normativa europea in materia di protezione dei dati personali e ha il ruolo di mettere in pratica tutto ciò che è necessario per una corretta gestione dei dati personali in possesso dell’azienda.

Magento vs Shopify

mercoledì 5 febbraio 2020 11.28.25 Europe/Berlin

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Potrebbe definirsi una guerra fra Titani, ma ci sono alcune differenze sostanziali che potrebbero condurre il cliente verso l'una o l'altra piattaforma. Magento è probabilmente la più famosa delle due, nonché la più utilizzata negli USA. Sicuramente una passata acquisizione da parte di eBay ha contribuito alla sua notorietà. L'avversario invece sta prendendo sempre più piede, grazie ad una serie di vantaggi che lo rendono più facilmente fruibile. Vediamo insieme quale delle due piattaforme è in grado di offrire il miglior servizio.

Magento e Shopify: differenze

Come anticipato, tra le due piattaforme sussistono alcune differenze che ne rendono idoneo l'utilizzo ad utenze diverse. Magento è self-hosted. Ciò significa che per l'ecommerce deve essere previsto anche un server, che chiaramente andrà gestito. Shopify invece è totalmente autonoma, quindi dopo aver sottoscritto l'abbonamento, non si renderà necessario ricorrere ad altri servizi esterni. Vista in questa maniera, a prima vista la differenza potrebbe dar ragione a Shopify, perché permette al cliente di non avere ulteriori pensieri. Di fatto però, in alcuni casi la situazione potrebbe diventare limitante, perché offre un controllo minore. In altre parole, essendo Magento una piattaforma nella mani della persona che la utilizza, consente una maggiore libertà sul server, ad esempio installando anche un blog sul medesimo dominio senza ritrovarsi costretti a ricorrere ad un sottodominio.

Magento Vs Shopify: personalizzazioni

Il secondo parametro che deve essere utilizzato per la valutazione dei due competitor, è quello della personalizzazione. Anche in questo caso la situazione è simile alla precedente. Da una parte Shopify permette sicuramente un controllo totale del front end, fermo restando che quello che è il cuore della piattaforma è inaccessibile agli sviluppatori. Magento invece permette un controllo totale del codice, quindi via libera ad ogni tipo di personalizzazione. Inutile sottolineare come i costi di tali personalizzazioni, varino sulla base della loro quantità.

- Come anticipato, la differenza sulle personalizzazioni offre un quadro simile al precedente. Quello che per Shopify potrebbe essere un vantaggio, perché chiaramente "bloccando" gli interventi possibili il sistema rimane stabile ed integro, in realtà in alcune situazioni può concretizzarsi in uno svantaggio, perché vincolante. In altre parole Magento consente una maggiore libertà su questo aspetto.

Magento Vs Shopify: applicazioni

Nel frangente delle applicazioni, l'ago della bilancia sembra tendere verso Magento. Shopify infatti, è entrato sul mercato successivamente all'avversario. Ad oggi, nonostante sempre più sviluppatori investano capacità e tempo al fine di offrire sempre più funzionalità, il divario tra i due sembra non essersi ancora colmato. Magento Connect infatti, grazie anche al suo vantaggio temporale rispetto a Shopify App Store, offre moltissime soluzioni chiavi in mano che consentono lo sviluppo di nuove funzionalità per l'ecommerce. Da sottolineare comunque che con Magento potrebbe capitare di acquistare un'applicazione non funzionante, ma c'è sempre la possibilità di ricorrere all'assistenza degli sviluppatori.

Magento vs Shopify: prezzi

Che Shopify sia una soluzione nel suo complesso più economica di Magento, non esiste dubbio. Rimane da capire se tale risparmio permane tale sul medio e lungo termine. In altre parole, Shopify offre alla sua clientela più soluzioni con un abbonamento mensile. La meno costosa di queste parte da poche decine di euro, e in comune alle altre prevede una commissione sulle vendite effettuate. Ogni versione ha dei precisi limiti sulle funzionalità. Magento invece, seppur il software Magento Community Edition sia scaricabile gratuitamente, prevede la richiesta di un preventivo per il passaggio alla versione Enterprise, e utilizzando hosting e dominio esterno, consente di fatto di vendere prodotti in quantità illimitata. Analizzando questo fattore, emerge come rivolgersi a Shopify comporti sicuramente un quadro più chiaro dei costi in via preventiva, ma affidarsi a Magento, ancora una volta potrebbe consentire di godere di un maggior numero di funzionalità e di servizi.

In conclusione

I parametri di valutazione per Magento e Shopify, sono più numerosi di quelli descritti. Sarebbero da prendere in considerazione anche quello degli aggiornamenti, sulla tecnologia utilizzata, sulla complessità delle piattaforme, sulla scalabilità del business e molti altri ancora. Analizzandoli nel loro complesso però, ne emerge un quadro dove Shopify sia probabilmente più semplice nel suo utilizzo, vantaggio evidente per coloro che si "avventurano" per la prima volta nel mondo del commercio online, ma che sul medio e lungo termine potrebbe risultare limitante. Magento a prima vista appare sicuramente più macchinoso, e richiede livelli di conoscenza e competenze superiori. Ma con l'evolversi della propria attività, potrebbe soddisfare meglio le esigenze aziendali crescenti.

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