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Virtualizzazione VmWare

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Cos’è la Virtualizzazione?

La virtualizzazione è una speciale tecnologia software, che sta progressivamente modificando il modo di concepire il mondo dell’informatica.
Questa tecnologia offre una serie di vantaggi sia per gli specialisti informatici sia per gli utenti che, attraverso l’ottimizzazione dell’hardware, risparmiano tempo e denaro.

Come Funziona la virtualizzazione:

La virtualizzazione permette di separare le applicazioni e lo stesso sistema operativo dall’hardware sottostante attraverso uno strato di astrazione che trasforma l’hardware in software.
E’ possibile “rendere virtuali” le risorse hardware di un computer, come la CPU, la RAM, il disco rigido e il controller di rete, e quindi si riesce a creare una macchina virtuale completamente indipendente come fosse un computer “reale” vero e proprio.
Un server fisico può essere facilmente convertito in macchina virtuale, rendendo la gestione molto meno onerosa in termini di risorse in quanto lo spazio occupato da ogni virtual machine si limita a pochi file e l’ingombro complessivo dipende per la maggior parte dallo spazio allocato come disco virtuale.
Inoltre le macchine virtuali possono condividere le stesse risorse hardware fisiche senza mai interferire tra loro.
Questo permette di eseguire in contemporanea piu’ sistemi operativi e applicazioni su un singolo pc, sfruttando quindi al massimo la potenza del sistema.        Come lavora VMWARE? Il programma inserisce uno strato di software direttamente nell’hardware del computer o nel sistema operativo ospite.                                                  Questo speciale strato di software crea la macchina virtuale e contiene un sistema di monitoraggio o “hypervisor” che riesce ad alloccare le risorse dinamicamente al fine di eseguire contemporaneamente più sistemi operativi indipendenti in un singolo pc.Quali sono i vantaggi della virtualizzazione: I vantaggi della virtualizzazione sono molteplici come ad esempio la riduzione dei costi, l’aumento dell’efficienza e la flessibilità dell’hardware informatico esistente.                                                            Vediamoli nel dettaglio:
1.Viene abbandonata la corrispondenza univoca tra applicazione e server ossia una applicazione = un server
e l’utilizzo delle risorse aumenta in maniera significativa.
2.Si riducono i costi fisici infrastrutturali: il numero di server si può ridurre portando ad una diminuzione delle esigenze di spazio, di alimentazione e raffreddamento.
3.Attraverso una nuova modalità di gestione dell’infrastruttura IT, gli amministratori possono permettersi di spendere meno tempo per azioni ripetitive, come la configurazione, il monitoraggio e la manutenzione.
4.Eliminazione dei tempi di inattività e ripristino rapido da interruzioni con la possibilità di eseguire backup sicuri e di migrare interi ambienti virtuali
5.Implementazione, gestione e monitoraggio di ambienti desktop sicuri ai quali si può accedere in locale o in remoto, con o senza connettività di rete
In conclusione grazie alla virtualizzazione server è possibile eseguire più sistemi operativi su un’unico server fisico creando un ambiente più semplice da gestire, efficace e meno costoso.
VMware è l’azienda leader a livello globale per le tecnologie di infrastruttura virtuale e Net Informatica utilizza da anni i vari prodotti leader di mercato per la realizzazione di architetture clusterizzate per la virtualizzazione dei server.

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Come la scelta di un Hosting Influenza il Seo

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Quando si avvia un sito web, è importante scegliere un host affidabile.

Abbiamo già parlato di velocità del server, di allocazione, di affidabilità e di sicurezza in termini di scelta di hosting.

Ecco altri tre fattori da aggiungere alla lista:

Search Engine

L’ ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) si basa su molti fattori e la scelta del Web Host ha un impatto diretto su molti di questi.

Scegliere con saggezza un servizio di hosting,vi permetterà di avere un miglior posizionamento e attirare più visitatori al tuo sito.

Ecco come la scelta di un hosting influisce sul posizionamento nei motori di ricerca:

– Velocità:

la velocità del sito fa parte degli algoritmi di ranking quindi influenza il Seo. Può avere anche un impatto SEO indiretto, in quanto una maggiore velocità soddisfa i visitatori web e questo significa più persone che vi linkano e aumentando della posizione in classifica.

– Posizione del server:

la posizione del server del tuo hosting può avere un impatto nella vostra classifica a seconda di quale pubblico si sta cercando di indirizzare per geolocalizzazione.

Tasso di Conversione

Volete traffico per la vostra offerta in modo che i clienti possano acquistare da voi, giusto? Prestate attenzione al vostro hosting web.

La scelta di un hosting poco costoso può risparmiare dal lato dell’ investimento, ma può costarvi caro nel lungo periodo in termini di potenziali conversioni.

Abbiamo parlato di velocità più volte ed ecco quanto è importante e il motivo per cui svolge un ruolo nel tasso di conversione.

Gli acquirenti abbandonano i siti che hanno un caricamento lento.

Ciò significa che il tuo sito deve essere veloce in modo da non perdere i potenziali clienti.

Se gli utenti non possono accedere al sito, non possono acquistare da voi in pochi minuti ed è probabile che non acquisteranno affatto.

Un altro aspetto per il quale il vostro hosting può influenzare indirettamente i tassi di conversione è attraverso la reputazione. Se il vostro sito è stato violato a causa di problemi di sicurezza con il vostro hosting si otterrà una cattiva reputazione e meno persone si fideranno della sicurezza del vostro sito.

Scalabilità

Quando si crea un sito attraverso un hosting si può iniziare in piccolo ma man mano che il sito cresce ed ottiene più flussi di traffico, si avrà bisogno di più risorse per soddisfare le richieste del server. Per questo, è meglio scegliere un hosting che ti dia la possibilità di avere uno spazio e servizi scalabili e aggiornabili in caso di bisogno.

Si potrebbe iniziare con un pacchetto di hosting condiviso e quindi passare ad un aggiornamento come un pacchetto di hosting dedicato in seguito. Un buon hosting vi aiuterà a fare una transizione graduale.

Ora che avete capito il motivo per cui il vostro hosting è così importante per il successo del tuo sito, quale hosting web stare pensando di utilizzare?

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Sicurezza informatica aziendale: come proteggersi

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Lo sviluppo delle tecnologie inerenti al web, ha portato molte aziende a dover spesso operare tramite le piattaforme internet. Ciò, però, ha comportato il rischio di andare incontro ad attacchi informatici, che potrebbero mettere in serio pericolo sia l’attività dell’azienda che le informazioni in suo possesso. Per questo motivo, le industrie del settore hanno messo a disposizione vari strumenti per difendersi e garantire un corretto e sicuro svolgimento del lavoro.

Gli attacchi informatici: qualche numero

Gli attacchi informatici sono ormai diventati una vera piaga per chi agisce e lavora sul web. Ogni anno, il loro numero aumenta, anche grazie alla diversificazione pressoché costante delle sue modalità. Negli ultimi due anni, i dati registrati in Italia fanno riflettere parecchio, perché nel 2018 si sono contati circa 1400 attacchi informatici al mese e le conseguenti denunce per la violazione dei dati personali sono aumentate di oltre il 500%. Nel 2019, non è andata diversamente, cosicché sono lievitate anche le spese che le aziende affrontano per proteggersi dalla pirateria online: rispetto all’anno precedente, la crescita di questo tipo di investimento è stata quasi del 10% e, a livello mondiale, la spesa si è attestata intorno ai 103 miliardi di dollari.

La cyber security

La cyber security, o sicurezza informatica, è l’insieme di strutture che un’azienda mette in piedi per combattere la pirateria e difendersi dagli attacchi esterni. Gli obiettivi della cyber security sono molteplici, a partire dal ridurre al minimo la disponibilità di dati online fino ad assicurare l’integrità dei dati aziendali, evitando che questi vengano modificati o cancellati; infine, la riservatezza informatica, ovvero la tutela di tutti gli accessi che vengono effettuati internamente e l’impedimento di utilizzi non autorizzati. Poiché, come già detto, le tecniche di attacco informatico variano e si evolvono giorno per giorno, è essenziale che la sicurezza informatica della propria azienda sia in grado di rimanere aggiornata, ma soprattutto deve disporre di vari livelli di protezione, in grado di assicurare una copertura a 360°: queste vengono chiamate, in linguaggio tecnico, “strategie di protezione multilivello”.

Come proteggere la propria azienda

Queste “strategie di protezione multilivello” comprendono vari strumenti che ogni azienda deve possedere per difendersi in maniera adeguata dagli attacchi informatici. Il primo è il classico antivirus, ovvero un software in grado di proteggere tutti i dispositivi aziendali in uso ai dipendenti. Il suo principale compito è di rilevare eventuali elementi (documenti, programmi, messaggi di posta elettronica) che potrebbero danneggiare il sistema informatico. Un antivirus analizza qualsiasi file che penetra nel sistema e lo confronta con un database in cui sono raccolti tutti quelli dannosi o pericolosi e, se uno di questi corrisponde a quanto è entrato nel sistema del pc, viene immediatamente eliminato o messo in quarantena, rendendolo inoffensivo. Quando si tratta di strumenti aziendali utilizzati da molte persone, è necessario che l’antivirus scelto sia facile da utilizzare, non causi rallentamenti alla macchina dove viene installato e, possibilmente, deve prevedere un sistema di backup, ovvero una copia dei propri file che, in caso di infezione, rimangano comunque protetti e ripristinabili in qualsiasi momento. Inoltre, è sempre consigliabile che l’antivirus preveda un servizio clienti, in modo da poter risolvere in maniera tempestiva ogni problema. Un ulteriore strumento per prevenire gli attacchi informatici, è il firewall, ovvero un dispositivo che protegge la rete aziendale e monitora il traffico internet in entrata e in uscita. Il nome stesso ne spiega l’utilità e il funzionamento, perché è come una sorta di muro di fuoco che si interpone tra la rete interna e quella esterna, impedendo il passaggio di dati o di connessioni potenzialmente dannose al sistema aziendale. Infine, l’Intrusion Detection System (IDS), è lo strumento grazie al quale vengono rilevate eventuali intrusioni nei pc o nella rete aziendale. In pratica, questi dispositivi analizzano e controllano costantemente tutti i flussi di rete, con lo scopo di individuare l’eventuale traffico anomalo, in particolare di dati. Grazie a questo sistema, ogni azienda potrà bloccare il pericolo prima che diventi un incidente.

Il CISO e il DPO

Nessuno di questi strumenti potrebbe fare il suo lavoro, se non esistessero delle figure dedicate. In questo senso, in sempre più aziende stanno diventando importanti il CISO, ovvero Chief Information Security Officer e il DPO (Data Protection Officer). Sia l’uno che l’altro possono essere scelti dal personale interno o tramite un’agenzia esterna, l’essenziale è che siano in possesso delle adeguate competenze in materia, che possono coinvolgere vari campi come quello giuridico, informatico e, appunto, aziendale. Il CISO si occupa di definire la strategia di protezione informatica dell’azienda, implementando programmi e adottando tutti gli strumenti necessari. Il DPO, invece, è stato introdotto dalla nuova normativa europea in materia di protezione dei dati personali e ha il ruolo di mettere in pratica tutto ciò che è necessario per una corretta gestione dei dati personali in possesso dell’azienda.

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4 Caratteristiche per scegliere di un Hosting Provider

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Cosa devi considerare quando scegli un hosting provider?

La competizione on-line è alle stelle e ogni azienda sta cercando di rendere il proprio sito web più attrattivo e user-friendly possibile, in modo da attrarre visite.

 Molte aziende investono fortemente nel (SEO Search Engine Optimization ) ma a volte tutti gli sforzi spesi vengono vanificati perchè la stessa attenzione non viene riposta nel valutare un Servizio di Hosting performantE. Ci sono alcune caratteristiche fondamentali che devono essere considerate nel decidere il proprio servizio di di hosting così da non andare a ledere il lavoro fatto.

Ecco le 4 caratteristiche da valutare in fase di scelta di un Hosting:

1. La velocità e la reattività

Un sito lento o che non risponde in pochi secondi è un insuccesso agli occhi di Google. Un sito web lento non potrà mai salire di posizione sulla SERP (pagina dei risultati dei motori di ricerca e cosa peggiore, gli utenti abbandoneranno subito il sito a causa della deludente esperienza utente.. Un hosting Provider deve essere in grado ottimizzare, monitorare e controllare la velocità del tuo sito web.

2. Allocazione del server

La velocità e l’accessibilità del tuo sito web dipenderanno anche da quale tipo di server lo ospiterà. Un server condiviso , per esempio, può essere soggetto a sovraccarichi e limiti di velocità, soprattutto quando si condivide lo spazio con altri siti che richiedono un’alta intensità di risorse.

In In alcuni casi limite, questo può mettere completamente a terra il vostro sito web. Per ovviare a questo tipo di problema è possibile scegliere di utilizzare un VPN (Virtual Private Server) sempre condiviso ma con la garanzia dell’allocazione delle risorse del server, o ancora meglio, anche se più costoso, ospitare il vostro sito web in un server dedicato solo per voi.

3. Affidabilità

Indipendentemente da velocità e ottimizzazione, scegliere un hosting inacessibile o che ha subito penalizzazioni è del tutto inutile. E’ buona norma informarsi tramite recensioni oppure online sui servizi che si scelgono. Il “tempo in attività” di un server chiamato uptime denota lo spazio di tempo in cui è o è stato ininterrottamente funzionante ed attivo. Un dato percentuale ottimale di uptime su base annua, sarebbe dal 99% in avanti. Quanto più la scala uptime, il più affidabile il fornitore di hosting è, e questo a sua volta significa che il vostro sito sarà disponibile e accessibile in tutto.

4. Sicurezza

Attacchi hacker e virus sono in costante. Un hosting poco sicuro aumenterà la probabilità e la frequenza degli attacchi sul tuo sito e per ogni attacco ci saranno conseguenze anche a livello Seo. Se gli attacchi persistono, il vostro sito verrà declassato. È necessario informarsi sulla sicurezza del fornitore di hosting, e ancora di più, scoprire se ci sono attacchi che hanno avuto successo nel passato.

Non valutare il tipo di hosting da utilizzare è una delle cose fondamentali da valutare per il tuo sito web.

Scegliere l’hosting giusto non è facile ma valutando queste caratteristiche potrai sicuramente fare una scelta più calibrata in base alle tue esigenze.

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Quale hosting scegliere per il proprio sito web

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Cos’è un servizio di hosting e quale scegliere?

Un servizio di hosting è un servizio che permette di ospitare il contenuto di un sito su un server e che quindi fornisce uno spazio fisico all’interno di esso. Lo scopo finale è quello di rendere il tuo sito visibile su internet a tutti gli utenti che vogliano visitarlo tramite url (indirizzo web).

Non sapete quale hostingscegliere per il vostro sito web?

Cerchiamo di spiegare le diverse tipologie in modo da partire subito in modo ottimale.

Procediamo a definire queste tre tipologie di Servizio Hosting:

Hosting Reseller:

Si tratta di un servizio che permette di rivendere dello spazio sul web oppure viene utilizzato dai Web master che hanno bisogno di più spazio per i loro clienti.

Vps:

Sono delle vere e proprie “risorse dedicate” adatte a coloro a cui non basta più l’hosting condiviso. Presentano performance superiori, ed un’elevata personalizzazione.Consistono in una parte isolata autunoma e indipedente di un server.

Server dedicati:

Un server dedicato è una vera è propria macchina indipendente con risorse dedicate ed esclusive e quindi è la soluzione più potente, configurabile e personalizzabile e quindi l’ideale per tutti coloro che hanno uno o più siti web, che ricevono numerose visite, hanno elevati consumi.

Una scelta non adatta alle vostre esigenze potrebbe essere dannosa per la vostra attività causandovi costi anche in un secondo momento che sarebbe meglio evitare.

Contattaci per avere informazioni sulle nostre soluzioni di hosting.

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La Virtualizzazione VMware

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Cos’è la virtualizzazione?

Con virtualizzazione intendiamo la possibilità di estrarre da un server le componenti fisiche (hardware) per renderle virtuali (software). L’insieme delle componenti hardware, ovvero RAM, CPU, scheda di rete e disco fisso, prende il nome di macchina virtuale su cui poi viene installato il software con il sistema operativo e le varie applicazioni. L’operazione di virtualizzazione comincia negli anni ’60 con i mainframe che tuttora viene impiegato come sistema centrale, caratterizzato dalle sue grandi capacità di raccolta dati in maniera centralizzata.

La virtualizzazione VMware è una tecnologia odierna molto impiegata che consiste nell’esportare il proprio computer in lettori di macchine virtuali, trasferendo i dati in server non più fisici ma virtualizzati. La piattaforma più usata per compiere quest’operazione è la VMware, società americana, il cui concetto base del processo è quello di rappresentare i dati non in maniera fisica, ma appunto virtuale, attraverso il software. La virtualizzazione è la maniera più efficace per ridurre le spese dell’infrastruttura IT. È pensata per aumentare le prestazioni e la velocità delle aziende di qualsiasi dimensione.

I passi secondo i quali agisce la virtualizzazione VMware

I sistemi informatici, affrontando la limitazione del primo prodotto che VMware introdusse con virtualizzazione x86, “VMware Virtual Platform”, sono in grado di elaborare un unico sistema operativo e una sola applicazione per volta. All’inizio le tecniche utilizzate per virtualizzare questo sistema offrivano performance a malapena soddisfacenti rispetto ad una macchina virtuale in esecuzione su un’architettura virtualizzata differente. Successivamente fu creato un “software libero” di virtualizzazione x86 con il solo supporto a Linux come sistema operativo ospite, realizzando la difficoltà nella tecnica adottata.

Utilizzando il software allo scopo di emulare un altro hardware, si ha la possibilità di eseguire più sistemi operativi, più sistemi virtuali e più applicazioni insieme, aumentando la produttività e l’efficienza di un unico server, o host. Con il processo, è possibile virtualizzare tutti i dati di computing, compresi data center, cloud e persino i dispositivi mobili.In maniera più pratica, attuando il processo, le applicazioni girano su un numero minore di server fisici sebbene vengano immagazzinate assieme ai sistemi operativi in contenitori isolati, i software dedicati, anche chiamati macchine virtuali (VM). Ogni macchina virtuale è completamente autonoma, infatti l’aumento delle prestazioni del server è dato esattamente dalla coesistenza di più macchine virtuali, che elaborano appunto più applicazioni.

Mentre le macchine virtuali elaborano dati, i componenti del server come le CPU, le risorse di archiviazione e le risorse di rete vengono raggruppate e distribuite dall’hypervisor, a seconda dalle necessità delle VM.

E come può essere utilizzata la virtualizzazione?

Abbiamo diversi tipi di virtualizzazione, per cominciare va detto che i server utilizzano meno del 15% delle prestazioni che possono realmente offrire, ciò comporta la proliferazione di ambienti complessi e inutilizzabili dagli host stessi. Questo problema è risolvibile con le macchine virtuali che eseguono più sistemi operativi automaticamente, accedendo alle risorse del server fisico comune. Conseguentemente a questo, per completare la virtualizzazione è necessario creare un’aggregazione di server per avere un’unica stabile risorsa, per estendere l’efficienza complessiva e la disponibilità delle applicazioni, ridurre i costi e agevolare la distribuzione del lavoro. Se dovesse andare fuori uso il sistema operativo che gira sulla macchina virtuale, il sistema di base non ne risentirebbe. Tra i vantaggi vi è il fatto di poter offrire contemporaneamente ed efficientemente a più utenti diversi ambienti operativi separati, ciascuno attivabile su effettiva richiesta, senza “sporcare” il sistema fisico reale con il partizionamento del disco rigido oppure fornire ambienti raggruppati su sistemi indipendenti come server.

La virtualizzazione della rete riproduce in maniera completa la rete fisica sul software, dando così modo alle applicazioni la riproduzione virtuale senza differenze dalla riproduzione fisica, asssicurando le stesse funzionalità e le stesse garanzie della rete autentica, mantenendo l’indipendenza e l’operatività della virtualizzazione. Per quanto riguarda il desktop, la virtualizzazione agisce sul servizio ripartendo i desktop filiali del server al personale operativo e a dipendenti esterni attraverso l’outsourcing in iPad e dispositivi Android.

Perchè virtualizzare il tuo server?

Le certificazioni VMware sono le più importanti certificazioni in ambito virtualizzazione e cloud computing attualmente diffuse sul mercato internazionale. Rappresentano per le persone uno strumento di distinzione professionale e un modo di migliorare la propria occupabilità. Per le aziende è un grande vantaggio competitivo e commerciale, garantisce uno status moderno alla potenziale clientela. Inoltre, VMware grazie alla presenza in azienda di personale in possesso di un’importante certificazione industriale, rilascia un codice unico di riconoscimento, il quale traccia automaticamente livello e stato delle certificazioni VMware possedute.

La limitazione dei rischi e dei danni è il punto cardine della virtualizzazione dei server, allo scopo di ridurre al minimo la perdita di capitale a causa di guasti all’host. La virtualizzazione con VMware è un ottimo investimento per abbattere i costi aziendali nel business, massimizzare le prestazioni e semplificare i movimenti dell’infrastruttura IT in un’unica operazione, riuscendo anche a ridurre i tempi di lavoro.

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Server di posta interno e server di posta esterno

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Per inviare e ricevere email è necessario che un server si occupi del loro smistamento da e verso il nostro computer. La stragrande maggioranza del traffico mail è gestito da server esterni, che siano Gmail o Tiscali, o quello collegato al nostro dominio privato o aziendale. Esistono però situazioni in cui può convenire ospitare nella propria azienda (o casa) il server che si occupa delle nostre mail. È da notare che in questo caso il sito web con lo stesso dominio delle mail può restare ospitato su un server esterno.

Alta affidabilità ma scarsa sicurezza dei server esterni

Gmail, il più grande servizio di posta elettronica al mondo, è l’esempio perfetto di affidabilità quasi assoluta. Non solo i server di Gmail sono ospitati in gigantesche webfarm in ambienti controllati, ma sono anche duplicati sia all’interno delle webfarm sia in differenti luoghi attorno al mondo. Nessuno sa di preciso quale sia la ridondanza di Google/Gmail, ma alcuni esperti ritengono che un singolo indirizzo email possa far conto su non meno di cinque server.

È però noto che Google ha la facoltà di ‘leggere’ le nostre mail, ovvero ricavarne informazioni commerciali utili basandosi sui loro contenuti. Ed è altrettanto noto che i servizi segreti americani hanno accesso pressoché illimitato ai contenuti delle mail che transitano sul territorio USA. In ogni caso la privacy è l’ultima cosa che Google e società analoghe sono in grado e vogliono garantire.

l server interno

Alcuni servizi email, come Freenet in Germania, garantiscono che i loro server sono protetti da sguardi indiscreti, e che la parte gratuita del loro servizio è finanziata solo da invii pubblicitari e non dalla lettura sia pure automatizzata della posta. È probabile che sia vero, tuttavia un’azienda che abbia necessità del massimo della riservatezza potrà considerare di gestire totalmente in proprio il traffico email, in particolare quello intranet: lo scambio cioè di messaggi tra diverse postazioni interne all’azienda stessa, anche se magari collocate in città differenti.

Con un server esterno, un messaggio al vicino di scrivania può anche fare il giro del mondo prima di essere consegnato. Un’alternativa è la criptazione dei messaggi, che utilizza protocolli di sicurezza simili a quelli in uso quando ci colleghiamo al sito di una banca. Gli specialisti ritengono che in tal caso nessuno possa leggere le mail, ma per una protezione efficace anche posta elettronica proveniente dall’esterno dell’azienda dovrebbe essere criptata.

Costi elevati

Un server di posta esterno ha costi quasi inesistenti. Il servizio mail è fornito come parte del pacchetto quando si acquista un dominio in hosting, e se sono necessari servizi accessori come la possibilità di ricevere grossi allegati o un numero illimitato di indirizzi, il costo aggiuntivo è relativamente basso, nell’ordine di pochi euro all’anno. Un server interno è tutta un’altra faccenda.
La parole chiave sono ridondanza e sicurezza fisica: computer, alimentazioni, gruppi di continuità, linee ADSL (con IP fisso), ecc. devono essere duplicati e dotati di sistemi automatici di subentro immediato in caso di guasti. I computer usati come server non differiscono strutturalmente da un qualsiasi computer venduto in un centro commerciale, ma hanno componentistica pensata per un uso professionale 24 ore al giorno 365 giorni all’anno: componenti di prima qualità, sistemi di raffreddamento sovradimensionati, facile accessibilità a schede e a componenti sostituibili come le RAM. Per garantire la riservatezza dei dati, i server interni di posta richiedono un ambiente protetto: armadio rack blindato, un locale dedicato con sistemi antintrusione, aria condizionata sempre accesa, ecc.

Pro e contro

I servizi mail dei grandi provider hanno una affidabilità del 99,99%. Alcuni provider minori che non possono permettersi ridondanza dei server già risultano meno affidabili di un server interno, ed è cronaca di pochi anni fa il blocco di milioni di mail per un incendio in una nota webfarm italiana. Un’azienda di medie dimensioni può tuttavia sicuramente affrontare il costo di un server interno, valutabile attorno ai 3.000-5.000 euro annui, comprensivi della manutenzione periodica e dei costi di licenza nel caso si volesse utilizzare Windows. Linux è quasi gratuito, tuttavia i tempi umani di programmazione e manutenzione sono maggiori, e il risparmio sul software può essere vanificato dalle ore lavoro necessarie per la gestione. Il protocollo di posta IMAP è oggi il più diffuso e comodo, permettendo la sincronizzazione della corrispondenza tra diverse postazioni. Tuttavia risulta anche più rischioso in situazioni con affidabilità inferiore al 99% qual è quella di un server interno. L’utilizzo del vecchio protocollo pop3 con salvataggio sia su server sia sui computer del mittente e del destinatario può ridurre i rischi di perdita dati. È inoltre da ricordare che la posta certificata non è gestibile da un server di posta interno.

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Motivi per utilizzare i server in cloud

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In ogni settore imprenditoriale, sono sempre di più le aziende che ricorrono all’utilizzo dei server in cloud, in particolare per velocizzare il proprio lavoro, evitare di scaricare software, magari a pagamento, e gestirli e di affidare tutti i dati e le informazioni a un dispositivo che potrebbe perdersi o danneggiarsi. Pertanto, munirsi di un sistema gestionale a cui si possa accedere in qualsiasi momento soltanto tramite una connessione internet, sta diventando sempre più importante, perché con il suo utilizzo si semplificano molte delle incombenze a carico di un’azienda, dall’organizzazione dei dati fino a tutte le informazioni inerenti alle attività svolte (produzione, gestione degli ordini o del magazzino).

Cos’è un server in cloud

Un server in cloud è uno spazio di archiviazione personale accessibile sempre, in qualsiasi momento della giornata, usando una semplice connessione internet. È un servizio ideato, essenzialmente, per ottimizzare lo sfruttamento delle performance della rete e per utilizzare al massimo la capacità dei calcolatori elettronici di cooperare per l’offerta di servizi, dando così un’elevata capienza computazionale. In parole povere, grazie ai server in cloud, si superano i limiti imposti dalla singola macchina, sia per quanto riguarda le prestazioni che per la capacità di elaborare dati, ma anche per lo spazio di archiviazione. Inoltre, grazie ai server in cloud, è possibile proteggere i dati personali e le informazioni che ogni azienda ha bisogno di avere sempre a disposizione, tenendole, nello stesso tempo, al sicuro. Grazie a un server in cloud, si avrà anche la possibilità di sincronizzare i propri file, tenendoli in un unico posto, sicuro da accessi esterni. Inoltre, l’utente potrà scaricarli in ogni momento, modificarli, aggiornarli o cancellarli e senza avere bisogno di portarsi dietro chiavette USB o hard disk esterni. Infine, il cloud consente sempre di effettuare delle copie di backup, preziose quando si tratta di dati e informazioni delicate o personali.

Come funziona un server in cloud

Il funzionamento di un server in cloud è molto semplice e intuitivo, perché una vota scelto il fornitore a cui rivolgersi, sarà sufficiente scegliere i dati di accesso e il cloud sarà a disposizione ventiquattr’ore al giorno. Ogni volta che si entrerà, si troveranno i file così come si erano lasciati, comprese eventuali modifiche o cancellazioni effettuate. L’accesso sarà, naturalmente, possibile da qualsiasi dispositivo elettronico in possesso, in modo tale che i dati e le informazioni contenute nel cloud possano essere consultate e condivise in qualsiasi momento della giornata, anche a distanza. Solitamente, la versione base viene offerta gratuitamente, ma le offerte sono sempre personalizzabili, a seconda delle necessità di ciascuno e prevedono il pagamento di un canone mensile, che varia proprio in base alle caratteristiche del servizio scelto.

Perché utilizzare un server in cloud

Uno dei principali motivi per cui molte aziende scelgono un server in cloud è la sicurezza, perché ogni dato può essere protetto e criptato tramite una password, risultando inattaccabile e indecifrabile. Inoltre, i servizi in cloud utilizzano una serie di server dislocati in luoghi diversi e segreti, dove vengono raccolti i dati personali o dell’azienda, i quali vengono divisi nei vari server, in maniera tale da non tenerli tutti insieme in un’unica posizione. In questo modo, l’unico modo per decriptarli, sarebbe di attaccare, nello stesso momento, tutti i server, ma si tratta di una possibilità molto remota. I vantaggi di utilizzare un sistema in cloud non si fermano qui, perché un altro importante aspetto da tenere in considerazione è il risparmio, mai banale quando si tratta di aziende. I costi inerenti all’acquisto, all’installazione e alla manutenzione dei diversi software gestionali necessari per conservare e proteggere i propri dati, infatti, sarebbero molto più cospicui rispetto alla scelta di un cloud. Un sistema di questo tipo è in grado di collegare ogni dato a un altro, velocizzando notevolmente i processi lavorativi e, inoltre, non prevede il pagamento di licenze e offre, anzi, possibilità di noleggio o di pagare in base all’utilizzo. Con un sistema in cloud, il risparmio potrebbe arrivare a sfiorare il 50% del budget previsto, visto che l’unica alternativa sarebbe di munirsi di server interni, con la conseguente onerosa gestione, visto che avrebbero bisogno di una costante manutenzione. Come già accennato, uno dei vantaggi dell’utilizzo di un sistema in cloud è la velocizzazione dei processi lavorativi, in quanto ogni impiegato o responsabile potrà usufruire di un server dalle prestazioni superiori che permetterà un più rapido scambio di informazioni, nonché la loro immediata consultazione. In questa maniera, i risultati potranno essere condivisi in tempo reale, anche a molti chilometri di distanza. Infine, non bisogna sottovalutare i vantaggi ambientali della scelta di un server in cloud, come ha dimostrato una ricerca della Lawrence Berkeley National Laboratory e della Northwestern University, secondo cui l’utilizzo di questo servizio comporterebbe, solo per gli Stati Uniti, un enorme risparmio energetico, addirittura dell’87%..

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I vantaggi del backup remoto

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Per backup s’intende quel processo di conservazione dei dati e delle applicazioni principali di un dispositivo, attraverso il salvataggio di una copia degli stessi in una sede virtuale diversa da quella dove risiedono i file originali. Più propriamente, per Remote Backup va inteso quel servizio software che si fa carico di effettuare un backup automatico dei dati contenuti in un Server o in un computer, al fine di trasferirne una copia a uno o più poli di archiviazione dislocati geograficamente altrove. In altre parole, si tratta di creare un doppione dei files che si desidera salvare, per trasferirne il contenuto in una sede più sicura da quella dove hanno avuto origine.

Ecco perché è importante eseguire il backup remoto

La rilevanza del backup remoto risiede anzitutto nell’idea di proteggere i propri dati da eventi critici che possono deturparne il contenuto. Calamità naturali, guasti al sistema o attacchi hacker potrebbero distruggere irrimediabilmente le copie conservate in locale. Utilizzare un backup remoto significa avere modo di tutelare il salvataggio di dati principali di organizzazioni che hanno sedi in più luoghi distanti tra di loro. In questo modo, infatti, è possibile eseguire un salvataggio delle informazioni desiderate tramite internet, salvaguardando quella unicità di sistema necessaria ad una gestione centralizzata dei files attraverso regole prestabilite.

Com’è noto, sono moltissime le aziende che hanno bisogno di custodire le informazioni in uno spazio terzo virtuale, al quale è possibile accedere attraverso un dispositivo connesso ad internet. Se così non fosse, le attività che nascono e si svolgono interamente online, come gli ecommerce, sarebbero costretti ad un trasferimento fisico dei dati e rischierebbero di dover subire la totale indisponibilità dei propri servizi, non potendone offrire la loro erogazione.

Il backup remoto è semplice, sicuro e funzionale

Sin dal funzionamento del processo di backup è possibile rintracciarne l’utilità: il salvataggio dei files viene svolto con la cadenza regolare stabilita dall’utente. La procedura è molto semplice e può essere svolta facilmente. Ogni sistema di host che vuole sottoporsi a backup necessita della previa installazione di un software. Alla data programmata, l’agent esegue la copia dei dati host sulla base dei parametri di configurazione prescelti e ne salva il contenuto nella destinazione assegnata. Al salvataggio segue spesso la compressione e soprattutto la crittografia delle informazioni. In questo modo lo spazio necessario all’archiviazione viene ridotto e l’accessibilità ai files viene resa molto più complessa. Gli spazi di archiviazione accessibili da remoto permettono di poter utilizzare i dati solo a chi possiede le credenziali di login.

Tutti i vantaggi del backup remoto

I vantaggi di utilizzare un backup remoto possono essere sintetizzabili come segue. Protegge i sistemi IT. Le aziende che fondano la propria attività sull’uso di sistemi IT con il backup remoto trovano la giusta soluzione per proteggere adeguatamente i propri dati. La pianificazione di salvataggio consente di definire una personale strategia di Disaster Recovery, evitando la pericolosa perdita di dati con conseguenti interruzioni di servizi che potrebbero causare danni economici o di reputazione. Offre praticità. Rispetto ai sistemi di backup tradizionali, basati sul salvataggio in nastro e successivo trasferimento fisico, i backup remoti che si svolgono online sono automatici e garantiscono:

  • una gestione dei dati semplificata,
  • un trasferimento veloce e frequente delle informazioni in un luogo sicuro,
  • più sicurezza rispetto al salvataggio su supporto fisico che può essere danneggiato,
  • l’uso dei sistemi in cloud.

È un sistema efficiente. I software di backup remoto rendono disponibili i dati che sono stati salvati sul dispositivo utilizzato, che può essere un pc, un notebook, un tablet o uno smartphone. Essi permettono in concreto di rispondere a domande come queste: Dove ho messo quel file? Dove vanno a finire i miei dati se il mio pc si guasta? Come faccio a condividere file molto grandi o sensibili? Si può condividere un’intera cartella?

Ecco quattro motivi per scegliere il backup remoto

1) Il backup remoto è semplice da implementare e da gestire

  • ogni utente può registrarsi per avere accesso autonomo ai dati,
  • è un sistema pienamente compatibile con le policy e le abitudini già in uso nella propria infrastruttura IT,
  • gli investimenti in infrastruttura IT che sono stati fatti vengono mantenuti inalterati.

2) È intuitivo per tutti gli utenti

  • l’interfaccia d’uso del sistema di backup remoto è intuitiva e familiare,
  • per effettuare un backup non serve alcuna formazione per l’utente,
  • i dati si recuperano con semplicità,
  • i files e le cartelle si condividono facilmente.

3) Migliora la struttura IT

  • fa risparmiare sulla struttura di storage,
  • fa guadagnare tempo,
  • è veloce rispetto al backup tradizionale.

4) Rappresenta una soluzione adatta a tutti

  • gli utenti possono accedere ai dati da qualsiasi parte, in qualunque momento con qualsiasi dispositivo,
  • non bisogna gestire alcun dispositivo in particolare,
  • si elimina il fastidioso messaggio “Memoria insufficiente”,
  • preserva dalle cancellazioni accidentali,
  • non si fa più alcuna confusione tra le versioni successive di uno stesso file, perché le modifiche vengono salvate in automatico, pur tenendo traccia delle versioni precedenti per un tempo indefinito.

In considerazione dei vantaggi sopracitati e della possibilità di espandere il proprio spazio di memoria virtualmente senza limiti, ci sembra che il backup remoto possegga tutti i requisiti per essere considerato un sistema estremamente utile.

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Cosa sono i server DNS?

Tempo di lettura: 6 minuti

Un server DNS è un server che contiene un database di indirizzi IP pubblici e i relativi nomi host associati e, nella maggior parte dei casi, serve a risolvere o tradurre tali nomi comuni in indirizzi IP come richiesto. I server di questo tipo comunicano tra loro utilizzando protocolli speciali. Ma vediamo nei prossimi paragrafi, nello specifico, cosa sono i server DNS.

In termini più facili da capire un server tale è il dispositivo che permette che www.net-informatica.it sia la url visualizzata nel browser al posto dell’ indirizzo IP numerico che è in realtà.

Perché utilizzare e cosa sono i server DNS?

Questa domanda può essere risolta con un’altra domanda: è più facile ricordare 5.88.42.148 o www.net-informatica.it ? La maggior parte di noi direbbe che è molto più semplice ricordare una parola come net informatica invece di una stringa di numeri.

È vero anche il contrario, mentre noi come umani possiamo capire meglio le parole nell’URL molto più facilmente dei numeri di indirizzo IP, altri computer e dispositivi di rete comprendono solo l’indirizzo IP.

Pertanto, si dispone di server DNS perché non vogliamo solo utilizzare nomi leggibili dall’uomo per accedere ai siti Web, ma i computer devono utilizzare gli indirizzi IP per accedere ai siti Web.

Il server DNS è quel traduttore tra il nome host e l’indirizzo IP.

Server DNS

I server DNS corrispondono ai nomi di dominio ai loro indirizzi IP associati. Quando si digita un nome di dominio nel browser, il computer contatta il server DNS corrente e chiede quale indirizzo IP è associato al nome di dominio. Il computer si collega quindi all’indirizzo IP e recupera la pagina Web corretta per te.

I server DNS che si utilizzano sono probabilmente forniti dal provider di servizi Internet (ISP). Se sei dietro un router, il tuo computer potrebbe utilizzare il router stesso come server DNS, ma il router sta inoltrando richieste ai server DNS del tuo ISP.

I computer memorizzano le risposte DNS localmente, quindi la richiesta DNS non si verifica ogni volta che ci si connette a un determinato nome di dominio che si è già visitato. Una volta che il computer ha determinato l’indirizzo IP associato a un nome di dominio, lo ricorderà per un periodo di tempo, il che migliora la velocità di connessione saltando la fase di richiesta DNS.

Malware e Server DNS

È sempre importante proteggersi con un programma antivirus . Una delle ragioni è che un malware può attaccare il tuo computer modificando le impostazioni del server DNS. Se un malware ha modificato le impostazioni del server DNS (cosa che può succedere dietro le quinte a tua insaputa), inserire un URL per esempio della tua banca potrebbe portarti a un sito Web completamente diverso o, più importante, a un sito web che assomiglia al tuo sito web ma non lo è. Questo sito di finte banche potrebbe sembrare esattamente come quello reale, ma invece di consentire l’accesso al tuo account, potrebbe semplicemente registrare il tuo nome utente e la password, dando agli scammer tutte le informazioni di cui hanno bisogno per accedere al tuo conto bancario.

Di solito, tuttavia, il malware che dirotta i server DNS in genere reindirizza i siti web più popolari a quelli che sono pieni di pubblicità o siti Web di virus contraffatti che ti fanno pensare di dover acquistare un programma per pulire un computer infetto.

Ci sono due cose che dovresti fare per evitare di diventare una vittima di questi attacchi. Il primo consiste nell’installare un programma antivirus in modo che i programmi dannosi vengano catturati prima che possano causare danni. Il secondo è essere consapevoli di come appare un sito web. Se è leggermente diverso da come appare di solito o stai ricevendo un messaggio di “certificato non valido” nel tuo browser, potrebbe essere un segno che sei su un sito Web di imitazione.

Alcuni virus e altri programmi malware possono modificare il server DNS predefinito in un server DNS gestito da un’organizzazione malevola o scammer. Questo server DNS dannoso può quindi indirizzare i siti Web più diffusi a indirizzi IP diversi, che potrebbero essere gestiti da scammer.

Ad esempio, quando ti connetti a facebook.com mentre usi il server DNS legittimo del tuo provider di servizi Internet, il server DNS risponderà con l’effettivo indirizzo IP dei server di Facebook.

Tuttavia, se il computer o la rete sono indirizzati a un server DNS malevolo impostato da un truffatore, il server DNS dannoso potrebbe rispondere interamente con un indirizzo IP diverso. In questo modo, è possibile che tu possa vedere “facebook.com” nella barra degli indirizzi del tuo browser, ma potresti non essere effettivamente sulla vera facebook.com. Dietro le quinte, il server DNS malevolo ti ha indirizzato verso un indirizzo IP diverso.

Per evitare questo problema, assicurati di utilizzare buone applicazioni antivirus e antimalware. È inoltre necessario controllare i messaggi di errore dei certificati sui siti Web crittografati (HTTPS). Ad esempio, se provi a connetterti al sito web della tua banca e vedi un messaggio di “certificato non valido”, ciò potrebbe significare che stai utilizzando un server DNS dannoso che ti indirizza a un sito Web fasullo, che sta solo fingendo di essere il tuo banca.

Il malware può anche utilizzare il file host del computer per sovrascrivere il server DNS e indicare determinati nomi di dominio (siti Web) in altri indirizzi IP. Per questo motivo,  Windows 8 e 10 impediscono agli utenti di puntare su facebook.com e altri nomi di dominio popolari su indirizzi IP diversi per impostazione predefinita .

Ulteriori informazioni sui server DNS

Nella maggior parte dei casi, due server DNS, un server primario e uno secondario, vengono automaticamente configurati sul router e / o sul computer quando ci si connette all’ISP tramite DHCP . È possibile configurare due server DNS nel caso in cui uno di essi dovesse fallire, dopodiché il dispositivo ricorrerà all’utilizzo del server secondario.

Mentre molti server DNS sono gestiti da fornitori di servizi Internet e sono destinati ad essere utilizzati solo dai loro clienti, sono disponibili anche diversi accessi pubblici. Alcuni server DNS possono offrire tempi di accesso più veloci di altri, ma si basano unicamente sul tempo impiegato dal dispositivo per raggiungere il server DNS. Ad esempio, se i server DNS del proprio ISP sono più vicini di quelli di Google, è possibile che gli indirizzi vengano risolti più rapidamente utilizzando i server predefiniti dall’ISP anziché con un server di terze parti.

Se riscontri problemi di rete in cui sembra che nessun sito Web verrà caricato, è possibile che si sia verificato un problema con il server DNS. Se il server DNS non è in grado di trovare l’indirizzo IP corretto associato al nome host inserito, il sito Web non verrà caricato. Anche in questo caso, i computer comunicano tramite indirizzi IP e non nomi host: il computer non sa cosa si sta tentando di raggiungere, a meno che non possa utilizzare un indirizzo IP.

Le impostazioni del server DNS “più vicine” al dispositivo sono quelle ad essa applicate. Ad esempio, mentre l’ISP potrebbe utilizzare un set di server DNS che si applicano a tutti i router ad esso collegati, il router potrebbe utilizzare un set diverso che applicherà le impostazioni del server DNS a tutti i dispositivi collegati al router. Tuttavia, un computer collegato al router può utilizzare le proprie impostazioni del server DNS per ignorare quelle impostate dal router e dall’ISP; lo stesso si può dire per tablet , telefoni, ecc.

Abbiamo spiegato sopra come i programmi maligni possono assumere il controllo delle impostazioni del server DNS e sostituirli con server che reindirizzano le richieste del tuo sito web altrove.

DNS Root Server

Ci sono un certo numero di server DNS situati all’interno della connessione dei computer che chiamiamo internet. I più importanti sono 13  root server DNS  che memorizzano un database completo di nomi di dominio e i relativi indirizzi IP pubblici associati.

Questi server DNS di livello superiore sono denominati da A a M per le prime 13 lettere dell’alfabeto. Dieci di questi server sono negli Stati Uniti, uno a Londra, uno a Stoccolma e uno in Giappone.

Sapevi che potresti essere collegato a facebook.com e vedere facebook.com nella barra degli indirizzi del tuo browser, pur non essendo effettivamente collegato al vero sito Web di Facebook? Per capire perché, devi conoscere un po ‘di DNS.

DNS sta per “Domain Name System”. I server DNS traducono gli indirizzi Web (come www.howtogeek.com) nei loro indirizzi IP (come 23.92.23.113) in modo che gli utenti non debbano ricordare stringhe di numeri per ogni sito Web che desiderano visitare. Il Domain Name System (DNS) sostiene il web che usiamo ogni giorno. Funziona in modo trasparente in background, convertendo nomi di siti Web leggibili da umani in indirizzi IP numerici leggibili da computer. DNS fa questo cercando le informazioni su un sistema di server DNS collegati attraverso Internet. Tuttavia, diversi server DNS possono comportarsi diversamente in termini di velocità e sicurezza. Quindi, diamo un’occhiata a come funziona il DNS e cosa puoi fare per assicurarti che funzioni al meglio per te.

Perché potresti voler utilizzare server DNS di terze parti

Come detto sopra, probabilmente stai utilizzando i server DNS predefiniti del tuo ISP. Tuttavia è possibile utilizzare server DNS gestiti da terzi . Due dei più popolari server DNS di terze parti sono OpenDNS  e Google Public DNS .

In alcuni casi, questi server DNS potrebbero fornire risoluzioni DNS più veloci, velocizzando la connessione la prima volta che ci si connette a un nome di dominio. Tuttavia, le differenze di velocità effettive visualizzate variano a seconda di quanto sei lontano dai server DNS di terze parti e dalla velocità dei server DNS del tuo ISP. Se i server DNS del tuo ISP sono veloci e ti trovi lontano dai server di OpenDNS o di Google DNS, potresti riscontrare risoluzioni DNS più lente rispetto a quando utilizzi il server DNS del tuo ISP.

OpenDNS fornisce anche il filtro del sito web opzionale. Ad esempio, se attivi il filtro, l’accesso a un sito web pornografico dalla tua rete potrebbe comportare la visualizzazione di una pagina “bloccata” al posto del sito web pornografico. Dietro le quinte, OpenDNS ha restituito l’indirizzo IP di un sito Web con un message “bloccato” invece dell’indirizzo IP del sito web pornografico, sfruttando il modo in cui DNS opera per bloccare i siti Web.