Categorie
Web Marketing

Come sapere chi ha visitato il tuo profilo LinkedIn

Tempo di lettura: 3 minuti

LinkedIn è diventato uno strumento fondamentale non solo per la ricerca di lavoro, ma anche per fare networking e consolidare relazioni professionali. Una delle curiosità più diffuse tra gli utenti riguarda la possibilità di scoprire chi ha visitato il proprio profilo. Conoscere questa informazione può essere utile per capire quanto il proprio profilo sia efficace, valutare il livello di interesse generato e persino aprire la porta a nuove opportunità di business.

Perché è importante sapere chi visita il profilo

Capire chi ha visualizzato il tuo profilo non è solo una questione di curiosità. Si tratta di un indicatore reale della tua visibilità sulla piattaforma. Alcuni esempi pratici:

  • Se sei un professionista in cerca di nuove opportunità, notare l’interesse di recruiter o HR può aiutarti a intuire se il tuo profilo è competitivo.

  • Se sei un consulente o un imprenditore, monitorare le visite può segnalare l’interesse di potenziali clienti o partner.

  • Se lavori nel marketing o nelle vendite, sapere che un decisore aziendale ha visionato il tuo profilo può essere un ottimo spunto per avviare una conversazione.

In poche parole, ogni visita è un segnale che può trasformarsi in un’occasione, se sai interpretarlo e agire di conseguenza.

Dove trovare la sezione “Chi ha visitato il tuo profilo”

LinkedIn mette a disposizione una funzione dedicata, visibile dal menu del proprio profilo.

  • Da desktop: nella homepage, sul lato sinistro, è presente il riquadro “Chi ha visitato il tuo profilo”.

  • Da mobile: è sufficiente aprire il proprio profilo e scorrere fino alla sezione dedicata.

Qui troverai l’elenco degli utenti che hanno visualizzato il tuo profilo negli ultimi giorni. Tuttavia, ciò che puoi vedere dipende dal tipo di account che utilizzi.

Differenze tra account gratuito e Premium

Con un account gratuito, LinkedIn mostra un numero limitato di visualizzazioni, solitamente degli ultimi 5 visitatori. Inoltre, se un utente ha scelto di navigare in modalità anonima, non comparirà il suo nome.

Con un abbonamento Premium, invece, l’accesso ai dati è più ampio. Oltre alla lista completa dei visitatori degli ultimi 90 giorni, è disponibile anche un’analisi delle tendenze: quante persone hanno visitato il profilo in un certo periodo, da quali settori provengono e che tipo di ruoli ricoprono. Queste informazioni possono essere molto utili per chi usa LinkedIn in maniera strategica.

Modalità anonima: come funziona

Molti si chiedono se sia possibile visualizzare i profili degli altri senza lasciare traccia. La risposta è sì: LinkedIn permette di attivare la modalità anonima. Quando navighi in questo modo, il proprietario del profilo visitato non vedrà il tuo nome, ma solo una dicitura generica come “Utente LinkedIn” o “Qualcuno del settore Marketing”.

È bene ricordare, però, che se decidi di attivare questa modalità, anche tu perderai la possibilità di sapere chi visita il tuo profilo. In pratica, LinkedIn adotta una logica di reciprocità: se vuoi mantenere l’anonimato, rinunci a conoscere chi ti ha visitato.

Come interpretare i dati

Sapere chi ha visitato il profilo è solo il primo passo. La parte più interessante è analizzare queste informazioni per trasformarle in strategie utili. Alcuni suggerimenti:

  • Controlla la pertinenza: se a visitare il tuo profilo sono professionisti del tuo settore, significa che stai comunicando bene le tue competenze.

  • Valuta la frequenza: un aumento delle visite può coincidere con la pubblicazione di un contenuto di successo o con un miglioramento del tuo profilo.

  • Trasforma le visite in contatti: se noti la visita di qualcuno con cui vorresti entrare in relazione, puoi inviargli una richiesta di connessione personalizzata.

Buone pratiche per aumentare le visite al profilo

Oltre a monitorare chi ti visita, è utile adottare alcune strategie per rendere il tuo profilo più attraente:

  • Aggiorna costantemente foto, headline e informazioni professionali.

  • Utilizza parole chiave del tuo settore per migliorare la visibilità nei risultati di ricerca.

  • Pubblica contenuti di valore che stimolino curiosità e invoglino a visitare il tuo profilo.

  • Interagisci con i post altrui: più sei attivo, maggiore sarà il traffico verso la tua pagina.

Il consiglio di Net Informatica

Monitorare chi ha visitato il tuo profilo LinkedIn è utile, ma ancora più importante è capire come sfruttare questi dati. Ogni visita è un’opportunità: può diventare l’inizio di una collaborazione, un nuovo contatto commerciale o persino una proposta di lavoro.

Il nostro consiglio è di non fermarsi alla semplice curiosità, ma di usare le informazioni offerte da LinkedIn per costruire relazioni concrete. Investire tempo nella cura del proprio profilo e nell’analisi delle visite significa valorizzare al meglio la propria presenza digitale, trasformandola in un vero strumento di crescita professionale.

Immagine di Silvia Mogentale <br>Account Manager @ Net Informatica

Silvia Mogentale
Account Manager @ Net Informatica

Da sempre appassionata di marketing, accompagno le aziende nella loro evoluzione digitale, aiutandole a trovare soluzioni su misura che rendano la tecnologia un vero alleato per la crescita.
Amo il mio lavoro perché unisce strategia e relazione: ascoltare, comprendere e costruire percorsi digitali efficaci è ciò che mi appassiona ogni giorno.
(E sì, ho un debole per il colore rosa e i cosmetici — perché anche nei dettagli trovo la bellezza delle soluzioni ben fatte.)

Categorie
Software IoT e 4.0

Servizi IT personalizzati: il partner giusto per far crescere la tua azienda

Tempo di lettura: 3 minuti

Immagina una piccola impresa che cresce rapidamente: nuovi clienti, ordini in aumento, dati che si accumulano e processi che diventano più complessi. Senza un supporto IT strutturato, ogni nuova attività rischia di generare caos, errori e frustrazione. È qui che entra in gioco un partner IT capace di offrire servizi personalizzati, pensati per adattarsi esattamente alle esigenze della tua azienda.

Non si tratta solo di hardware e software: un servizio IT personalizzato significa comprendere i processi, anticipare i problemi e progettare soluzioni che facilitano il lavoro quotidiano e sostengono la crescita strategica.

Perché un servizio standard non basta più

Molte aziende iniziano con sistemi “pronti all’uso”: software gestionali, antivirus, strumenti di collaborazione. Funzionano, certo, ma quando l’attività cresce emergono limiti evidenti: informazioni duplicate, flussi di lavoro rallentati, difficoltà di integrazione tra reparti.

Un servizio IT personalizzato parte dai bisogni reali dell’azienda, adattando le soluzioni alle procedure interne, invece di imporre processi rigidi. Significa trasformare la tecnologia in strumento attivo, non più in ostacolo.

Cosa significa concretamente avere un partner IT su misura

In pratica, collaborare con un partner esperto significa affrontare ogni aspetto dell’infrastruttura IT con precisione e strategia:

  1. Analisi dettagliata dei processi
    Il partner osserva come l’azienda lavora: flussi operativi, interazioni tra reparti, strumenti già in uso. L’obiettivo è capire quali sistemi possono essere integrati e dove servono miglioramenti.

  2. Progettazione di soluzioni personalizzate
    Non esistono due aziende uguali. Dalla gestione dei server al cloud, dagli strumenti di collaborazione alla sicurezza dei dati, ogni scelta viene calibrata sulle esigenze specifiche, creando un ecosistema digitale coerente.

  3. Supporto operativo continuo
    Non basta implementare la soluzione: occorre monitorarla, aggiornare software, prevenire problemi e risolvere criticità in tempo reale. Un partner affidabile diventa così un punto di riferimento costante.

  4. Formazione e consulenza
    La tecnologia funziona davvero solo se chi la usa la conosce. Per questo la formazione del personale è parte integrante del servizio: strumenti intuitivi, procedure chiare e supporto pratico rendono l’IT una risorsa quotidiana.

I vantaggi concreti di un servizio personalizzato

Adottare soluzioni su misura non è un lusso, ma una scelta strategica con benefici immediati:

  • Processi più rapidi e senza errori: sistemi integrati e automatizzati riducono tempi morti e rischi.

  • Decisioni basate su dati affidabili: dashboard e report personalizzati offrono una visione completa e aggiornata dell’attività.

  • Flessibilità per crescere: ogni soluzione può essere ampliata o aggiornata in base alle esigenze future.

  • Sicurezza dei dati: backup regolari, sistemi aggiornati e protocolli di sicurezza riducono il rischio di incidenti.

Immagina, ad esempio, di poter avere visibilità immediata sugli ordini, sulle scorte e sui dati finanziari, senza perdere tempo a cercare informazioni in più sistemi. Questo è ciò che un servizio IT su misura rende possibile ogni giorno.

Come riconoscere il partner giusto

Non tutti i fornitori di servizi IT sono uguali. Alcuni offrono pacchetti standard, altri assistenza limitata. Per scegliere correttamente, valuta:

  • Esperienza e competenza tecnica: conoscenza delle tecnologie più avanzate e delle best practice di sicurezza.

  • Adattabilità: capacità di proporre soluzioni modulabili, che si adattino alle esigenze specifiche dell’azienda.

  • Supporto costante: disponibilità rapida, monitoraggio proattivo e interventi tempestivi.

  • Visione strategica: capacità di proporre miglioramenti continui e innovazioni per sostenere la crescita aziendale.

Un partner IT valido non si limita a risolvere problemi tecnici: diventa un consulente strategico, capace di guidare l’azienda nella trasformazione digitale.

Net Informatica: soluzioni su misura per ogni realtà

Noi di Net Informatica progettiamo servizi IT personalizzati che integrano tecnologia, sicurezza e supporto strategico. Ogni intervento è pensato per:

  • creare un’infrastruttura affidabile e scalabile;

  • connettere reparti, dati e strumenti in un unico flusso;

  • offrire supporto costante e formazione continua;

  • fornire soluzioni che crescono insieme all’azienda.

In altre parole, non offriamo semplicemente servizi IT: costruiamo un ecosistema digitale che permette alle aziende di concentrarsi sul proprio core business, con la certezza che la tecnologia lavora al loro fianco, non contro di loro.



Affidarsi a un partner IT che offre servizi personalizzati significa trasformare la tecnologia in leva concreta di crescita, semplificando processi complessi, proteggendo i dati e garantendo flessibilità operativa. In un mondo digitale in continuo cambiamento, scegliere un servizio su misura è la strategia migliore per ottenere efficienza, sicurezza e competitività.

Con Net Informatica, ogni azienda può contare su un partner capace di progettare soluzioni IT su misura, trasformando sfide tecnologiche in opportunità di crescita e innovazione. Scopri come rendere la tecnologia un alleato quotidiano per la tua attività.

Immagine di Alessandro <br>Founder e Ceo<br>  @ Net Informatica

Alessandro
Founder e Ceo
@ Net Informatica

Nel 2006 ho fondato Net Informatica con un sogno: creare un luogo in cui tecnologia, persone e idee potessero crescere insieme.
Oggi continuo a guidare l’azienda con la stessa curiosità di allora, esplorando ogni giorno le potenzialità delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.
Mi considero un appassionato di innovazione, strategia e crescita imprenditoriale: credo che ogni cambiamento sia un’opportunità per costruire valore, e che il futuro appartenga a chi ha il coraggio di immaginarlo e realizzarlo.

Categorie
Comparatori e MarketPlace

Come configurare TikTok Shop

Tempo di lettura: 3 minuti

TikTok non è più soltanto la piattaforma dei trend virali e dei contenuti creativi: negli ultimi anni è diventata anche un potente strumento di vendita. Con oltre 1 miliardo di utenti attivi a livello globale, il social network cinese ha saputo trasformarsi in un marketplace vero e proprio grazie a TikTok Shop, una funzionalità che permette alle aziende di vendere direttamente all’interno dell’app, senza costringere gli utenti a uscire dal flusso dei contenuti.

Introdotto inizialmente in Asia e nel Regno Unito, TikTok Shop si è rapidamente diffuso anche in altri mercati, conquistando brand di ogni dimensione. I dati lo confermano: secondo Statista, nel 2024 il valore delle vendite social commerce ha superato i 700 miliardi di dollari a livello globale, e TikTok è una delle piattaforme che ha registrato la crescita più rapida. Il motivo è semplice: unisce intrattenimento e shopping in un’unica esperienza fluida, ideale soprattutto per un pubblico giovane e abituato ad acquistare online.

Per le aziende, essere presenti su TikTok Shop significa raggiungere i clienti nel momento esatto in cui scoprono un prodotto e convertirli senza interruzioni. Ma come si configura questa vetrina digitale?

Perché le aziende scelgono TikTok Shop

La forza di TikTok Shop risiede nella capacità di integrare contenuti e vendita in un unico ambiente. A differenza di altre piattaforme, dove l’utente deve cliccare su link esterni o uscire dall’app, qui tutto avviene in modo nativo: dalla scoperta del prodotto al pagamento.

I vantaggi principali includono:

  • Esperienza utente semplificata: meno passaggi significano più conversioni.

  • Integrazione con i contenuti organici e sponsorizzati: i prodotti possono essere taggati direttamente nei video o nelle live.

  • Maggiore visibilità: grazie agli algoritmi di TikTok, i prodotti hanno la possibilità di emergere anche al di fuori della fanbase del brand.

  • Adattabilità a diversi settori: moda, beauty, tech e persino prodotti di largo consumo possono trarre vantaggio dal social commerce.

Essere tra i primi ad adottare questo strumento offre anche un vantaggio competitivo: molte aziende stanno ancora esplorando il potenziale di TikTok Shop, quindi chi si muove ora può ritagliarsi uno spazio privilegiato.

Come configurare TikTok Shop: i passaggi principali

La configurazione di TikTok Shop è relativamente semplice, ma richiede attenzione per garantire un’esperienza ottimale ai clienti.

1. Creare un account Business su TikTok

Il primo passo è avere un account Business. Se si parte da un profilo personale, è possibile convertirlo facilmente nelle impostazioni. L’account Business offre strumenti aggiuntivi per monitorare le performance e gestire la parte commerciale.

2. Registrarsi su TikTok Seller Center

Occorre poi accedere al TikTok Seller Center, la piattaforma dedicata ai venditori. Qui bisogna registrarsi fornendo i dati aziendali richiesti:

  • Partita IVA e certificazioni legali.

  • Documenti identificativi del titolare.

  • Informazioni bancarie per ricevere i pagamenti.

La verifica da parte di TikTok è rapida ma essenziale: solo dopo l’approvazione si può procedere con l’inserimento dei prodotti.

3. Aggiungere i prodotti al catalogo

Una volta ottenuta l’approvazione, si possono caricare i prodotti. È importante curare:

  • Titolo e descrizione (ottimizzati in ottica SEO interna).

  • Immagini e video di alta qualità.

  • Categorie corrette per migliorare la ricerca da parte degli utenti.

Un catalogo ben strutturato aumenta la probabilità di apparire nei feed e nelle ricerche pertinenti.

4. Impostare logistica e spedizioni

TikTok Shop consente di gestire le spedizioni in due modi: tramite il servizio di logistica integrato (TikTok Logistics) o affidandosi a corrieri esterni. La scelta dipende dalla dimensione dell’azienda e dal mercato di riferimento. In entrambi i casi, offrire spedizioni rapide e tracciabili migliora la reputazione del brand.

5. Promuovere i prodotti con TikTok Ads e creator

Una volta che la vetrina è pronta, si può aumentare la visibilità attraverso campagne pubblicitarie su TikTok Ads o collaborazioni con i creator. Il social, infatti, punta molto sul creator marketing, che permette ai brand di sfruttare la credibilità degli influencer per promuovere i propri articoli.

Monitorare e ottimizzare continuamente

Configurare TikTok Shop è solo il primo passo. Per ottenere risultati concreti è fondamentale monitorare le performance:

  • Analizzare i dati di vendita nel Seller Center.

  • Studiare le metriche dei contenuti (visualizzazioni, engagement, CTR).

  • Identificare i prodotti più performanti e capire quali necessitano di un supporto maggiore.

L’ottimizzazione deve essere costante: aggiornare le descrizioni, migliorare le immagini, testare nuove strategie pubblicitarie. TikTok evolve velocemente e i brand che restano reattivi hanno più possibilità di emergere.

TikTok Shop rappresenta una delle opportunità più interessanti nel panorama dell’e-commerce moderno. Non si tratta solo di un nuovo canale di vendita, ma di un ecosistema che unisce intrattenimento, community e shopping.

Le aziende che scelgono di configurarlo correttamente e di mantenerlo aggiornato possono ottenere un vantaggio competitivo notevole, soprattutto su un pubblico giovane e sempre più orientato all’acquisto diretto dai social.

Integrare questa piattaforma nella propria strategia digitale non significa solo aprire un negozio online, ma creare un punto di contatto innovativo con i clienti, all’interno di uno degli ambienti più dinamici e in crescita del web.

Immagine di Silvia Mogentale <br>Account Manager @ Net Informatica

Silvia Mogentale
Account Manager @ Net Informatica

Da sempre appassionata di marketing, accompagno le aziende nella loro evoluzione digitale, aiutandole a trovare soluzioni su misura che rendano la tecnologia un vero alleato per la crescita.
Amo il mio lavoro perché unisce strategia e relazione: ascoltare, comprendere e costruire percorsi digitali efficaci è ciò che mi appassiona ogni giorno.
(E sì, ho un debole per il colore rosa e i cosmetici — perché anche nei dettagli trovo la bellezza delle soluzioni ben fatte.)

Categorie
Erp

Come scegliere un sistema ERP con funzionalità CRM integrate

Tempo di lettura: 2 minuti

La scelta di un ERP per la tua azienda è una decisione strategica che va ben oltre la gestione della produzione o della logistica.
Oggi, soprattutto nel contesto della vendita e del servizio al cliente, è fondamentale che il sistema ERP includa o si integri perfettamente con funzionalità CRM: marketing, vendite, assistenza.

Un sistema che combina ERP e CRM non serve solo a ricambiare i dati tra reparti, ma serve a trasformare il cliente in centro del processo aziendale.

Perché includere il CRM già nell’ERP o cercare un’integrazione forte

Vendite, marketing e servizio clienti generano dati essenziali: contatti, opportunità, storico acquisti, feedback, assistenza.

Dall’altro lato l’ERP gestisce ordini, consegne, fatturazione, produzione, magazzino. Se questi mondi restano separati, la visione dell’azienda resta frammentata, le risposte lente e i dati poco utili. Invece, quando CRM ed ERP sono integrati, si ottiene una “single source of truth” che migliora sia l’efficienza operativa che la relazione con il cliente.

Quindi al momento della scelta chiediti: “Questo sistema mi consente di rispondere al cliente fin dal primo contatto con tutte le informazioni operative che servono?”.

Cosa valutare concretamente nella scelta

Ecco gli aspetti più critici da considerare quando stai valutando un ERP con CRM integrato:

1. Visibilità completa sul cliente
Il team vendite dovrebbe poter accedere a dati come cronologia acquisti, stato dell’ordine, disponibilità di prodotti, tempi di consegna stimati. Se l’ERP/CRM lo permette, il venditore ha in tempo reale ciò che serve per offrire una risposta rapida al cliente.

2. Flusso “quote-to-cash” fluido
Dal contatto iniziale alla fatturazione, passando per produzione, consegna e assistenza. Il sistema deve supportare l’intero ciclo senza salti o necessità di più strumenti distinti.

3. Dati operativi a supporto delle vendite
Immagina che il venditore veda subito “stock residuo”, “linea produttiva libera”, “tempo stimato fino alla consegna”. Quando l’ERP fornisce questi dati al CRM, la proposta cliente diventa credibile e realistica.

4. Personalizzazione per processi aziendali unici
Se la tua azienda ha modelli di vendita complessi (commessa, variante, abbonamento, servizio integrato) devi che il sistema consenta di modellare i flussi di vendita, non solo “aggiustare” quello che c’è di default.

5. Scalabilità e integrazioni future
Il mondo delle vendite cambia: nuovi canali, e-commerce, service post-vendita, analytics. Il sistema deve poter crescere e integrare questi elementi senza dover essere sostituito a breve.

 

 “
Quando CRM ed ERP sono integrati, si ottiene una “single source of truth” che migliora sia l’efficienza operativa che la relazione col cliente.

Attenzione ai rischi

Anche un ERP con CRM integrato “su carta” non garantisce il successo automatico. Alcune criticità da vigilare:

• i dati duplicati o incoerenti: se le anagrafiche clienti sono gestite in due sistemi separati, si perde precisione e fiducia

• i processi che cambiano ma il software resta rigido: se l’azienda evolve e il sistema no, la scelta “ristretta” si rivela più un freno che un vantaggio

• l’adozione da parte degli utenti: funzionalità sofisticate non bastano se i team vendite/marketing le trovano scomode o lente.

Il commento di Net Informatica

In un contesto in cui la relazione con il cliente è un fattore differenziante, scegliere un ERP che incorpora o si integra perfettamente con funzionalità CRM significa mettere al centro il cliente, non solo la produzione.
Crediamo che il sistema debba riflettere tutti i processi dell’azienda, dai reparti produzione a quelli vendita e non costringere l’azienda a “adattarsi” al software. Solo così il venditore può parlare con il cliente in modo credibile, il service può rispondere in tempo reale e l’azienda cresce davvero.

Inizia oggi con noi

Trasforma ogni opportunità
in risultati straordinari

Immagine di Silvia Mogentale <br>Account Manager @ Net Informatica

Silvia Mogentale
Account Manager @ Net Informatica

Da sempre appassionata di marketing, accompagno le aziende nella loro evoluzione digitale, aiutandole a trovare soluzioni su misura che rendano la tecnologia un vero alleato per la crescita.
Amo il mio lavoro perché unisce strategia e relazione: ascoltare, comprendere e costruire percorsi digitali efficaci è ciò che mi appassiona ogni giorno.
(E sì, ho un debole per il colore rosa e i cosmetici — perché anche nei dettagli trovo la bellezza delle soluzioni ben fatte.)

Categorie
Erp

Integrazione e-commerce con ERP e CRM: perché è fondamentale per vendere di più

Tempo di lettura: 3 minuti

Un e-commerce ben progettato è solo la punta dell’iceberg di un business digitale di successo. Dietro alle pagine prodotto, al carrello e ai sistemi di pagamento ci sono processi aziendali complessi: gestione ordini, logistica, fatturazione, relazione con i clienti. Quando questi elementi non comunicano tra loro, si generano colli di bottiglia che rallentano la crescita, fanno aumentare i costi e rischiano di compromettere l’esperienza cliente.
La soluzione è l’integrazione: collegare l’e-commerce con sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) e CRM (Customer Relationship Management). Un ecosistema digitale integrato consente di automatizzare i processi, centralizzare i dati e creare le condizioni per vendere di più, riducendo gli errori e migliorando la fidelizzazione dei clienti.

Perché collegare l’e-commerce a un ERP

L’ERP rappresenta il “cervello operativo” di un’azienda: coordina contabilità, magazzino, acquisti e produzione. Se resta scollegato dall’e-commerce, il rischio è quello di dover aggiornare manualmente giacenze, prezzi e ordini. Questo porta inevitabilmente a inefficienze.

Integrare l’e-commerce con l’ERP offre vantaggi concreti:

  • Magazzino sempre aggiornato: le quantità disponibili online corrispondono in tempo reale a quelle in stock, evitando problemi di overselling o clienti delusi da articoli non più disponibili.

  • Gestione ordini automatizzata: ogni acquisto viene subito trasferito all’ERP, generando i documenti necessari e riducendo drasticamente gli errori di inserimento manuale.

  • Amministrazione semplificata: fatture e documenti fiscali sono centralizzati, garantendo conformità normativa e riducendo il rischio di incongruenze.

  • Ottimizzazione logistica: spedizioni e resi vengono gestiti più velocemente, migliorando l’esperienza cliente.

Un ERP integrato libera tempo prezioso per il team, che può concentrarsi su attività strategiche invece di inseguire dati sparsi in più sistemi.

Il ruolo strategico del CRM per l’e-commerce

Se l’ERP governa i processi interni, il CRM è lo strumento che aiuta a conoscere e valorizzare i clienti. Integrare il CRM con l’e-commerce significa trasformare ogni transazione in una fonte di dati utile per costruire relazioni più forti.

Ecco i principali benefici:

  • Profilazione accurata: ogni acquisto arricchisce il profilo cliente con informazioni su preferenze, frequenza d’acquisto e ticket medio.

  • Segmentazione mirata: i dati raccolti consentono di creare campagne di marketing personalizzate, aumentando la probabilità di conversione.

  • Comunicazioni efficaci: newsletter, automazioni e promozioni possono essere calibrate sugli interessi reali di ciascun cliente.

  • Assistenza clienti potenziata: con lo storico ordini a disposizione, il customer service può rispondere in modo rapido e preciso.

Un CRM integrato permette di passare da un approccio “transazionale” a uno “relazionale”, aumentando la fidelizzazione e il valore medio di ogni cliente nel tempo.

Esempi pratici di integrazione

Per comprendere meglio il valore dell’integrazione, ecco alcuni casi tipici:

  • Fashion e retail: un negozio online di abbigliamento collega l’e-commerce all’ERP per aggiornare automaticamente le taglie disponibili e ridurre i resi. Parallelamente, il CRM registra le preferenze di stile e invia campagne mirate (ad esempio nuove collezioni di un brand già acquistato).

  • Settore B2B: un’azienda che vende componenti industriali integra il gestionale ordini con l’e-commerce. I clienti vedono subito i prezzi personalizzati e la disponibilità dei prodotti, mentre l’ERP gestisce scontistiche e listini in automatico.

  • Food & beverage: un e-commerce di prodotti alimentari utilizza il CRM per segmentare i clienti in base alle abitudini d’acquisto (vino, prodotti bio, specialità locali) e inviare promozioni specifiche.

Questi esempi mostrano come un sistema integrato non sia solo una questione tecnica, ma un vero acceleratore di vendite.

I vantaggi di un ecosistema integrato

Creare un ambiente in cui e-commerce, ERP e CRM comunicano tra loro genera benefici misurabili:

  • Efficienza operativa: riduzione delle attività manuali e dei margini di errore.

  • Visione unificata del business: vendite, stock e dati dei clienti sono accessibili in un’unica piattaforma.

  • Decisioni data-driven: report aggiornati in tempo reale supportano strategie più mirate.

  • Migliore esperienza cliente: informazioni trasparenti, consegne puntuali e comunicazioni personalizzate generano fiducia.

  • Scalabilità: l’azienda cresce senza dover moltiplicare le risorse per la gestione.

In sintesi, l’integrazione non è un costo, ma un investimento che migliora l’efficienza interna e aumenta la soddisfazione dei clienti.

Perché è fondamentale per vendere di più

Nel panorama competitivo dell’e-commerce, non basta offrire buoni prodotti a prezzi interessanti. I clienti si aspettano processi fluidi, tempi di consegna brevi, assistenza tempestiva e comunicazioni su misura.

Un e-commerce integrato con ERP e CRM permette di:

  • aumentare le vendite grazie a promozioni mirate e personalizzate,

  • ridurre i carrelli abbandonati con informazioni sempre aggiornate su stock e tempi di consegna,

  • fidelizzare i clienti attraverso un customer service più efficiente e proattivo,

  • migliorare la reputazione del brand grazie a un’esperienza d’acquisto coerente e professionale.

Chi investe in questa direzione costruisce un vantaggio competitivo reale e duraturo, capace di sostenere la crescita nel medio-lungo termine.

Il commento di Net Informatica

Net Informatica supporta le aziende nella progettazione e integrazione di soluzioni e-commerce con sistemi ERP e CRM, creando ecosistemi digitali su misura che migliorano processi e performance. Per chi vuole vendere di più e crescere in modo sostenibile, l’integrazione è il primo passo. Contattaci se vuoi conoscere le soluzioni più efficaci per la tua azienda.

Immagine di Silvia Mogentale <br>Account Manager @ Net Informatica

Silvia Mogentale
Account Manager @ Net Informatica

Da sempre appassionata di marketing, accompagno le aziende nella loro evoluzione digitale, aiutandole a trovare soluzioni su misura che rendano la tecnologia un vero alleato per la crescita.
Amo il mio lavoro perché unisce strategia e relazione: ascoltare, comprendere e costruire percorsi digitali efficaci è ciò che mi appassiona ogni giorno.
(E sì, ho un debole per il colore rosa e i cosmetici — perché anche nei dettagli trovo la bellezza delle soluzioni ben fatte.)

Categorie
Creazione Siti Web

Come creare un feed Google in Magento

Tempo di lettura: 3 minuti

Un feed Google ben configurato è la base per poter sfruttare al massimo campagne Shopping, Performance Max e qualsiasi altra attività pubblicitaria legata ai prodotti, perché rappresenta il collegamento diretto tra il tuo catalogo e l’ecosistema Google. Attraverso questo file, la piattaforma è in grado di leggere informazioni aggiornate su prezzi, disponibilità, immagini e descrizioni, mostrando annunci pertinenti agli utenti più interessati. Magento, grazie alla sua struttura avanzata e altamente personalizzabile, mette a disposizione diverse modalità per generare e gestire un feed, sia tramite strumenti nativi che con estensioni dedicate. Tuttavia, per garantire la massima efficacia servono configurazione attenta, aggiornamenti costanti e una particolare cura nella qualità dei dati trasmessi.

Cos’è un feed Google e perché è importante

Il feed Google è un file contenente tutte le informazioni sui prodotti del tuo eCommerce (nome, prezzo, disponibilità, immagini, descrizione, codice GTIN o SKU). Questo file viene caricato su Google Merchant Center, la piattaforma che consente di collegare il catalogo prodotti al mondo pubblicitario di Google.

Un feed ben costruito consente di:

  • Mostrare i prodotti in Google Shopping e campagne Performance Max.

  • Aumentare la visibilità dei prodotti con dati precisi e aggiornati.

  • Migliorare il rendimento delle campagne grazie a informazioni complete e pertinenti.

  • Automatizzare l’aggiornamento dei dati, evitando errori manuali.

Un feed carente o mal configurato, al contrario, può portare a prodotti rifiutati, annunci poco performanti e perdita di opportunità di vendita.

Creare un feed Google in Magento: le opzioni disponibili

Magento non include nativamente un generatore di feed avanzato, ma esistono diverse strade per raggiungere l’obiettivo. Le principali sono tre:

1. Utilizzare le funzionalità integrate (Magento Commerce)

Le versioni più recenti di Magento Commerce offrono già alcuni strumenti per generare feed di base. Si possono creare file XML o CSV con i dati dei prodotti ed esportarli periodicamente per l’importazione in Google Merchant Center.
È una soluzione funzionale, ma richiede configurazioni manuali e offre minore flessibilità rispetto ad altri metodi.

2. Usare estensioni dedicate

Sul marketplace di Magento sono disponibili numerose estensioni per feed Google, che permettono di:

  • Generare feed in formati compatibili con Merchant Center (XML, CSV, TXT).

  • Mappare i campi di Magento con quelli richiesti da Google.

  • Pianificare aggiornamenti automatici (giornalieri o orari).

  • Gestire regole di inclusione/esclusione prodotti (es. escludere categorie non destinate a campagne).
    Alcune tra le più utilizzate sono Amasty Google Feed, Wyomind Data Feed Manager e Mirasvit Product Feed Export.

3. Creare un feed personalizzato

Per esigenze più complesse, è possibile sviluppare un’integrazione personalizzata che esporti i dati dei prodotti da Magento verso Google Merchant Center. Questa soluzione è ideale per grandi cataloghi con logiche avanzate di prezzo, promozioni o disponibilità, perché consente il massimo controllo sulla qualità del feed.

Passaggi fondamentali per la configurazione di un feed

Indipendentemente dal metodo scelto, ci sono alcuni passaggi che non possono mancare per ottenere un feed di qualità:

  1. Mappare i campi obbligatori richiesti da Google: ID prodotto, titolo, descrizione, link, immagine principale, prezzo, disponibilità, condizione, GTIN/SKU.

  2. Arricchire i dati con attributi facoltativi, come brand, colore, taglia, spedizione: questi elementi migliorano la qualità dell’annuncio e il punteggio di rilevanza.

  3. Pulire i titoli e le descrizioni: evitare keyword stuffing, testi troppo generici o duplicati. Google favorisce descrizioni chiare e orientate all’utente.

  4. Ottimizzare le immagini: alta qualità, senza watermark o testi aggiuntivi, e con formati accettati (JPEG, PNG, WebP).

  5. Impostare aggiornamenti automatici: fondamentale per evitare discrepanze di prezzo o disponibilità che porterebbero al rifiuto dei prodotti.

Validare e inviare il feed a Google Merchant Center

Una volta generato il feed da Magento, va caricato su Google Merchant Center. Da qui Google analizzerà il file e segnalerà eventuali errori o avvisi.
È importante:

  • Verificare che non manchino campi obbligatori.

  • Correggere tempestivamente errori su prezzo, disponibilità o categorie.

  • Monitorare la dashboard di Merchant Center per assicurarsi che i prodotti restino attivi.

Un feed valido e aggiornato è la condizione necessaria per poter avviare campagne Shopping o Performance Max senza rischiare blocchi o sospensioni.

Mantenere un feed sempre aggiornato

Il lavoro non finisce con la prima configurazione. Un feed va monitorato e aggiornato costantemente:

  • Programmare esportazioni giornaliere o orarie.

  • Integrare regole per nuovi prodotti o variazioni di prezzo.

  • Controllare la copertura dei prodotti in Merchant Center.

  • Analizzare le performance per ottimizzare titoli e descrizioni in ottica SEO.

Un feed curato consente non solo di mostrare i prodotti online, ma di competere al meglio in un mercato sempre più affollato.

Dall’ottimizzazione tecnica ai risultati concreti

Un feed Google di qualità in Magento non è solo un requisito tecnico, ma uno strumento di crescita. Permette di sfruttare appieno le campagne pubblicitarie, garantendo che i prodotti siano sempre visibili, correttamente descritti e competitivi.

Se desideri una valutazione del tuo feed o vuoi capire come implementarlo al meglio nel tuo eCommerce Magento, il nostro team può supportarti nella configurazione e ottimizzazione, così da trasformare i dati in un reale vantaggio competitivo.

Immagine di Nicole <br>Sviluppo web<br>  @ Net Informatica

Nicole
Sviluppo web
@ Net Informatica

Web developer con esperienza nello sviluppo di siti WordPress, eCommerce e soluzioni digitali su misura. Mi piace trasformare le idee in esperienze online moderne ed efficaci, con particolare attenzione a performance, accessibilità e user experience.

Categorie
Web Marketing

Come gestire al meglio una pagina aziendale su LinkedIn

Tempo di lettura: 3 minuti

LinkedIn è diventato lo strumento di riferimento per le aziende che vogliono rafforzare la propria immagine professionale e costruire relazioni B2B di valore. A differenza di altri social network, non si limita a essere una vetrina: è un ecosistema pensato per favorire il networking, la condivisione di competenze e la crescita delle opportunità di business. Per questo motivo, una pagina aziendale ben curata è essenziale per distinguersi e trasmettere autorevolezza nel proprio settore.

Perché la pagina aziendale su LinkedIn è strategica

Aprire un profilo LinkedIn aziendale non basta: è la gestione continuativa a fare la differenza. Una pagina curata permette di:

  • Aumentare la visibilità del brand all’interno di un contesto professionale.

  • Creare fiducia verso clienti, partner e potenziali collaboratori.

  • Generare contatti qualificati e opportunità commerciali.

  • Rafforzare la reputazione aziendale attraverso contenuti mirati.

In un ambiente competitivo, la pagina aziendale diventa il biglietto da visita digitale che molte persone consultano prima ancora del sito web ufficiale.

Ottimizzare le informazioni di base

Il primo passo per valorizzare la pagina è curare ogni dettaglio delle informazioni di base. Spesso viene trascurato, ma un profilo incompleto trasmette poca serietà. Gli elementi fondamentali da non sottovalutare sono:

  • Logo e immagine di copertina: devono essere professionali, coerenti con l’identità visiva aziendale e ad alta qualità.

  • Descrizione aziendale: chiara, sintetica e orientata ai benefici che l’azienda offre. È utile inserire le parole chiave più rilevanti per il proprio settore.

  • Sito web e contatti: sempre aggiornati, così da facilitare il passaggio dal social al sito aziendale.

  • Specializzazioni: LinkedIn consente di inserire competenze e aree di expertise, utili per farsi trovare nelle ricerche interne.

Un profilo completo aumenta le possibilità di apparire nei risultati di ricerca e rende immediatamente riconoscibile l’azienda.

Definire una strategia di contenuti

La gestione di una pagina non si riduce a pubblicare post sporadici. Serve una strategia editoriale chiara, con obiettivi e un piano coerente nel tempo. Alcuni aspetti da considerare:

  • Target di riferimento: capire chi vogliamo raggiungere (clienti, fornitori, partner, candidati) aiuta a calibrare i contenuti.

  • Tipologie di contenuti: articoli del blog, aggiornamenti di settore, casi studio, infografiche, video o testimonianze dei clienti.

  • Tono di voce: deve rispecchiare l’identità aziendale, mantenendo sempre un livello professionale.

Un calendario editoriale mensile è lo strumento ideale per pianificare e garantire costanza nella pubblicazione.

Coinvolgere i dipendenti come ambasciatori

Uno degli aspetti più potenti di LinkedIn è la possibilità di attivare i dipendenti come ambasciatori del brand. Quando i collaboratori condividono contenuti aziendali con la propria rete personale, la portata organica cresce in modo significativo. Per incentivare questo meccanismo è utile:

  • Motivare il team spiegando i benefici di una comunicazione attiva.

  • Fornire linee guida semplici per la condivisione dei contenuti.

  • Valorizzare i successi del personale e dare spazio alle storie interne.

Il coinvolgimento delle persone crea autenticità e rafforza la credibilità della comunicazione.

Utilizzare le funzionalità di LinkedIn

LinkedIn mette a disposizione strumenti pensati per le aziende che spesso non vengono sfruttati appieno:

  • LinkedIn Analytics: per monitorare le performance dei post, il numero di follower e l’engagement.

  • Eventi e dirette: utili per organizzare webinar, lanci di prodotto o momenti di formazione aperti alla community.

  • Sezione Prodotti/Servizi: permette di presentare l’offerta aziendale in modo strutturato.

  • Hashtag correlati: da aggiungere alla pagina per aumentare la possibilità di comparire nei feed degli utenti interessati.

Sfruttare questi strumenti consente di differenziarsi rispetto ai competitor che usano LinkedIn solo in maniera superficiale.

Creare contenuti di valore per il B2B

Nel contesto B2B, il pubblico cerca informazioni concrete e utili. Alcune idee per contenuti che funzionano bene su LinkedIn:

  • Guide pratiche e suggerimenti legati al settore.

  • Case history che mostrano i risultati ottenuti dai clienti.

  • Approfondimenti su trend e innovazioni di mercato.

  • Aggiornamenti normativi o tecnici con impatto sul business.

Offrire contenuti realmente utili porta a costruire autorevolezza e a stimolare interazioni qualificate.

Pubblicare con costanza e misurare i risultati

Uno degli errori più comuni è l’inattività: una pagina che pubblica solo sporadicamente rischia di sembrare abbandonata. La costanza è fondamentale, ma va accompagnata da un’analisi periodica dei risultati. Osservare metriche come copertura, interazioni e click al sito aiuta a capire cosa funziona meglio e a ottimizzare la strategia nel tempo.

Il consiglio di Net Informatica

Gestire una pagina aziendale su LinkedIn richiede metodo e visione strategica. Non basta essere presenti: serve comunicare con coerenza, creare contenuti che portino valore e saper ascoltare il proprio pubblico. L’esperienza ci insegna che le aziende che investono tempo in una gestione professionale non solo aumentano la visibilità, ma costruiscono relazioni solide e durature. Puntare su LinkedIn significa rafforzare il posizionamento sul mercato e aprire la strada a nuove opportunità di business.

Immagine di Silvia Mogentale <br>Account Manager @ Net Informatica

Silvia Mogentale
Account Manager @ Net Informatica

Da sempre appassionata di marketing, accompagno le aziende nella loro evoluzione digitale, aiutandole a trovare soluzioni su misura che rendano la tecnologia un vero alleato per la crescita.
Amo il mio lavoro perché unisce strategia e relazione: ascoltare, comprendere e costruire percorsi digitali efficaci è ciò che mi appassiona ogni giorno.
(E sì, ho un debole per il colore rosa e i cosmetici — perché anche nei dettagli trovo la bellezza delle soluzioni ben fatte.)

Categorie
Case History

Dalla complessità alla precisione digitale: il CRM personalizzato che ha trasformato il lavoro di Pilla, realtà internazionale

Tempo di lettura: 4 minuti

Dalla complessità alla precisione digitale: il CRM personalizzato che ha trasformato il lavoro di Pilla, realtà internazionale

Un marchio italiano con radici solide e una presenza globale

Pilla è un’azienda italiana riconosciuta a livello internazionale per la produzione di articoli funerari di alta qualità. Con una forte presenza nei mercati esteri e una rete strutturata di agenti e distributori, gestisce un catalogo estremamente articolato: migliaia di varianti tra materiali, finiture, font, colori e accessori.


In un settore in cui il livello di personalizzazione fa la differenza, la solidità dei processi digitali è essenziale per mantenere competitività sui mercati globali.

Quando il CRM diventa un limite: il problema da superare

Il CRM precedente non era più in grado di sostenere le esigenze operative di un’azienda internazionale come Pilla. Le criticità principali riguardavano:


• gestione insufficiente delle personalizzazioni richieste dai diversi mercati;
• integrazione debole con il gestionale AS400;
• impossibilità di generare anteprime realistiche dei prodotti;
• comunicazioni frammentate tra agenti, clienti esteri e back office;
• scarsa flessibilità rispetto a un catalogo multilingua e in continua evoluzione.


Il risultato era un processo commerciale lento, soggetto a errori e non più in linea con la crescita dell’azienda.

La svolta digitale: un CRM su misura progettato per migliaia di varianti

NET Informatica ha sviluppato un CRM completamente personalizzato, costruito per sostenere la complessità dei flussi commerciali internazionali di Pilla. La soluzione si basa su un’architettura modulare, scalabile e ottimizzata per gestire grandi quantità di dati e personalizzazioni senza rallentamenti.

Integrazione nativa con AS400: il vecchio gestionale diventa parte di un sistema moderno

L’AS400 è il cuore amministrativo dell’azienda. Per valorizzarlo senza stravolgerlo, abbiamo progettato un’integrazione avanzata che prevede:

API bidirezionali

per aggiornamenti in tempo reale

Sincronizzazione costante

di anagrafiche, listini, disponibilità e ordini

Gestione di flussi ottimizzata

per il volume dei dati provenienti dai mercati internazionali

Maggiore coerenza

nei processi operativi e riduzione delle ridondanze

Il nuovo CRM diventa così un ecosistema sincronizzato e affidabile.

Un configuratore visuale che trasforma la vendita internazionale

Uno degli elementi chiave del progetto è il configuratore grafico interattivo, progettato per permettere alla rete commerciale internazionale di creare configurazioni complesse in pochi minuti.


Caratteristiche principali:


• interfaccia drag & drop intuitiva;
• selezione tra migliaia di materiali, finiture, font e colori;
• posizionamento libero di testi, icone, accessori e fotografie;
• anteprima finale ad alta fedeltà, generata in tempo reale;
• gestione automatica di vincoli e regole produttive.


Il configuratore riduce errori, accelera i tempi di approvazione e valorizza la qualità del prodotto nei mercati esteri.

Integrazione nativa con AS400: il vecchio gestionale diventa parte di un sistema moderno

L’AS400 è il cuore amministrativo dell’azienda. Per valorizzarlo senza stravolgerlo, abbiamo progettato un’integrazione avanzata che prevede:

Comunicazione centralizzata: un dialogo fluido tra agenti, clienti e back office

Per eliminare dispersione e rallentamenti, abbiamo integrato nel CRM un sistema di messaggistica interna che consente:

Gestione delle richieste e delle anteprime in un unico ambiente

Tracciamento completo delle conversazioni legate agli ordini

Approvazioni più rapide e trasparenti

Riduzione drastica delle comunicazioni esterne disperse tra email e chat non strutturate

La collaborazione è diventata più semplice, più veloce e più controllata.

I risultati: un salto di qualità per l’intera rete commerciale internazionale

L’introduzione del nuovo CRM ha portato benefici tangibili e immediati:


• riduzione consistente dei tempi di configurazione e approvazione;
• aumento della precisione grazie alle anteprime realistiche;
• centralizzazione delle comunicazioni con la rete estera;
• integrazione stabile e affidabile con AS400;
• supporto nativo a flussi multilingua;
• maggiore efficienza e riduzione degli errori;
• rafforzamento della competitività sui mercati internazionali.


La piattaforma non è un semplice software: è diventata un vero asset strategico per la crescita di Pilla.


Questo progetto rappresenta perfettamente l’approccio di NET Informatica: studio approfondito dei processi, progettazione ingegneristica, personalizzazioni avanzate e integrazioni solide con sistemi aziendali complessi.

Per aziende con cataloghi articolati e esigenze di personalizzazione elevate, una soluzione standard non basta. Serve un partner capace di trasformare la complessità in efficienza operativa. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto per www.pilla.com
Categorie
Software IoT e 4.0

Cos’è Azure Active Directory

Tempo di lettura: 3 minuti

La protezione delle identità digitali è diventata una priorità strategica per tutte le aziende. In un contesto in cui la maggior parte delle applicazioni e dei dati si trova nel cloud e in cui il lavoro da remoto è ormai una realtà consolidata, gestire in modo sicuro accessi e credenziali è fondamentale. Microsoft offre una soluzione potente e flessibile: Azure Active Directory (Azure AD).

Che cos’è Azure Active Directory

Azure Active Directory è il servizio di gestione delle identità e degli accessi (Identity and Access Management – IAM) basato sul cloud di Microsoft. Permette alle aziende di:

  • gestire in modo centralizzato utenti e gruppi,

  • garantire l’accesso sicuro a risorse on-premise e cloud,

  • proteggere i dati sensibili con sistemi avanzati di autenticazione.

Si tratta di un’evoluzione del classico Active Directory on-premise, lo strumento Microsoft utilizzato storicamente per la gestione delle identità all’interno delle reti aziendali locali. Con Azure AD, la gestione si sposta nel cloud, rendendola più scalabile, sicura e adatta alle nuove esigenze digitali.

Funzionalità principali di Azure Active Directory

Tra le caratteristiche che rendono Azure Active Directory uno strumento indispensabile per le imprese moderne troviamo:

  • Single Sign-On (SSO): un’unica password consente di accedere a tutte le applicazioni aziendali (Microsoft 365, software gestionali, CRM, ERP e app di terze parti).

  • Autenticazione multifattore (MFA): aggiunge un livello di sicurezza ulteriore, richiedendo una seconda forma di verifica come SMS, chiamata o app di autenticazione.

  • Accesso condizionale: le aziende possono creare regole personalizzate per gestire l’accesso in base a posizione, dispositivo, ruolo o livello di rischio.

  • Integrazione con applicazioni SaaS: Azure AD supporta migliaia di applicazioni, tra cui Salesforce, Dropbox, Google Workspace e molte altre.

  • Identity Protection: strumenti di analisi basati sull’intelligenza artificiale che rilevano comportamenti sospetti e tentativi di accesso anomali.

  • Self-service per gli utenti: funzionalità come il reset delle password riducono il carico di lavoro per i reparti IT.

  • Gestione delle identità ibride: le aziende che utilizzano già Active Directory locale possono integrarlo facilmente con il cloud, mantenendo coerenza e sicurezza.

Differenze tra Active Directory e Azure Active Directory

Molte aziende si chiedono quale sia la differenza tra Active Directory tradizionale e Azure Active Directory.

  • Active Directory (AD on-premise): pensato per reti locali (LAN), utilizza protocolli come Kerberos e LDAP per autenticare gli utenti. È ideale per ambienti interni dove i dipendenti accedono da computer collegati alla rete aziendale.

  • Azure Active Directory (Azure AD): basato sul cloud, utilizza protocolli moderni come OAuth 2.0, OpenID Connect e SAML. È progettato per garantire accesso sicuro a risorse distribuite tra cloud, SaaS e applicazioni on-premise.

In sintesi, Active Directory gestisce principalmente dispositivi e utenti all’interno di un dominio locale, mentre Azure AD si concentra sull’accesso a risorse cloud e sulla sicurezza delle identità digitali ovunque si trovino gli utenti.

I vantaggi per le aziende

L’adozione di Azure Active Directory porta numerosi benefici concreti:

  • Sicurezza avanzata: protezione contro attacchi informatici e furto di credenziali.

  • Esperienza utente semplificata: con il Single Sign-On, i dipendenti utilizzano un’unica credenziale per accedere a tutte le risorse necessarie.

  • Riduzione dei costi IT: meno chiamate al supporto tecnico per reset di password e problemi di accesso.

  • Scalabilità: perfetto per PMI e grandi aziende, con la possibilità di adattarsi a scenari complessi.

  • Flessibilità: supporta ambienti ibridi, combinando infrastrutture locali e cloud.

  • Compliance: aiuta le imprese a rispettare normative e standard di sicurezza come GDPR e ISO.

Scenari di utilizzo di Azure Active Directory

Azure AD non è utile solo per le grandi aziende, ma anche per le piccole e medie imprese che vogliono proteggere i propri dati e semplificare la gestione degli accessi. Alcuni esempi pratici:

  • Accesso a Microsoft 365: tutti i dipendenti possono entrare con le stesse credenziali, in modo sicuro e rapido.

  • Gestione di partner e collaboratori esterni: Azure AD consente di concedere accesso temporaneo o limitato a fornitori e consulenti.

  • Protezione del lavoro da remoto: con policy di accesso condizionale e MFA, i collaboratori possono lavorare ovunque senza compromettere la sicurezza.

  • Integrazione con applicazioni aziendali: dall’ERP al CRM, tutti i software possono essere collegati all’identità centralizzata.

Azure Active Directory e il futuro del lavoro

La trasformazione digitale ha reso il lavoro sempre più distribuito e flessibile. I collaboratori accedono alle risorse aziendali da casa, dall’ufficio, da spazi condivisi o in mobilità. Questo scenario richiede strumenti che garantiscano sicurezza e praticità allo stesso tempo.

Azure Active Directory risponde a queste esigenze offrendo:

  • un’identità digitale unica per ogni dipendente,

  • controlli di accesso intelligenti,

  • integrazione con applicazioni cloud e on-premise.

È quindi una delle soluzioni più strategiche per le aziende che vogliono crescere in sicurezza, abbracciando le potenzialità del cloud computing.

Affidarsi a strumenti consolidati come Azure Active Directory significa mettere al centro la sicurezza e l’efficienza dell’azienda, proteggendo dati, applicazioni e collaboratori.

Se desideri comprendere come implementare al meglio queste soluzioni e garantire un accesso sicuro alle risorse della tua impresa, il team di Net Informatica può guidarti con competenza e supporto concreto, aiutandoti a creare un ambiente digitale protetto e affidabile.

Immagine di Alessandro <br>Founder e Ceo<br>  @ Net Informatica

Alessandro
Founder e Ceo
@ Net Informatica

Nel 2006 ho fondato Net Informatica con un sogno: creare un luogo in cui tecnologia, persone e idee potessero crescere insieme.
Oggi continuo a guidare l’azienda con la stessa curiosità di allora, esplorando ogni giorno le potenzialità delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.
Mi considero un appassionato di innovazione, strategia e crescita imprenditoriale: credo che ogni cambiamento sia un’opportunità per costruire valore, e che il futuro appartenga a chi ha il coraggio di immaginarlo e realizzarlo.

Categorie
Web Marketing

Qual è la differenza tra ROAS e ROI

Tempo di lettura: 3 minuti

Quando si parla di performance marketing, due sigle tornano spesso nelle analisi dei risultati: ROAS e ROI. Spesso vengono confuse o usate come sinonimi, ma in realtà misurano due aspetti diversi della redditività delle tue campagne.

Capire la differenza tra ROAS e ROI è fondamentale per sapere se il tuo investimento sta funzionando davvero. E per evitare di prendere decisioni basate su dati che sembrano positivi… ma che in realtà non raccontano tutta la verità.

Cosa significa ROAS (Return on Advertising Spend)

Il ROAS misura quanto ricavi generi per ogni euro speso in pubblicità. È una metrica usata in modo specifico per valutare l’efficienza delle campagne di advertising, ad esempio su Google Ads, Meta o TikTok.

Come si calcola il ROAS

La formula è semplice:

ROAS = Ricavi generati dalla campagna / Costo della campagna pubblicitaria

Esempio pratico:

  • Spendi 1.000 € in una campagna su Meta Ads

  • Generi 4.000 € di vendite tracciate da quella campagna

ROAS = 4.000 / 1.000 = 4 (o 400%)

Significa che per ogni euro speso, ne hai incassati 4.

Il ROAS è utile per capire quanto “spingono” le tue campagne, ma non tiene conto degli altri costi (merce, logistica, gestione, personale…). È quindi una visione parziale della redditività.

Cosa significa ROI (Return on Investment)

Il ROI invece guarda l’utile netto che hai ottenuto rispetto al totale dell’investimento, non solo quello pubblicitario.

Come si calcola il ROI

ROI = (Guadagno netto – Investimento) / Investimento

Esempio:

  • Hai venduto per 4.000 € (stesso caso di prima)

  • Il costo della pubblicità era 1.000 €

  • Il costo del prodotto + gestione era 2.000 €

  • Guadagno netto = 4.000 – (1.000 + 2.000) = 1.000 €

ROI = (1.000 / 3.000) = 0,33 (o 33%)

Il ROI ti dice quanto hai guadagnato veramente, considerando tutti i costi sostenuti, non solo quelli pubblicitari.

ROAS vs ROI: differenze in breve

Aspetto ROAS ROI
Cosa misura Ricavi su spesa pubblicitaria Utile netto su investimento
Quando si usa Valutare performance campagne Valutare redditività complessiva
Considera altri costi? ❌ Solo spesa pubblicitaria ✅ Tutti i costi
Obiettivo Efficienza Redditività

Quando usare il ROAS

Il ROAS è perfetto per valutare quanto performa una singola campagna. Se stai facendo A/B test su diverse creatività, testi o target, ti serve sapere quale gruppo sta generando più ricavi a parità di spesa. È molto utile nelle fasi iniziali di test o scaling di campagne su Google, Meta o TikTok.

Ma attenzione: un ROAS alto non significa automaticamente profitto. Se vendi un prodotto con margini bassi, potresti avere un ROAS da 6 ma comunque non guadagnarci nulla.

Quando usare il ROI

Il ROI è la metrica da guardare quando vuoi analizzare l’intera strategia di marketing o l’andamento di un canale nel medio-lungo termine. Serve per capire se il tuo business è davvero sostenibile e dove conviene investire davvero.

È anche lo strumento ideale per confrontare canali diversi: Google Ads, SEO, influencer, fiere, email marketing…

Secondo uno studio pubblicato da HubSpot, il ROI medio delle attività di email marketing è superiore al 3.800%, mentre le campagne PPC si aggirano su un ROI medio tra il 200% e il 400%.
Questo dimostra quanto il ROI sia fondamentale per decidere dove mettere le risorse, e non solo quale campagna rende di più in apparenza.

Il rischio più comune: guardare solo il ROAS

In molti ecommerce — soprattutto quelli che lavorano con margini sottili — si tende a prendere decisioni solo sulla base del ROAS. È comprensibile: è facile da calcolare e offre un dato immediato. Ma il rischio è quello di ottimizzare campagne che in realtà non generano utile.

Esempio classico:

  • ROAS alto (5x)

  • Margine di guadagno bassissimo (es. 10%)

  • Costi fissi non considerati

Alla fine, stai vendendo tanto… ma stai perdendo soldi.

Come usare insieme ROAS e ROI

Le due metriche non sono in competizione, ma complementari:

  • Usa il ROAS per ottimizzare le tue campagne pubblicitarie, scegliere creatività e target, e capire cosa funziona nel breve termine.

  • Usa il ROI per decidere dove investire nel lungo periodo, quali canali tenere attivi e quali tagliare.

Solo leggendo entrambi puoi avere una visione chiara della salute del tuo marketing e della tua attività.

Leggere i numeri con consapevolezza

Saper distinguere tra ROAS e ROI è più di una questione tecnica: è un modo per prendere decisioni strategiche basate sulla realtà, non solo sulle impressioni.

Se stai investendo in advertising e vuoi essere sicuro di leggere i numeri nel modo giusto, possiamo affiancarti in modo strategico: dall’analisi dei dati fino all’ottimizzazione delle campagne.

Net Informatica può aiutarti a strutturare una strategia su misura, costruita su obiettivi concreti, dati reali e risultati misurabili. Analizziamo in profondità le performance delle tue campagne, utilizziamo strumenti avanzati per monitorare ogni fase del funnel e ti forniamo un supporto operativo continuo per ottimizzare investimenti e aumentare la redditività. Non solo numeri, ma una vera direzione strategica per far crescere il tuo business in modo sostenibile e consapevole.

Contattaci per costruire un piano che trasforma i dati in scelte efficaci.

Immagine di Enzo <br> Web marketing manager<br>  @ Net Informatica

Enzo
Web marketing manager
@ Net Informatica

Web marketing manager con focalizzazione su SEO, SEM, Inbound marketing e tutto ciò che gira intorno alla grande G di Google. Esperto in Google AdS, contribuisco alla strategia digitale, alle vendite ed al posizionamento in SERP di eCommerce, attività locali e aziende di diversa grandezza e settore.