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Server in Cloud: come funzionano

lunedì 20 gennaio 2020 16.37.48 Europe/Berlin

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Grazie all'evoluzione delle reti internet e lo sviluppo di tecnologie sempre più esigenti sotto il profilo di potenza di calcolo, spazio d'archiviazione e il cosiddetto bisogno di "scalabilità", i cloud server si sono imposti sul mercato come una soluzione di punta per tutti tipi di azienda, di qualsiasi dimensione.

Cloud server: cosa sono

Per svolgere tutti quegli applicativi dove sono richieste più persone che lavorino congiuntamente e anche, chiaramente, per evitare l'ingombro fisico e il dispendio economico del piazzare una postazione che funga da server, i cloud server vengono ormai utilizzati da anni nei più disparati modi. Uno dei primi sistemi "in cloud" che si è diffuso sul mercato è quello degli hosting di siti: tramite l'uso di server dedicati, è sempre stato possibile utilizzare un archivio FTP o utilizzare la banda a disposizione del server per poter permettere la navigazione ai visitatori. Questo tipo di server è anche stato il primo a introdurre il concetto di "scalabilità": si è passati velocemente dall'affittare una macchina fisica, fissa (detta VPS) con costi e limiti specifici, alla possibilità di poter gradualmente aumentare lo spazio di archiviazione a disposizione, oppure la larghezza di banda per supportare i picchi di traffico intenso.

Vantaggi di un cloud e differenze da un VPS

I server in cloud, essenzialmente, aumentano le proprie prestazioni facendo pagare in base al consumo effettivo delle risorse: potendo tranquillamente modificare lo spazio a disposizione o quanta larghezza dedicare in specifici momenti, il principio si è facilmente convertito nella creazione di servizi dedicati anche all'uso di un cloud server per la computazione complessa e l'uso di una "macchina virtuale" che altro non è che parte della potenza di tante macchine messe insieme. Il concetto potrebbe suonare simile al VPS, Virtual Private Server, il quale è appunto una macchina virtuale, spersa da qualche parte nel pianeta, la quale gestisce tramite varie istanze i singoli clienti che necessitano dei servizi cloud. La differenza sostanziale fra VPS e Cloud è essenzialmente la possibilità di scalabilità, in quanto nei cloud server è molto più sensibile e ampia e, chiaramente, vi è un certo grado aggiunto di sicurezza data dal fatto che il cloud server può basarsi su più macchine, mentre il VPS su una sola. In caso di problemi, la possibilità di redirottare le funzioni sulle altre macchine, piuttosto che essere completamente interrotte, è decisamente benvenuta. Altro vantaggio fondamentale del cloud server è la flessibilità: invece che avere una singola macchina, le cui potenzialità vengono usate solo in parte e potrebbero rappresentare un limite a un certo punto, il cloud server prevede di poter impostare questi parametri in funzione delle proprie esigenze. Se i VPS procedono con contratti mensili o annuali, i cloud server possono essere pagati ad ore, dove magari è richiesto un saltino in più in termini di prestazioni, per poi tornare all'uso più moderato e consono alle proprie necessità.

Chi dovrebbe usare il cloud server?

Come già accennato, il cloud server è una soluzione capace di poter essere adottata da tutti: piccole, medie e grandi imprese. Un vantaggio probabilmente vincente e definitivamente schiacciante del cloud server sopra il VPS è proprio infatti l'ottimizzazione dei costi: una piccola impresa potrebbe ritrovarsi ad economizzare le risorse richieste a un cloud server e dunque ridurre di molto i costi per la propria attività, a differenza di un VPS il quale permette di scegliere solo piani "fissi" e specifici. 

Come si sceglie un cloud server

È stato spiegato a linee generali il funzionamento dei server in cloud, ma per poter capire come scegliere quello giusto, è bene parlarne in maniera leggermente più tecnica: come ogni computer, anche il cloud server si basa non solo sui componenti hardware, ma anche su quelli software. Le scelte ricadono ovviamente sempre su Linux e Windows come sistemi operativi, ma è piuttosto importante anche la tecnologia di virtualizzazione: Openstack, VMWare e Amazon AWS sono i tre contendenti di questa sfida. Ognuno ha i suoi indubbi pro e contro, ma è necessario capire che la differenza di tecnologia può modificare radicalmente il proprio approccio all'uso di questi sistemi. Ci sono molte opinioni riguardanti ognuna delle tre tecnologie citate, ma è essenziale osservare come Amazon AWS, fra i tre, sia quello più ispirato al concetto di "cloud pubblico", con una propria macchina IaaS dove far andare le proprie applicazioni. Per quelle aziende in cerca di una soluzione efficace e in tempi brevi, questo potrebbe essere un punto da poco, ma per molte aziende poter sviluppare il proprio spazio cloud e, di conseguenza, impostare la propria azienda su questo servizio, piuttosto che subirlo soltanto passivamente, utilizzandolo come "transito", è decisamente preferibile la soluzione di VMWare, dove la virtualizzazione è incline proprio al permettere di creare il proprio spazio aziendale.

In conclusione

I server in cloud possono essere definiti senza troppi indugi il futuro della virtualizzazione e un mercato destinato a crescere. I personal computer aziendali devono prima o poi lasciare il posto all'adattabilità e flessibilità di altri device e la possibilità di gestire, indipendentemente dal dispositivo in dotazione, le stesse parti tecniche. I cloud server permettono questo, il quale porta inevitabilmente ad un abbattimento dei costi aziendali per le risorse hardware e ad un ambiente di lavoro più personale e flessibile.

In cosa consiste la Business Continuity

lunedì 20 gennaio 2020 15.25.04 Europe/Berlin

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In qualsiasi settore si operi,sia pubblico che privato, interrompere il servizio erogato risulta sempre un problema. Ovviamente è inutile specificare come nella PA la situazione sia ancora più critica, perché rischia di compromettere la stabilità di una collettività. Adottando le contromisure corrette però, è possibile prevenire e di fatto evitare che questo possa possa verificarsi. Tali indicazioni, sono espresse dal concetto di Business Continuity. Vediamo insieme in cosa consiste.

Business Continuity: un concetto chiave

Come anticipato, interrompere un servizio erogato è un grandissimo problema, qualsiasi sia il settore di appartenenza. In un tempo dove tutti i processi sono digitalizzati, il patrimonio di conoscenze aziendali e l'operatività sono strettamente correlati a quella che è la tecnologia implementata. A quanto appena espresso, è legato fortemente il concetto di Business Continuity, terminologia la cui traduzione letterale è semplicemente continuità operativa.

Quello della Business Continuity quindi, è un processo finalizzato all'individuazione di minacce potenziali a cui una determinata organizzazione potrebbe essere esposta. In secondo luogo definisce quali sono tutti quelle azioni necessarie per garantire la resilienza dell'organizzazione al verificarsi di determinate condizioni. In questo modo vengono preservate la capacità produttiva, l'operatività, l'immagine e tutti gli interessi aziendali.

Volendo semplificare il concetto, possiamo dire che la finalità della Business Continuity è quello di garantire che in caso di qualsiasi problema o incidente, l'ente o l'azienda siano in grado di preseguire regolarmente con l'erogazione del servizio, o eventualmente ad una riduzione controllata.

Business Continuity Plan: che cos'è?

Potendo solamente immaginare quanti imprevisti possono presentarsi durante il corso di un'attività, e a quante variabili questa è sottoposta, appare evidente come per poter adottare delle strategie efficaci, queste debbano necessariamente essere messe su carta.

Questa fase quindi si concretizza redigendo una sorta di manuale, ovvero il Business Continuity Plan. All'interno di tale manuale, sono incluse le potenziali minacce, e le eventuali soluzioni da adottare per superarle incolumi. Inutile sottolineare come il Plan sia di fondamentale importanza per prevenire qualsiasi tipologia di rischio.

 

Business Continuity Plan: esempio

Stabilita l'importanza di un Business Continuity Plan, ora cerchiamo di capire insieme quali sono le voci che devono essere incluse in questo manuale. Innanzitutto, si deve partire dal presupposto che un unico Plan per qualsiasi tipologia di organizzazione, non è possibile redigerlo. Ognuna di tali organizzazioni infatti, ha delle sue specifiche esigenze. Nonostante ciò però, alcuni elementi sono in comune ed è possibile fornire delle linee guida indicative.

Informazioni generali sull'organizzazione e chi ha stilato il Plan.

Aree e funzioni critiche, ovvero quelle vitali che devono essere necessariamente protette e a cui l'azienda o l'ente non può assolutamente rinunciare. Tutto ciò è attuato stabilendo delle priorità.

Criticità possibili. Analisi di quali sono i rischi possibili nelle aree precedentemente individuate.

Fasi e relative procedure di recupero. Una volta identificate le aree vitali per l'organizzazione, devono essere elencate quali sono le attività da mettere in atto per rendere continuativa l'operatività.

Downtime, ovvero per quanto tempo le attività possono di fatto fermarsi senza che venga arrecato alcun danno.

Team di lavoro. In questa voce vengono indicate nel dettaglio quali sono quelle professionalità che devono essere coinvolte, direttamente o indirettamente, in tutte le operazioni di Business Continuity necessarie al ripristino delle condizioni operative.

Disaster Recovery: che cos'è?

Una parte fondamentale di un Plan di continuità aziendale, è il Disaster Recovery. Tale strategia è importantissima, perché tutto il preziosissimo patrimonio digitale delle aziende, a cui sono sempre più ancorate, deve essere necessariamente messo al sicuro. Il Disaster Recovery è strettamente correlato alla Businees Continuity, perché mentre ques'ultima rappresenta una strategia generale, il Recovery prende in considerazione misure specifiche per garantire una determinata operazione o attività.

Business continuity management: che cos'è?

Per completare il quadro della Business Continuity, rimane da chiarire il concetto di Business continuity management. Stiamo parlando di quel determinato processo gestionale con la precisa finalità di identificare quali siano le potenziali minacce di un'azienda o di un ente a cui fa seguito la valutazione di quali siano le contromisure adeguate per ridurre al minimo e possibilmente annullare le conseguenze negative dei rischi identificati.

Quali sono e come funzionano i marketplace di moda

martedì 14 gennaio 2020 15.38.32 Europe/Berlin

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I marketplace sono mercati online dove i venditori sponsorizzano la loro merce. Stiamo parlando di una piazza virtuale in grado di far incontrare la domanda e l'offerta, sia per beni che per servizi. Esistono diverse tipologie di marketplace, alcuni monoprodotto o settore, altri dove si può trovare di tutto. In questo articolo ci occuperemo di capire quali sono e come funzionano nello specifico quelli di moda.

Marketplace: che cos'è?

Come anticipato, i marketplace sono dei siti web in grado di raggruppare più operatori che sponsorizzano e di conseguenza vendono i loro prodotti. Grazie a questo sistema, utenti che con il loro semplice shop online passerebbero inosservati nell'oceano del web, hanno la possibilità di avere una visibilità maggiore, un bacino d'utenza maggiore e costi di marketing più ridotti. Ma non sono solamente i venditori a trarre dei vantaggi dal marketplace, ma anche i clienti, perché con pochi clic possono trovare in un istante una quantità di prodotti inimmaginabile, al fine di trovare la miglior offerta su quel determinato prodotto.

Marketplace di moda: come funzionano?

I marketplace di moda possono essere considerati come verticali, ovvero dove si può trovare una sola tipologia di articolo o servizio. In altre parole il cliente sa già quale sarà il settore merceologico a cui fare riferimento nel momento in cui visita il sito.

I marketplace in questione sono numerosi, ma prima di capire in quale avventurarsi, è opportuno stabilire alcuni dettagli, ad esempio il target di riferimento a cui il venditore intende rivolgersi e in quale luogo si vuole sviluppare il business (Italia, Europa, resto del mondo).

Anche il fatto che l'operatore possa essere una startup, un fashion designer o un brand già affermato sicuramente può fare la differenza. Una strategia corretta per un'attività commerciale, è quella di sviluppare un proprio ecommerce ed usare il marketplace come una sorta di vetrina. Attraverso tale vetrina si "cattura" il cliente, per poi portarlo con il tempo ad acquistare sullo shop online di proprietà.

Marketplace di moda: quali sono?

Una volta chiarito cos'è un marketplace ed il suo funzionamento, ora rimane da capire quali sono quelli dedicati esclusivamente al mondo della moda, fermo restando che un elenco completo è impossibile dal momento che il numero in Italia è in costante aumento.
  • Zalando: Nato nel 2008 da una geniali intuizione di due giovani tedeschi, il marketplace comincia la sua attività nell'anno seguente. Inizialmente sul sito era possibile reperire solamente scarpe, ma con il tempo Zalando è diventato di fatto uno dei più grandi ed affermati store nel mondo della moda, quindi dell'abbigliamento in genere. Il meccanismo alla base della partnership con il marketplace è basato semplicemente su un sistema di commissioni, con percentuali piuttosto contenute.
  • Privalia: Il portale è davvero molto gettonato per un motivo tanto semplice quanto efficace, ovvero che le vendite cominciano di prima mattina e i prodotti includono tutto il mondo della moda uomo e donna e bambino, accessori inclusi. Gli articoli sono proposti a prezzi scontati, e per un periodo di tempo limitato. In altre parole, il cliente che arriva prima, meglio alloggia. Massima flessibilità anche nei metodi di pagamento, quindi con Paypal, carta di credito e prepagate.
  • Yoox: Il portale non è certo una novità nel mondo della moda online, dal momento che l'idea risale a ben vent'anni fa, nell'anno 2000. Sul marketplace è possibile sia acquistare che vendere e può essere considerato come un vero e proprio outlet, riservato però solamente ad alcuni operatori. È opportuno precisare che non tutti possono sponsorizzare i loro articoli, ma solamente 100 marchi considerati top. Esiste difatti una vera e propria selezione solamente dei più prestigiosi brand. Tra gli articoli proposti possiamo trovare ovviamente capi di abbigliamento, calzature e accessori. Con Yoox si ha la possibilità di trovare capi da show-room di qualità altissima ma offerti a prezzi scontati, il tutto con la garanzia di pagamenti sicuri, consegne veloci ed eventualmente di restituire quanto acquistato senza che si debba fornire una spiegazione del motivo.

In conclusione: i vantaggi dei marketplace

Come anticipato, grazie ai marketplace viene offerta ai venditori la possibilità di una vetrina ben strutturata e potenzialmente aperta ad un numero pressoché infinito di clienti. Quelli elencati sono solamente alcuni dei moltissimi disponibili sul web. I vantaggi, soprattutto in una fase iniziale dell'attività, sono quindi di natura economica. Anche se sono presenti delle commissioni di vendita variabili sulla base del portale prescelto infatti, è altrettanto vero che queste verranno pagate solamente sul prodotto effettivamente venduto. Alcuni marketplace richiedono oltre alle commissioni anche un costo per l'abbonamento, ma nonostante ciò, il costo sostenuto rimane comunque concorrenziale ad altre forme di sponsorizzazione.

Vantaggi Sistemi e strumenti Business Intelligence

martedì 14 gennaio 2020 15.16.35 Europe/Berlin

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La Business Intelligence può essere definita come l'asso nella manica per il successo aziendale nei tempi moderni. Oggi le persone sono sempre più abituate a sentir parlare e leggere di Big data, situazione amplificata nel momento in cui società enormi come Google, Facebook o Apple sono state "costrette" a darne conto sulla loro gestione, a volte caratterizzata da tratti nebulosi.

Esattamente come accade però per i social network, per i sistemi operativi dei device mobile e per le applicazioni, il medesimo processo ad oggi è oramai legato indissolubilmente ad ogni attività lavorativa. Vediamo quali sono i vantaggi di tali sistemi e strumenti.

Cos'è la Business Intelligence

Fu l'inventore di origini tedesche Hans Peter Luhn nel lontano 1958, che ai tempi collaborava con IBM, ad utilizzare per la prima volta il termine business intelligence. Ad oggi la situazione si è evoluta notevolmente, ma per semplificare il concetto e renderlo comprensibile, la BI può essere definita come un insieme di strumenti software e di tecniche che consentono alle società di accedere a tutta una serie di dati, con l'ovvia finalità di sfruttarli a loro vantaggio. Il compito della Business Intelligence è dunque quello di raccogliere informazioni dai database tradizionali delle aziende, al fine di realizzare delle strategie, il tutto facendo riferimento ai dati prodotti dall'impresa. Tutti quei dati che non sono strutturati, vengono quindi convertiti in una serie di informazioni utili e fruibili per l'azienda.

Business Intelligence: cosa è possibile fare

Facendo ricorso alla BI, è possibile svolgere una serie di compiti in maniera semplificata, tra cui:

  • La raccolta dei dati relativi all'effettivo andamento aziendale.
  • La classificazione di tutte le informazioni in specifici pattern.
  • L'analisi dei risultati ottenuti.
  • La realizzazione di modelli predittivi.

Utilizzando la Business Intelligence è possibile in prima battuta dare una sorta di forma a tutte quelle informazioni già in possesso dell'azienda, imparando a carpirne le dinamiche.

In secondo luogo è possibile sfruttare tali informazioni per predire trend ed eventualmente quelle che saranno le richieste dei consumatori in futuro, aumentando di conseguenza le vendite e soprattutto andando a diversificare la propria offerta.

Ogni azienda sul mercato, a prescindere dalla sua reale dimensione, possiede tutta una serie di informazioni correlate alla sua produzione, al magazzino ed alla sua gestione, agli obiettivi di vendita ed infine su quelle che sono le abitudini dei clienti. 

Una volta riorganizzati ed interpretati correttamente tutti questi dati, si renderà possibile indagare con più consapevolezza sulle reali preferenze dei consumatori. 

In altre parole si renderà più concreto l'obiettivo di soddisfare appieno la domanda del target al qualche si rivolge quella determinata azienda.

Le fasi della Business Intelligence

La BI si avvale di specifiche piattaforme, ovvero di software informatici che consentono di organizzare tutti i dati precedentemente raccolti e successivamente immessi nel sistema tramite modelli ordinati.

Nella Business Intelligence esistono delle precise fasi:

• Raccolta dei dati.

• Elaborazione dei dati analizzati e inseriti.

• Verifica dei risultati

In prima battuta avviene la raccolta dei dati che occorreranno alla BI. Rispetto al passato, ad oggi le aziende hanno la possibilità di accedere a strumenti e informazioni decisamente più numerosi rispetto al passato. Ai quasi obsoleti fogli di calcolo infatti, anche se ancora apprezzati da molti, si sono aggiunti tutti i dati che provengono dai social media e da tutta una serie di servizi in cloud che vengono utilizzati.

Servizi come Analytics e Adwords di Google, ad esempio possono fornire un mole di informazioni su come i consumatori si comportano. In secondo luogo vengono in aiuto le dashboard, ovvero delle bacheche in grado di fornire rappresentazioni grafiche di tutti i dati raccolti, così da facilitarne la lettura e l'apprendimento. Le dashboard mostrano anche i KPI, indicatori in grado di svelare tutti i lati di una compagnia, dai punti forti a quelli deboli. Infine grazie alla BI. è possibile consultare quelli che sono gli Insight, ovvero i risultati scaturiti dalle analisi che possono fornire indicazioni utili sui trend.

I vantaggi della BI

Volendo riassumere i vantaggi derivanti dall'utilizzo della Business Intelligence, si potrebbe dire che aiuta a fare delle previsioni sugli andamenti futuri, grazie ai seguenti punti:

  • Aumento delle vendite.
  • Riduzione delle perdite.
  • Ottimizzazione dei costi.
  • Efficientamento dei flussi aziendali.

La business intelligence è in grado di portare un valore aggiunto all'interno dell'azienda, andando a scovare eventuali processi inefficienti che possono rappresentare un ostacolo reale per la crescita, limitando quindi lo spreco delle preziose risorse interne.

Che cos'è la business intelligence?

lunedì 23 dicembre 2019 15.06.48 Europe/Berlin

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Che cos'è la business intelligence?

La business intelligence (BI) sfrutta software e servizi per trasformare i dati in informazioni fruibili che influenzano le decisioni aziendali di un'organizzazione.

La business intelligence (BI) combina analisi di business, data mining, visualizzazione dei dati, strumenti. infrastruttura dei dati e best practices per aiutare le organizzazioni a prendere più decisioni basate sui dati.

Hai di fronte un software di business intelligence moderno quando hai una visione completa dei dati della tua organizzazione e li usi per guidare il cambiamento, eliminare le inefficienze e adattarti rapidamente ai cambiamenti del mercato.

Come sviluppare una strategia di business intelligence di successo

Molto più di una “cosa” specifica, la business intelligence è piuttosto un termine generico che copre i processi e i metodi di raccolta, archiviazione e analisi dei dati dalle operazioni o attività aziendali per ottimizzare le prestazioni.

Tutte queste cose si uniscono per creare una visione completa di un'azienda per aiutare le persone a prendere decisioni migliori e attuabili.

Negli ultimi anni, la business intelligence si è evoluta per includere più processi e attività per migliorare le prestazioni.

Questi processi includono:

  • Data mining: utilizzo di database, statistiche e machine learning per scoprire le tendenze in set di dati di grandi dimensioni.
  • Rapporti: condivisione dell'analisi dei dati con le parti interessate in modo che possano trarre conclusioni e prendere decisioni.
  • Metriche delle prestazioni e benchmark: confrontare i dati delle prestazioni attuali con i dati storici per tenere traccia delle prestazioni rispetto agli obiettivi, in genere utilizzando dashboard personalizzati.
  • Analisi descrittiva: utilizzo dell'analisi preliminare dei dati per scoprire cosa è successo.
  • Interrogazione: porre domande specifiche sui dati, BI estrae le risposte dai set di dati.
  • Analisi statistica: trarre i risultati dall'analisi descrittiva e esplorare ulteriormente i dati utilizzando statistiche come come è avvenuta questa tendenza e perché.
  • Visualizzazione dei dati: trasformazione dell'analisi dei dati in rappresentazioni visive come diagrammi, grafici e istogrammi per consumare più facilmente i dati.
  • Analisi visiva: esplorazione dei dati attraverso lo storytelling visivo per comunicare approfondimenti al volo e rimanere nel flusso dell'analisi.
  • Preparazione dei dati: compilazione di più origini dati, identificazione delle dimensioni e delle misurazioni, preparazione per l'analisi dei dati.

Perché la business intelligence è importante?

La business intelligence può aiutare le aziende a prendere decisioni migliori mostrando i dati presenti e storici nel loro contesto aziendale.

Gli analisti possono sfruttare la BI per fornire benchmark delle prestazioni e della concorrenza per rendere l'organizzazione più fluida ed efficiente.

Gli analisti possono anche individuare più facilmente le tendenze del mercato per aumentare le vendite o le entrate.

Utilizzati in modo efficace, i dati giusti possono aiutare con qualsiasi cosa, dalla conformità alle attività di assunzione.

Alcuni modi in cui la business intelligence può aiutare le aziende a prendere decisioni più intelligenti e basate sui dati:

  • Individua i modi per aumentare il profitto
  • Analizza il comportamento del cliente
  • Confronta i dati con i concorrenti
  • Traccia le prestazioni
  • Ottimizza le operazioni
  • Prevede il successo

Come funziona un software di business intelligence?

Dal punto di vista tecnico, i dati grezzi vengono raccolti dall'attività dell'azienda, poi elaborati e quindi archiviati in data warehouse. Una volta archiviati, gli utenti possono quindi accedere ai dati, avviando il processo di analisi per rispondere alle domande aziendali.

In che modo BI, analisi dei dati e analisi aziendale collaborano

La business intelligence include l'analisi dei dati e l'analisi aziendale ma le utilizza solo come parti dell'intero processo. La BI aiuta gli utenti a trarre conclusioni dall'analisi dei dati. I data scientist approfondiscono le specifiche dei dati, utilizzando statistiche avanzate e analisi predittive per scoprire modelli e prevedere modelli futuri. L'analisi dei dati chiede "Perché è successo e cosa può succedere dopo?" La business intelligence prende quei modelli e algoritmi e suddivide i risultati in un linguaggio fruibile. 

La BI è progettata per rispondere a domande specifiche e fornire analisi immediate per le decisioni o la pianificazione. Tuttavia, le aziende possono utilizzare i processi di analisi per migliorare continuamente le domande di follow-up e l'iterazione. L'analisi aziendale non dovrebbe essere un processo lineare perché rispondere a una domanda probabilmente porterà a domande di follow-up e interazione.

La differenza tra BI tradizionale e BI moderna

La BI moderna privilegia l'analisi self-service e la velocità di analisi.

Storicamente, gli strumenti di business intelligence si basavano su un modello di business intelligence tradizionale.

Si trattava di un approccio dall'alto verso il basso in cui la business intelligence era guidata dall'organizzazione IT e alla maggior parte, se non a tutte, le domande di analisi ricevevano risposte statiche.

Ciò significa che se qualcuno avesse una domanda di follow-up sul rapporto ricevuto, la sua richiesta andrebbe in fondo alla coda dei rapporti e dovrebbe ricominciare da capo. Ciò ha portato a cicli di segnalazione lenti e frustranti e le persone non sono state in grado di sfruttare i dati attuali per prendere decisioni.

La business intelligence tradizionale è ancora un approccio comune per il reporting regolare e la risposta a query statiche.

Tuttavia, la moderna business intelligence è interattiva e accessibile. Mentre i dipartimenti IT sono ancora una parte importante della gestione dell'accesso ai dati, più livelli di utenti possono personalizzare i dashboard e creare report con poco preavviso.

Differenza tra Magento 1 e Magento 2

mercoledì 18 dicembre 2019 17.40.51 Europe/Berlin

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Differenza tra Magento 1 e Magento 2

Magento è il più importante sistema di ecommerce sul panorama mondiale: basti pensare che circa il 13% delle PMI (Piccole e Medie Imprese) con vendite digitali, si appoggiano ad una versione di Magento. Essendo open-source, la versione base del software è completamente gratuita: è stato proprio questa caratteristica a favorirne la diffusione capillare nel mondo a partire dalla data del suo primo rilascio, l'ormai lontano 2008. Ad oggi, esistono due versioni principali di Magento: Magento 1 e Magento 2.

  • Ma quali sono le differenze fra loro?
  • Come sono nate?
  • A che target sono dirette?

Vediamo, innanzitutto, la loro storia.

Il lontano 2008: la nascita di Magento 1 e la sue evoluzione Magento 2

Era il 2008, quando la prima release del più famoso software di ecommerce veniva rilasciato: il suo successo fu fulmineo. Mancava un prodotto così, per le piccole imprese che volevano affacciarsi sul panorama dell'ecommerce senza un investimento cospicuo per la creazione di un sito web a partire da zero: Magento ha colmato questa lacuna, diventando per il mondo dell'ecommerce ciò che Wordpress è per il mondo dell'editoria web. Dal successo di Magento 1, si iniziò subito a discutere di una sua naturale evoluzione: Magento 2, nome che compare per la prima volta addirittura nel lontano 2010. Fu solo un'idea iniziale, che poi fu accantonata visto l'acquisto dell'intero progetto Magento da parte di Ebay, che nel 2011 divenne unico proprietario del marchio. Questa acquisizione, e la sua successiva vendita ad un gruppo di privati investitori, generò un notevole ritardo nello sviluppo e nel rilascio di Magento 2, che raggiunse il mercato solo nel 2016. Il resto è storia: da quel momento, esistono due versione distinte di Magento, che si affiancano e offrono al mercato due prodotti diversi e adatti ad usi differenti.


Magento 1: le principali caratteristiche del software di ecommerce

Magento 1 è stata una vera e propria bomba, esplosa nel panorama dell'ecommerce delle piccole e medie imprese nell'ormai lontano 2008: gli ingredienti di un clamoroso successo sono racchiuse in 3 semplici parole: semplicità, personalizzazione e gratuità. Questi 3 aspetti fondamentali sono stati gli ingredienti principali, conditi da moltissimi altri aspetti che hanno reso Magento 1 leader indiscusso, nella fine degli anni 2010, del panorama dell'ecommerce mondiale.

Ecco quali sono le principali caratteristiche di Magento 1:

- Gestione completa, dalla A alla Z, di ogni sito di ecommerce;

- Integrazione dell'ottimizzazione per i Google (SEO);

- Analisi in tempo reale del raggiungimento di tutti i target dell'azienda;

- Creazione automatizzata di strategie di marketing sul web;

- Gestione automatizzata degli ordini della merce da web;

- Gestione automatizzata dell'eventuale magazzino;

- Strategie di automazione;

- Completa personalizzazione della struttura grafica grazie ai Magento template.

Magento 2: un inizio difficile, per poi raggiungere l'ottimizzazione nell'anno 2018

Magento 2 viene per la prima volta nominato nel lontano 2010, quando il mercato chiedeva a gran voce una semplificazione e rivisitazione in ottica migliorativa del seppur ottimo Magento 1. Le vicissitudini dell'azienda che lo sviluppa, però, hanno reso la progettazione ed il rilascio del nuovo software di ecommerce un vero e proprio calvario: dopo l'acquisto di Ebay, e la successiva cessione ad un gruppo di investitori, il nuovo software Magento 2 ha visto la luce in modo stabile solo nel 2016, per poi essere ottimizzato in maniera massiccia nel 2018, quando forse il passaggio dalla prima versione alla seconda è finalmente diventato maturo e conveniente.

Magento 1 VS Magento 2: le principali differenze

Si è detto che è solo nel 2018, a ben 10 anni dal rilascio di Magento 1, sia diventato effettivamente davvero conveniente il passaggio alla nuova versione del famoso software di ecommerce. In effetti, è solo con la versione 2.3 che le ottimizzazioni e le semplificazioni dell'interfaccia hanno fatto gridare "wow" alle piccole e medie imprese che avevano sempre affidato i loro affari sul web a Magento 1. ;a quali sono le principali differenze fra Magento 1 e Magento 2? La prima, e forse più importante, è a livello grafico: Magento 2 è davvero molto più user friendly della precedente versione, con una pulizia estrema dell'interfaccia e un'organizzazione spaziale davvero intuitiva. La seconda, principale differenza, riguarda la personalizzazione: sono presenti, all'interno del nuovo software di ecommerce, diversi temi preimpostati, facilmente personalizzabili da qualunque tipo di utente, da quello più skillato al neofita. La terza differenza è la possibilità di inserire dei video all'interno delle schede di personalizzazione dei prodotti: un miglioramento notevole rispetto alla prima versione, in cui era possibile l'inserimento di sole immagini JPEG. La quarta fondamentale differenza riguarda il sistema di pagamenti: nella prima versione era necessario un collegamento esterno al sito Paypal per gestire l'accredito del denaro, mentre in Magento 2 si può operare direttamente all'interno del sito di ecommerce, grazie all'integrazione nativa con Paypal. La quinta, ed ultima, grande differenza, riguarda il Set di Attributi, ovvero le caratteristiche di un prodotto messo in vendita: se in Magento 1 era possibile fissare le caratteristiche solo al momento dell'inserimento della scheda del prodotto, in Magento 2 è possibile modificare il Set anche successivamente all'inserimento della scheda.

 

Leggi anche come installare Magento 2

 

Come installare Magento 2?

giovedì 5 dicembre 2019 14.07.09 Europe/Berlin

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Che cos'è Magento 2? Un po' di storia

Magento 2 è l'ultimo aggiornamento disponibile di Magento, che è stato originariamente sviluppato da Varien Inc, una società privata statunitense con sede a Culver City, California, in combinazione con l'assistenza volontaria. Cominciato ufficialmente nel 2007, per la precisione, il 31 agosto è la data di rilascio della prima versione beta pubblica. Poi Roy Rubin, CEO di Varien ha deciso di vendere una quota sostanziale del 49% ad eBay. Successivamente, eBay ha acquisito il 100% del capitale di Magento 2 il 6 giugno 2011, ma il 3 novembre 2015 è stata scorporata come società indipendente dal nuovo proprietario Permira. Il 17 novembre 2015, Magento 2 è stato rilasciato ufficialmente. Ereditando molti fattori di successo di Magento, Magento 2 ne presenta anche le tecnologie moderne e la struttura, così come la struttura di directory modificata, ma con una più semplice personalizzazione. Ora Magento 2 e Magento 1 esistono contemporaneamente e sono utilizzati a seconda dei bisogni dell'utenza.

Come installare Magento 2. 0 su localhost

Panoramica

Per aiutare gli sviluppatori Magento a conoscere l'ultima versione di Magento CE 2.0, oggi vedremo come guidarvi attraverso i passi necessari per installare l'ultima versione di questa importante piattaforma di eCommerce. Questa Guida all'installazione vi aiuterà ad installare il software Magento sul vostro localhost. In primo luogo, è necessario scegliere l'installazione che fa per voi.


Scegliere come installare il software Magento

1. Facile installazione con un archivio software compresso

In questo modo si ha un vantaggio: installazione semplice, nessuna linea di comando, possedere e gestire un proprio server. Ora andremo a descrive i dettagli di questa installazione con Magento 2. 0 fresh e Magento 2. 0 con dati campione.
Questa guida viene utilizzata solo per l'ambiente finestra, utilizzando la procedura guidata per l'installazione.

2. Scaricare Magento 2. 0

La scelta del download dipende dalla vostra richiesta di scegliere il pacchetto da scaricare tramite Magento Community Edition 2. 0. Ci sarà la dicitura, download, da qui cliccare e scaricare il file di installazione.

Requisiti di sistema

Prima di installare Magento 2, assicurarsi che il sistema soddisfi o superi i seguenti requisiti:
Sistemi operativi : distribuzioni Linux come RedHat Enterprise Linux (RHEL), CentOS, Ubuntu, Debian e così via. Apache 2. 2 o successivo; PHP 5. 5. x o PHP 5. 6. x Nota: Magento 2 non supporta PHP 5. 4. Estensioni PHP richieste: PDO/MySQL, perizoma, mcrypt, fardello, simplexml, ricciolo, gd2, ImageMagick 6. 3. 7 (o successivo) o entrambi. MySQL 5. 6. x, Mail Transfer Agent (MTA) o un server SMTP.

Facoltativo ma raccomandato:

php_xdebug2. 2. 2. 0 o successivo (solo ambienti di sviluppo; può avere un effetto negativo sulle prestazioni), PHPUnit (come strumento a riga di comando) 4. 1 o successivo

Installazione Magento 2. 0

Quando si è sicuri della verifica dei prerequisiti, si segua la procedura seguente per installare Magento 2.


Guida passo passo all'installazione di Magento 2.0


1. Carica il pacchetto dati nella propria web root


2. Creare DataBase

Aprire PHPmyadmin, quindi creare Database per Magento 2. 0


3. Installazione di Magento

Segui i 7 passi seguenti per avviare l'installazione di Magento
Dal proprio browser, navigare fino alla posizione del downloader Magento sul proprio server.


Passo 1 : Accetto e impostazione

Viene visualizzata la pagina di benvenuto di Magento Downloader.


Passo 2 : Verifica dei requisiti di sistema

Per convalidare l'ambiente server, fare click sul pulsante Continua. Se appariranno avvisi di errore, è necessario correggere gli errori e convalidare nuovamente.


Passo 3 : Impostare il database

-Database Server Host: Immettere il nome host o l'indirizzo IP qualificato del server. Se il proprio server è sullo stesso host del proprio server web, si inserisca il localhost

-Nome utente del server del database
-Password del server del database
-Nome Database: inserire il nome del database appena creato nella sezione Crea Database
-Prefisso della tabella: questo campo potrebbe rimanere vuoto


Passo 4 : Configurazione Web

Il proprio indirizzo del negozio: si inserisca l'URL di base del proprio negozio

Magento Admin Access: Inserisci l'URL di base per il pannello di amministrazione del negozio. Il valore predefinito è admin

Passo 5 : Configurare la lingua, il fuso orario e la valuta; in modo da poter usufruire del sevizio in italiano oppure in inglese.

Passo 6 : Creare un Account di amministrazione

-Nuovo Username: inserisci il conto Admin del proprietario del tuo negozio
-Nuova e-mail: inserisci l'e-mail del proprietario del tuo negozio
-Nuovo Username: inserisci la Password del proprietario del tuo negozio
-Nuova e-mail: Conferma la password

Passo 7 : Installazione e finitura
Avviare l'installazione e completarla.


Conclusioni

Se si è in attesa di un aiuto per rispondere alla domanda: come costruire un sito web ecommerce? Si è nel posto giusto.

Anche se non si hanno le conoscenze profonde del software, non preoccupatevi, se volete costruire un sito web con Magento 2, basta raccogliere il vostro desiderio di imparare e la capacità di utilizzare il computer, è possibile imparare a utilizzare Magento 2 rapidamente.

Guida su come utilizzare Facebook Business Manager

mercoledì 29 agosto 2018 16.17.35 Europe/Berlin

creazione-facebook-business-manager 

Facebook Business Manager è lo strumento che ti consente di gestire più account pubblicitari, pagine e team in un unico posto.

Oltre ad essere il luogo da dove puoi gestire tutte le attività di marketing e pubblicità di Facebook , avrai anche accesso a risorse aggiuntive come il tuo account Instagram e i cataloghi dei prodotti oltre a contenere report dettagliati sui tuoi annunci.

Ti mostreremo tutti i passaggi necessari per impostare correttamente questo strumento:

Come impostare correttamente Facebook Business Manager

Passaggio 1.

Creare un account di Business Manager di Facebook

Se hai già creato una pagina Facebook o hai solo un profilo Facebook personale, la prima fase di configurazione di Business Manager è quella di creare un account.

1. Vai su business.Facebook.com e fai clic sul grande pulsante blu Crea Account in alto a sinistra sullo schermo.

creazione-facebook-business-manager-account

2. Inserisci il nome della tua attività nella casella pop-up, quindi fai clic su Continua .

crea-profilo-aziendale-facebook-business-manager

3. Scrivi il tuo nome e l'indirizzo e-mail aziendale che desideri utilizzare per gestire il tuo account Facebook Business Manager, quindi clicca su Fine .

Ora hai creato il tuo account Facebook Business Manager.


Passaggio 2. Aggiunta delle pagine 

È possibile aggiungere una pagina aziendale di Facebook esistente o crearne una nuova. Se gestisci pagine Facebook per clienti o altre attività commerciali puoi  richiederne l'accesso e nel caso ne sei amministratore non avrai bisogno della conferma della richiesta, in caso contrario dovrai aspettare che il clienti ti confermi l'associazione.

Anche se è possibile utilizzare Business Manager per gestire le pagine Facebook e gli account dei clienti, è importante utilizzare l'opzione Richiedi accesso quando si tratta di pagine non tue ma che gestisci anziché l'opzione Aggiungi pagina. 

Per aggiungere invece la tua pagina personale o aziendale (non dei clienti con pagine già esistenti) su Facebook al Business Manager:

1. Dalla dashboard di Business Manager  , fare clic su Aggiungi pagina , quindi, nella finestra pop-up, fare nuovamente clic su Aggiungi pagina .

2. Inizia a digitare il nome della tua pagina business di Facebook nella casella di testo. Il nome della tua pagina aziendale dovrebbe completarsi in modo automatico, quindi puoi semplicemente fare clic su di esso. Quindi fai clic su Aggiungi pagina . Supponendo che tu abbia accesso come amministratore alla pagina che stai cercando di aggiungere, la tua richiesta verrà approvata automaticamente.

3. Se hai più di una pagina Facebook associata alla tua attività, aggiungi le pagine rimanenti seguendo gli stessi passaggi.

 

Passaggio 3. Aggiungi il tuo account di Facebook

Tieni presente che una volta aggiunto l'account pubblicitario a Facebook Business Manager, non puoi rimuoverlo, quindi è particolarmente importante aggiungere solo gli account di tua proprietà. Per accedere a un account cliente, fai invece clic su Richiedi accesso .

Se stai già utilizzando gli annunci di Facebook , puoi collegare il tuo account pubblicitario esistente come segue:

1. Dalla dashboard di Business Manager, fai clic su Aggiungi account pubblicitario, quindi su Aggiungi account , quindi immetti l'ID dell'account pubblicitario, che è possibile trovare in Gestione inserzioni .

Se non hai già un account di annunci Facebook , ecco come impostarne uno.

1. Dalla dashboard di Business Manager  , fare clic su Aggiungi account pubblicitari , quindi su Crea account .

2. Inserisci i dettagli del tuo account, quindi fai clic su Crea account pubblicitario .

 

Passaggio 4: aggiungi persone per aiutarti a gestire le risorse di Facebook

Facebook Business Manager ti consente di aggiungere membri del team in modo che tu possa avere un intero gruppo di persone che lavorano sulla tua pagina aziendale Facebook e sulle tue campagne pubblicitarie. Ecco come impostare la tua squadra.

1. Dalla dashboard di Business Manager  , fare clic sull'icona a forma di ingranaggio (Impostazioni aziendali) nella parte superiore della pagina.

2. Fare clic sulla scheda Persone e risorse , quindi selezionare Persone nella colonna a sinistra. Questo farà apparire un elenco di tutte le persone che hanno accesso al tuo Business Manager di Facebook.

Fai clic su Aggiungi per iniziare ad aggiungere membri del team.

3. Nella casella pop-up, inserire gli indirizzi email aziendali dei membri del team che si desidera aggiungere. 

Puoi decidere se concedere a questi individui un accesso limitato all'account o l'accesso completo 

Quando sei pronto, fai clic su Aggiungi persone .

4. Scegli su quali pagine desideri lavorare ciascun membro del tuo team. Puoi scegliere di assegnare ciascuna persona come amministratore della pagina, moderatore della pagina, analista della pagina, editor della pagina o inserzionista della pagina.

I vari ruoli hanno anche diversi gradi di controllo sull'account Instagram collegato alla tua pagina Facebook.

Dopo aver assegnato i ruoli appropriati alle persone giuste, fare clic su Avanti.

5. Successivamente, assegnerai quali account pubblicitari possono essere utilizzati dai membri del tuo team e quali ruoli avranno per ciascun account. 

Quando sei soddisfatto dei tuoi compiti, fai clic su Avanti . La schermata successiva chiederà di assegnare le persone ai cataloghi, ma per ora puoi saltare questo passaggio, quindi fai clic su Ignora .

Vedrai un avviso che ti dice quante persone hai aggiunto al tuo team e quali ruoli hai assegnato.

6. Ora devi aspettare che ognuno dei partecipanti accetti l'invito a far parte del tuo team di Facebook Business Manager.

Ognuno riceverà un'e-mail con informazioni sull'accesso che hai fornito e un link per iniziare, ma sarebbe una buona idea per te mandargli una nota personale o far loro sapere che stai dando loro questo accesso e dovrebbero aspettarsi l'email automatica con il link.

Puoi vedere tutte le richieste in sospeso dalla tua bacheca e ritirarle in qualsiasi momento per le persone che non hanno risposto.

Se qualcuno con accesso lascia la tua azienda o passa a un ruolo diverso, puoi revocare le autorizzazioni. Ecco come:

1. Dalla dashboard di Business Manager  , fare clic sull'icona dell'ingranaggio (Impostazioni aziendali) in alto a destra.

2. Dalla scheda Persone e risorse , fare clic su Persone .

3. Fare clic sul nome della persona appropriata, quindi fare clic su Rimuovi .


Passaggio 5: collega i tuoi partner commerciali o l'agenzia pubblicitaria

Questo potrebbe non essere applicabile a te se hai appena iniziato con la pubblicità su Facebook, ma puoi sempre tornare a questo passaggio più tardi.

1. Dalla dashboard di Business Manager  , fare clic sull'icona dell'ingranaggio (Impostazioni aziendali) in alto a destra.

2. Fare clic sulla scheda Persone e beni .

3. Seleziona la tua pagina Facebook o l'account pubblicitario, quindi fai clic su Partner nella colonna di sinistra.

4. Fai clic su Assegna partner .

5. Scegli il ruolo che desideri assegnare al tuo partner o agenzia. I ruoli sono gli stessi descritti nel Passaggio 4 sopra.

6. Copia e incolla il link fornito e invialo al tuo partner o agenzia per invitarli al tuo Business Manager di Facebook, quindi fai clic su Chiudi .

L'azienda che hai appena aggiunto può gestire le autorizzazioni per gli individui nei propri team dal proprio account Facebook Business Manager. Ciò significa che non devi preoccuparti di assegnare e gestire le autorizzazioni per tutte le persone che gestiscono il tuo account presso la tua agenzia o la tua azienda partner, solo la società partner stessa.


Passaggio 6: aggiungi il tuo account Instagram

Ora che hai impostato le risorse di Facebook, puoi collegare il tuo account Instagram anche a Facebook Business Manager.

1. Dalla dashboard di Business Manager , fai clic sull'icona dell'ingranaggio (Impostazioni aziendali) in alto a destra.

2. In Persone e risorse, fai clic su Account Instagram , quindi fai clic su Aggiungi . Nella finestra pop-up, inserisci i dati di accesso di Instagram e fai clic su Avanti .

3. Se si dispone di più di un account pubblicitario, scegli quale collegare al proprio account Instagram, quindi fai clic su Avanti .

Riceverai un pop-up che conferma che il tuo account Instagram è stato aggiunto con successo. Fai clic su Fine e tutto è pronto.


La dashboard di Facebook Business Manager

Ora che hai il tuo Business Manager di Facebook attivo e funzionante, è il tuo pannello di controllo centrale per tutte le attività di marketing e pubblicità all'interno di Facebook. Qui andrai ad aggiornare la tua pagina, visualizzare la pagina e le informazioni sugli annunci, avviare nuove campagne pubblicitarie e così via.

Per dare un'occhiata a tutte le funzioni a cui puoi accedere tramite Facebook Business Manager, fai clic sul link Business Manager nella parte superiore sinistra della dashboard. Vedrai tutto suddiviso in cinque categorie: Pianificazione, Creazione e Gestione, Misurazione e report, Risorse ed Impostazioni.

 

Passaggio 7: configura i pixel di Facebook

Cos'è un pixel di Facebook? In parole povere, è un pezzetto di codice che Facebook genera per te. Quando inserisci questo codice sul tuo sito web, utilizza i cookie per consentirti di accedere a informazioni che ti consentiranno di monitorare le conversioni, ottimizzare gli annunci di Facebook, creare audience mirate per i tuoi annunci e rimandare ai lead.

Ti consigliamo di impostare subito il tuo pixel di Facebook, anche se non sei ancora pronto per iniziare la tua prima campagna pubblicitaria, perché le informazioni fornite ora saranno preziose quando sarai pronto per iniziare a fare pubblicità.

1. Dalla dashboard di Business Manager, clicca sull'icona dell'ingranaggio (Impostazioni aziendali) .

2. Dalla scheda Persone e risorse , scegli Pixel dal menu a sinistra, quindi fai clic su Aggiungi.

3. Immetti un nome (fino a 50 caratteri) per il pixel, quindi clicca su Crea . Quando fai clic su Crea, accetti i termini e le condizioni dei pixel.

4. Attendi che il pixel sia creato, quindi fai clic su Configura Pixel .

Tieni presente che puoi creare fino a 10 pixel con il tuo Business Manager.

14 regole per migliorare la User Experience

giovedì 26 luglio 2018 16.53.07 Europe/Berlin

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L'esperienza utente è una disciplina ampia. Chiunque si occupi di user experience dovrebbe avere competenze in molti campi diversi che spaziano non solo per quanto riguarda la grafica.Ecco le 14 regole essenziali che ogni designer dovrebbe sapere:

1.UX non è (solo) Interfaccia Utente

L'interfaccia utente fa parte dell'esperienza utente.Scambiare la User Experience con l'interfaccia utente, come se le tue discipline fossero uguali, è un errore comune tra molti designer. È essenziale comprendere le differenze tra le due. In breve, l'interfaccia utente è lo spazio in cui si verificano le interazioni tra gli esseri umani ed il prodotto, mentre l'esperienza utente è il risultato emotivo dopo l'interazione con il prodotto.

2. Conosci il tuo pubblico

La ricerca dell'utente è il primo passo naturale nel processo di progettazione.Non dovrebbe sorprendere che uno dei fattori più importanti da prendere in considerazione quando si progetta un prodotto sia il pubblico. Se progetti di progettare un prodotto che i tuoi utenti apprezzeranno, devi avere un'idea di ciò che il tuo pubblico desidera e di cui ha bisogno. E questo significa che la ricerca della Persona dovrebbe essere una parte essenziale del processo di progettazione di UX. Devi fornire valore alle persone che useranno il tuo prodotto .

3. Non sei l'utente

Test con utenti reali è una parte essenziale del processo di progettazioneI progettisti spesso presumono che le persone che useranno le loro interfacce siano come loro. Di conseguenza, i progettisti proiettano i loro comportamenti e le reazioni sugli utenti. Ma pensare che tu sia il tuo utente è un errore. Molto probabile, le persone che useranno il tuo prodotto hanno background diversi, mentalità diverse, diversi modelli mentali e diversi obiettivi. In altre parole, non sono te.Esiste una tecnica che aiuta i progettisti a superare il pregiudizio del falso consenso, chiamato test di usabilità . Se vuoi creare prodotti che piacciono agli utenti, allora devi concentrarti sui test. Il test con utenti reali consente ai progettisti di imparare come creare prodotti adatti a coloro che li useranno. Questo può richiedere molto tempo, ma è l'unico modo per essere sicuri che ti stai muovendo nella giusta direzione. 

4. Adattare il design per brevi periodi di attenzione

Non sovraccaricare gli utenti con troppe informazioniUn'attenzione è definita come la quantità di tempo in cui qualcuno si concentra su un'attività senza essere distratto. I progettisti devono adattarsi per far fronte a questo comportamento, con l'obiettivo di fornire alle persone le informazioni di cui hanno bisogno il più rapidamente possibile.I progettisti dovrebbero semplificare le interfacce rimuovendo elementi o contenuti non necessari che non supportano le attività dell'utente. Tutte le informazioni dovrebbero essere preziose e pertinenti.

5. Il processo UX

Adatta il tuo processo di progettazione per il prodotto che disegni

Il processo UX è un aspetto "make-it-or-break-it" del design UX. Senza un solido processo UX, un progettista potrebbe muoversi completamente al buio. Un processo chiaro e conciso, d'altra parte, rende possibile creare esperienze incredibili per gli utenti. Molti progettisti credono che esista un unico processo UX universale applicabile a tutti i progetti. Mentre è possibile definire i singoli passaggi per ogni progetto, un processo UX preciso dovrebbe sempre essere selezionato in base ai requisiti del progetto - ogni progetto è unico e ha le sue esigenze. Ciò significa che per creare la migliore esperienza utente possibile un progettista dovrebbe essere pronto ad adattare il proprio processo di progettazione in base alle specifiche del progetto. Ad esempio, se si sta progettando un nuovo prodotto potrebbe essere necessario dedicare più tempo alla ricerca degli utenti e al chiarimento dei requisiti. Tuttavia, se stai riprogettando un prodotto esistente, potrebbe essere necessario dedicare più tempo alla convalida del progetto (effettuando test di usabilità e A / B o lavorando con i rapporti di analisi).

6. Prototipo prima di costruire un prodotto reale

La fase di progettazione per i prodotti digitali dovrebbe includere una fase di prototipazioneSaltare la prototipazione e fare un sacco di sforzi per costruire un prodotto reale è un altro errore comune (e pericoloso) tra molti team di progettazione. Quando ci impegniamo a creare qualcosa che riteniamo ottimo, può essere davvero stressante capire che la nostra soluzione non funziona come previsto quando la rilasciamo in natura.La prototipazione sta creando un modello di un prodotto in modo che possa essere testato. La prototipazione consente di testare la tua ipotesi prima di passare del tempo con un team di ingegneri che costruisce il prodotto reale. I progettisti possono utilizzare diverse tecniche di progettazione per la prototipazione. Un'utile tecnica di prototipazione è chiamata prototipazione rapida . È un modo popolare di creare rapidamente lo stato futuro di un prodotto, che si tratti di un sito Web o di un'app e di convalidarlo con un gruppo di utenti.

7. Usa il contenuto reale durante la progettazione

Evita Lorem Ipsum e falsi segnaposti. Quasi ogni prodotto è basato sul contenuto, sia esso testo, immagini o video. Si può dire che il design è un miglioramento del contenuto. Tuttavia, molti progettisti non tengono conto dei contenuti durante la fase di progettazione: utilizzano Lorem Ipsum invece di copia e segnaposti reali anziché immagini reali. 

Il nostro obiettivo come designer è quello di avvicinarsi il più possibile alla reale esperienza del cliente. Quindi, non dovremmo astrarci dalla vera esperienza.

8. Mantenere le cose semplici e coerenti

Il segno distintivo di una grande interfaccia utente è la semplicità e la coerenza. Nel contesto dei prodotti digitali, la semplicità significa che è facile capire e interagire con un prodotto. I tuoi utenti non dovrebbero leggere le istruzioni per capire come utilizzare un'app o avere una mappa per navigare attraverso di essa. 

9. Riconoscimento

Mostrare agli utenti gli elementi che possono riconoscere migliora l'usabilità rispetto alla necessità di richiamare gli articoli da zero.

A causa delle limitazioni della memoria umana, i progettisti dovrebbero assicurarsi che gli utenti possano riconoscere automaticamente come utilizzare determinate funzionalità del prodotto, anziché farle ricordare queste informazioni. Impegnarsi a ridurre al minimo il carico cognitivo rendendo le informazioni e le funzioni dell'interfaccia visibili e facilmente accessibili.  

10. Rendi il design utilizzabile e accessibile

Progetta per un insieme diversificato di utenti che interagiranno con i tuoi prodotti. Quando si parla di design, i progettisti sono spesso ossessionati dall'aspetto e dall'attrattiva anziché dalla funzionalità e dall'accessibilità. Molti di noi cercano di rendere le cose belle. Molto spesso questo porta a una situazione in cui l'estetica diventa più importante per i progettisti rispetto all'usabilità. Ovviamente l'estetica è importante e dovremmo assolutamente cercare di rendere i nostri progetti allettanti, ma solo dopo che avremo prodotti utilizzabili. Il compito più importante dei prodotti e servizi digitali è svolgere una funzione. La progettazione accessibile consente agli utenti di tutte le abilità di navigare, capire e utilizzare con successo i prodotti digitali. Un prodotto ben progettato è accessibile agli utenti di tutte le abilità, compresi quelli con ipovisione, cecità, problemi di udito, disturbi cognitivi o menomazioni motorie. È vero che l'accessibilità introduce una serie di limitazioni da incorporare quando si considera il progetto, ma il miglioramento dell'accessibilità del prodotto migliora l'usabilità per tutti gli utenti. 

11. Non provare a risolvere un problema tu stesso

Il design è sport di squadra. Le esperienze utente grandi sono il risultato della collaborazione tra designer, sviluppatori, parti interessate e utenti. Quando si progetta, è necessario lavorare con quante più persone possibile per ottenere le proprie idee, idee e pensieri sul proprio lavoro.

12. Non cercare di risolvere tutto in una volta

È importante capire che il design UX non è un processo lineare. Le fasi del processo UX (ideazione, prototipazione, test) spesso si sovrappongono considerevolmente. Man mano che si impara di più sul problema, sugli utenti e sui dettagli del progetto (specialmente eventuali vincoli), potrebbe essere necessario rivisitare alcune delle ricerche intraprese o provare nuove idee di progettazione. Non pensare che sia possibile rendere perfetto il tuo progetto subito dopo una sola iterazione. Invece, affina le idee fino al punto in cui puoi metterle alla prova con utenti reali, raccogliere feedback preziosi e iterare in base a questo feedback.  

13. Prevenire errori è meglio che correggerli

Quando possibile, progetta prodotti per ridurre al minimo potenziali erroriErrare è umano. Gli errori si verificano spesso quando le persone interagiscono con le interfacce utente. A volte, si verificano perché gli utenti commettono errori e altre volte si verificano perché un'app non funziona. Qualunque sia la causa, questi errori e il modo in cui vengono gestiti hanno un enorme impatto sull'esperienza utente. 

14. Evita drammatiche riprogettazioni

Le ricerche dimostrano che gli utenti non amano un cambiamento radicale nei loro prodotti esistenti, anche se tali cambiamenti ne beneficeranno. Se esegui una riprogettazione significativa, è molto probabile che gli utenti non ne siano contenti.  Quindi, il modo migliore per avvicinarsi a una riprogettazione è farlo lentamente, cambiando un po' qui e un po' lì gradualmente. In questo modo, la maggior parte degli utenti non saprà nemmeno che stai facendo una riprogettazione finché non avrai completamente rinnovato la riprogettazione.

In conclusione, non aver paura di sbagliare

Tutti commettono errori: è l'unico modo per imparare qualcosaI Impari davvero solo quando commetti degli errori. Se hai paura di sbagliare e cerca di ottenere tutto perfetto, ti perderai l'apprendimento. Segui le regole sopra, ma soprattutto continua a provare nuove tecniche e approcci di progettazione UX per trovare quello che funziona meglio per te e per i tuoi clienti. 
 

 

Magento: come iniziare?

giovedì 12 luglio 2018 15.52.49 Europe/Berlin

magento-come-iniziare 

Sei un imprenditore? vuoi avviare un negozio online per la tua attività?

Se è così, hai preso la decisione giusta!

Negli ultimi anni, l'eCommerce è diventato molto importante per il successo dei rivenditori. Oltre a possedere un negozio tradizionale, i retailer sono praticamente costretti a creare un ecommerce online per stare al passo con le tendenze, soddisfare l'esperienza di acquisto del cliente e altro ancora.

Magento è conosciuto come la migliore opzione per avviare un negozio online. Quindi, l'obiettivo finale di questo articolo è darti alcuni consigli per costruire un sito eCommerce Magento in modo completo e professionale.

Avvia un sito Web Magento

Il commercio online di oggi sta diventando sempre più diffuso e un negozio di e-commerce è uno strumento indispensabile.

Quindi, dopo aver compreso la definizione e i vantaggi di Magento, è il momento di iniziare un negozio online di successo.

Passaggio 1: scegli un nome di dominio eccezionale

Vuoi vendere online e costruire un Brand? Scegliere un nome di dominio è fondamentale. È il tuo indirizzo web così come il tuo marchio e un importante strumento di marketing.

Innanzitutto, dovresti scegliere un nome breve, accattivante e facile da ricordare. Dovrebbe anche essere unico poiché i nomi più ovvi sono già stati presi.

Un grande nome di dominio darà al tuo negozio online:

  • Il marchio è facilmente identificabile

  • Crea un indirizzo email di contatto professionale associato al dominio

  • Supporta gli strumenti SEO per il marketing

Passo 2: Ottieni il pacchetto di installazione di Magento e ospita i file Magento sul tuo server

Quindi, il passo successivo all'avvio di un negozio online consiste nell'implementare il pacchetto di installazione Magento e inserire i file Magento sul server.

Passo 3: Scegli un template di Magento e Personalizza il tuo design

in modo che corrisponda ai colori e ai caratteri del tuo marchio

Successivamente, è il momento di progettare il tuo negozio.

Poiché il tuo sito web è un sito di e-commerce, dovresti renderlo il più semplice e facile da usare possibile per offrire la miglior esperienza utente possibile.

Inoltre, il risparmio dei tempi di acquisto è un ottimo modo per vendere di più. Le informazioni sul prodotto devono essere dettagliate, la navigazione ben chiara e tutto il sito deve essere progettato per stimolare gli utenti all'acquisto. I dettagli come font, colore e layout dovrebbero essere semplici ma attraenti.

Passaggio 4: importazione dei prodotti

Questo è generalmente considerato come un semplice passo. Tuttavia, per gestire il magazzino nel modo più efficace, dovresti fare attenzione a questo. Il nome, il tipo, le caratteristiche, la quantità e il prezzo del prodotto devono essere accurati e dettagliati. Questo ti aiuta nel processo di vendita e aiuta gli utenti a trovare e acquistare facilmente.

Passaggio 5: completa le impostazioni del negozio

Una soluzione completa: Magento

Un sistema di gestione della vendita al dettaglio semplifica i canali di vendita separati per offrire esperienze di shopping senza interruzioni, sempre e ovunque.

Gestisci il tuo sito eCommerce Magento

Dopo aver creato un sito eCommerce commerciale, gestirlo è altrettanto importante.

Ecco alcuni suggerimenti per te:

Ottieni un CMS eCommerce completo

Con un cms ecommerce come Magento sarà facile gestire i prodotti e le categorie, aggiungere e modificare pagine o avviare un blog. Inoltre, offre ai clienti una scelta di prodotti senza interruzioni, con SKU, prezzi e immagini proprie.

Accetta pagamenti dai principali fornitori

Con la comodità del supporto di Magento, è possibile connettersi alle varie utilità senza alcuna interferenza. Che si tratti di gateway di pagamento, calcolatrice parametri, strumento di spedizione o collegare la tua esperienza di eCommerce con eBay, Paypal, MailChimp, Google Shopping, QuickBooks e altro ancora.

Se il tuo sito di eCommerce supporta provider leader come PayPal forniti da Braintree, Stripe, Apple Pay, Pay con Amazon e decine di altri, questo sarà un vantaggio per la tua attività. I clienti avranno più possibilità di scelta e potranno acquistare facilmente.

Gestisci ordini e inventario

Gestire un'attività di vendita al dettaglio significa che devi gestire centinaia di ordini ogni giorno. L'elevato volume di ordini di vendita e l'inventario disordinato rendono i rivenditori molto preoccupati.

Quindi, avere un software per gestire tutti gli ordini e l'inventario sarà necessario più che mai. Ti aiuterà a gestire i tuoi processi e i tuoi prodotti per aiutarti a migliorare le vendite, risolvere i problemi e finalizzare il tuo ordine il più rapidamente possibile.

Configurare le integrazioni di spedizione

La spedizione è un'importante proposta di valore per il tuo negozio.

Poiché le opzioni di spedizione dipendono in larga misura dal prodotto, dal modello aziendale, dal pubblico di destinazione e dalla soluzione di eCommerce. Ha il potere di attirare i clienti, ma può anche allontanare i clienti. Quindi, se sei nuovo alla vendita online, pensa di iniziare in piccolo. Ciò significa che potresti voler mantenere la spedizione interna e controllarla prima di immetterti nella spedizione internazionale.

Ci sono alcuni consigli da tenere a mente quando inizi la spedizione online .

  • Comincia a ricercare i tuoi concorrenti, puoi scoprire alcuni spunti davvero interessanti su cosa funziona e cosa no nel tuo catalogo.

  • Rendi le tue politiche di spedizione molto semplici, questo eviterà confusione o sorpresa, rendendo il tuo potenziale cliente più propenso a continuare con il suo acquisto.

  • Infine, inizia la ricerca dei tuoi concorrenti, puoi scoprire alcune informazioni davvero interessanti su ciò che funziona e su cosa non fa parte del tuo catalogo. Offri una varietà di opzioni di spedizione basate su diverse velocità di spedizione o corrieri. La rapidità con cui un acquirente ottiene il proprio prodotto può essere tanto importante quanto quanto pagano per la spedizione.

Ora, se puoi offrire la spedizione gratuita sui tuoi prodotti, fallo! 

Imposta le tasse correttamente

Stiamo parlando di tasse per la tua azienda a questo punto, non delle imposte locali sulle vendite. Quindi questo passaggio è piuttosto breve e "dolce" - dovresti parlare con un esperto fiscale.

Ti aiuteranno a fare cose come ottenere il tuo codice fiscale e capire le classi fiscali, le tariffe e la struttura della tua zona. Tutto questo può variare da luogo a luogo. Fidati di me, risparmierai denaro e mal di testa a lungo termine consultando l'esperto.

Imposta l'analisi per misurare il tuo successo

Hai bisogno di dati e benchmark per coltivare la tua attività.Per iniziare, controlla l'analisi nel repository della tua piattaforma.

Con Magento, può aiutarti con metriche di base come i tuoi visitatori, i tassi di conversione, i prodotti più popolari e le entrate medie per cliente. Inoltre, considera le opzioni di piattaforma come la ricerca nei negozi in-store che possono darti un'idea di ciò che i tuoi clienti stanno cercando.

Inoltre, è sicuro affermare che, indipendentemente da ciò che fai, dovresti utilizzare Google Analytics per il tuo business online. Ciò ti aiuterà a capire che cosa il gigante della ricerca vede accadere sia all'interno che all'esterno del tuo negozio

Google Analytics ti offre le seguenti informazioni per aiutarti a espandere e migliorare la tua attività:

  • Conosci il tuo pubblico di destinazione

  • Segui da dove arrivano gli acquirenti, dove vanno e dove vanno

  • Tieni traccia di come i visitatori interagiscono con il tuo negozio

  • Capacità di annotare i tuoi sforzi

 

Proteggi il tuo sito web installando il certificato SSL

SSL - Secure Sockets Layer - I certificati sono piccoli file di dati che associano digitalmente una chiave crittografica ai dettagli di un'organizzazione.

Quando installato su un server Web, attiva il lucchetto e il protocollo https (sulla porta 443), consente ai clienti di verificare l'autenticità e l'affidabilità del marchio, assicurare che tutti i dati e le informazioni scambiate tra il sito Web e il cliente siano crittografati, evitare il rischio di interferenze e consente connessioni sicure da un server web a un browser.

In genere, il certificato SSL viene utilizzato per proteggere le transazioni effettuate con carte di credito e sta diventando la norma quando si protegge la navigazione dei siti. I certificati SSL si legano insieme:

  • Un nome di dominio, nome server o nome host.

  • Un'identità organizzativa (ovvero il nome dell'azienda) e l'ubicazione.

Aumenta le tue vendite attraverso i canali con estensioni Magento

Checkout facile

Il carrello è la parte più importante del negozio eCommerce che decide le tue vendite.

Tuttavia, la maggior parte dei siti di eCommerce viene abbandonata dai carrelli della spesa a causa di un processo di pagamento complicato o troppo lungo.

Fornendo utility di checkout semplici e facili, consente agli utenti di completare il processo di acquisto in modo conveniente. È necessario disporre di una pagina di controllo in un solo passaggio che semplifica la complessa procedura dettagliata che include i campi ripetuti per un processo di pagamento in un'unica fase. Ciò riduce il numero di clienti che abbandonano i loro carrelli a metà strada.

Più clienti completano il processo di pagamento, più le aziende aumentano le loro entrate.

Vendi sui social media

Ci sono molti consigli e trucchi che puoi utilizzare per attirare i visitatori del tuo negozio online.  Uno dei migliori consigli è usare i social media.

I social media sono strumenti a basso costo usati per combinare la tecnologia con l'interazione sociale attraverso l'uso delle parole.

Gli strumenti più comunemente usati sono internet e altri dispositivi mobili. E probabilmente hai sentito parlare di canali di notizie popolari come Twitter, Facebook, Myspace e Youtube, il mercato. 

I media stessi hanno creato un modo per gli operatori di marketing di comunicare con i loro clienti e potenziali consumatori. Aiuta anche a personalizzare il marchio e a trasmettere il messaggio in uno stile colloquiale e davvero confortevole.

Quindi, è un ottimo modo per promuovere i tuoi prodotti per il tuo target e per i nuovi clienti web.

Elenco su mercati globali come Amazon, eBay ... senza gestire inventari separati

I marketplace online, dove i consumatori possono acquistare online da molti commercianti in un unico posto, sono diventati parte integrante di molte aziende di e-commerce.

Pertanto, insieme alla gestione delle informazioni sui prodotti, i venditori devono avere una strategia per gestire il loro inventario in molti mercati.

Fai in modo che i clienti tornino con buoni regalo, coupon, punti vendita, punti.

Mantenere i vecchi clienti continua ad acquistare il prodotto nel tuo negozio più facilmente che trovare nuovi clienti.

Questo è vero per la maggior parte delle aziende, in particolare nel mondo del business online, dove i costi pubblicitari aumentano frequentemente. La ricerca di nuovi clienti sta diventando più costosa.

Le tessere associative, i buoni regalo , il doppio sconto, i punti premio , i crediti negozio ... sono misure che vengono applicate da molti negozi al dettaglio per attirare i clienti.

Gestione centralizzata dei canali

I rivenditori devono fare meglio nel collegare il canale di shopping online e offline.

Al fine di migliorare la situazione, è importante disporre di un sistema di gestione della vendita al dettaglio che razionalizzi i canali di vendita separati per fornire esperienze di shopping senza interruzioni, sempre e ovunque. Ciò consente alle aziende di risparmiare tempo per una gestione e un risparmio più semplici per i clienti.

Converti gli acquirenti mobili

I clienti di oggi sono sempre "online"

L'84% di loro non può vivere senza lo smartphone.

8-10 del mattino: il 66% si sveglierà con il proprio smartphone

12-5: ore di punta dell'utilizzo dello smartphone durante il giorno

Queste cifre dimostrano l'enorme potenziale degli acquirenti di dispositivi mobili . Inoltre, i consumatori di dispositivi mobili desiderano un'esperienza eccezionale quando atterrano su un determinato sito Web e il 66% di loro vorrebbe che i rivenditori di oggi offrissero la migliore esperienza di acquisto sullo smartphone.

Se il sito è completamente soddisfatto, è probabile che continui a navigare nel sito.

Tuttavia, se il sito non è ottimizzato per i dispositivi mobili, infastidirà l'esperienza dell'utente attivo, determinando così un visitatore che lascia completamente il sito web.

Per soddisfare la crescente domanda dei clienti, ciò che devi fare è sapere come sfruttare al meglio la tecnologia per massimizzare l'esperienza di acquisto per i tuoi utenti. Con Magento, il tuo negozio di e-commerce sarà sempre ottimizzato per i telefoni cellulari.

Sincronizza tutte le tue vendite

Ultimo ma non meno importante, i rivenditori dovrebbero integrare tutte le vendite al fine di verificare il numero di prodotti rimasti in magazzino.

Integrare perfettamente le tue esperienze online e offline

Al fine di migliorare l'esperienza di acquisto per i tuoi clienti, abbiamo bisogno di una soluzione totale che ti permetta di ridurre il divario ed integrare perfettamente le esperienze di acquisto online e offline.

Ecco alcuni suggerimenti per te:

L'integrazione dei sistemi di back-end è il passo più importante. Sia il tuo negozio fisico che il tuo negozio di e-commerce devono condividere dati e funzionare in simultaneità. Lo stock di magazzino è solo un esempio dei numerosi aspetti della vendita al dettaglio che devono essere sincronizzati.

In generale, la sfida di unificazione back-end consiste nel sincronizzare il tuo sistema di gestione dei contenuti e-commerce con il tuo sistema POS (point-of-sale) in-store .

Migliora l'esperienza in-store

Se sei un rivenditore al dettaglio, gli acquirenti in negozio sono incredibilmente preziosi. Devi solo convincerli a entrare. Ciò si ottiene migliorando le esperienze di acquisto online per gli acquirenti in negozio, come ad esempio:

  • Offri la possibilità di ritirare un ordine online da un negozio fisico.

  • Consenti ai clienti di prelevare ordini online dal luogo in cui si trova la spedizione.

  • Fornisci disponibilità in negozio e un'opzione di webstore per coloro che desiderano acquistare subito il prodotto e non vogliono aspettare.

  • Accetta pagamenti mobili tramite il sistema POS in-store.

  • Crea un'app che consenta agli acquirenti di eseguire la scansione dei codici a barre del prodotto per leggere le recensioni online.

  • Offri l'accesso in negozio al tuo catalogo online.

  • Fornisci la possibilità di restituire un prodotto in un negozio fisico.

  • Crea una lista della spesa online facile da usare in negozio.

  • Forniscila connessione Wi-Fi gratuita.

Combina marketing online e offline

I consumatori hanno più richieste che mai e si aspettano contenuti personalizzati. La crescita hackerata con successo richiede la sovrapposizione nelle tattiche online e offline per distinguersi e dare un'impressione duratura ai clienti.

Ecco alcuni modi per unire strategie online e offline:

  • I coupon online per il negozio fisico possono essere offerti come SMS, tramite e-mail marketing, come notifiche push da applicazioni o su Facebook.

  • Puoi offrire la possibilità di acquistare buoni regalo online nei negozi e viceversa.

  • I messaggi SMS con codici sconto possono essere perfetti per alcuni mercati: prova con il tuo pubblico arget!

  • Promuovi contest sociali nelle tue sedi fisiche.

  • Crea pagine eventi su Facebook per eventi e vendite in-store.

  • Utilizzo del targeting di geolocalizzazione per inviare offerte mobili a potenziali clienti vicini.

Ci vuole l'impegno e dedizione a lungo termine per unificare la vendita online e offline, ma se segui queste linee guida fondamentali - iniziando passo dopo passo con la giusta strategia e costruendo da lì - avrai successo.

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