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6 Principi di neuromarketing che influenzano il comportamento degli utenti

Tempo lettura: 8 minuti
6 Principi di neuromarketing che influenzano il comportamento degli utenti
Tempo di lettura: 8 minuti

Negli ultimi anni si sente parlare in maniera particolare di neuromarketing, principi che, al giorno d’oggi, non sono ancora conosciuti da parte di molte persona. Seppur presente da oltre 15 anni, indica una disciplina che attua le pratiche e le conoscenze a livello neuro scientifico del marketing.

Attraverso questa terminologia si fa riferimento all’insieme di numerose aree scientifiche, che hanno la capacità di vedere cosa accade all’interno del cervello durante la fase di acquisto o di approccio che si avverte con un particolare articolo, pubblicità, parola, brand e tanto altro. A livello neurologico, comprende quindi l’unione di varie parti, come quella della psicologica e neurologica, che si fondono in un’unica materia.

Tanti sono gli imprenditori che hanno come scopo quello di studiare in maniera particolare il cliente in tutte le sue sfaccettature, per questo il neuromarketing applicato al web, rappresenta un punto importante che la maggior parte di chi possiede un ecommerce avverte il bisogno di attuare.

Qual è l’obiettivo principale del neuromarketing?

Lo scopo principale della disciplina del neuromarketing è quella di ottimizzare le strategie di web marketing. L’obiettivo quindi consiste nell’indurre più persone possibili a comprare i prodotti disponibili nell’ ecommerce. Attraverso questa disciplina, i più grandi Brand, hanno aumentato negli ultimi anni le loro vendite, in quanto il livello è l’effetto della pubblicità riuscito a influenzare la gente sui prodotti venduti. Si tratta di una vera e propria mossa strategica in cui si può sedurre i clienti in maniera particolare. Il cliente non è più considerato un numero, ma rappresenta un mezzo con il quale ci si può ricavare un grande profitto, tutto quello che il neuromarketing è capace di considerare, riguarda le aspettative e le esigenze concrete dei futuri acquirenti.

Negli ultimi anni gli esperti di marketing si sono imbattuti sempre di più sullo studio del cervello umano, dato che per mezzo di esso gli imprenditori hanno la possibilità di influenzare, sedurre e indurre una persona ad acquistare un prodotto specifico. Secondo i più noti studiosi, il cervello è progettato in un certo modo, ad esempio quando ci si ritrova di fronte ad una decisione, quest’ultimo analizza nel minimo dettaglio tutte le possibilità e le opzioni immaginabili.

Le mosse che si effettuano e le decisioni che vengono prese in maniera automatica dal cervello, non derivano dall’emozione, salvo nel caso in cui si è dinanzi al settore della matematica, che riguarda un mondo costituito puramente ed esclusivamente dalla teoria.

Quali sono i mezzi di cui si avvale per analizzare il cervello?

Attraverso delle tecniche scientifiche come la risonanza elettromagnetica funzionale e l’elettroencefalografia, vi è la possibilità di rilevare alcune parti celebrali che rendono possibile scoprire numerose reazioni dal punto di vista cognitivo emozionale di un soggetto. Il neuromarketing è una disciplina particolare che ha come obiettivo quello è di esaminare il subconscio che nella maggior parte dei casi prende il sopravvento sul comportamento razionale e conscio.

Tecniche e principi del neuromarketing per un sito web

Gli imprenditori sono sempre più interessati ad attuare le tecniche e la disciplina del neuromarketing per il proprio sito web. Attraverso l’etica di questa materia si ha la possibilità di indurre il consumatore ad acquistare in maniera naturale i prodotti in vendita dell’ecommerce.

La pubblicità risulta essere un metodo infallibile che induce l’utente all’acquisto di un servizio o di un bene specifico. Questi studi secondo gli esperti, non hanno come obiettivo quello di vendere più articoli, ma è quello di rendere la comunicazione più qualitativa è migliore e di conseguenza più efficace. Attirare più gente possibile per visitare il proprio sito web, oggi non è più un opinione ma è pura realtà. Ad esempio nella serp gli annunci AdS dotati di estensione hanno la capacità di catturare l’attenzione del 21% in più rispetto al normale, Inoltre, vengono effettuati più Click in maniera consecutiva.

Dietro tutto questo vi è una vera e propria analisi del cervello degli utenti, In quanto per mezzo del neuromarketing, gli imprenditori hanno come obiettivo quello di catturare ed invogliare l’utente a visitare ed acquistare i propri prodotti.

Come applicare tali tecniche nel web?

Per applicare le tecniche più importanti del neuromarketing sul web è necessario utilizzare alcuni percorsi, come ad esempio Z Pattern, si tratta di un metodo occidentale che riguarda la lettura, generalmente quest’ultima avviene Da sinistra verso destra. Un altro metodo infallibile riguarda l’utilizzo delle frecce, si tratta di strumenti visivi che portano l’attenzione del lettore dove si vuole farla raggiungere.

L’attrazione rappresenta un altro dei punti chiave che viene utilizzata da parte di chi possiede un sito web, tutto quello che bisogna fare in questo caso è inserire nelle eCommerce qualcosa che piace alla gente in maniera particolare. L’emozione ha la capacità di far commuovere e catturare l’attenzione del proprio target di clienti.

Tra le altre tecniche spicca l’analisi, attraverso di essa si ha la capacità di ottenere e suscitare l’emozione durante il ragionamento razionale di una persona. L’utente in questo caso ha come obiettivo quello di conoscere nel dettaglio il prodotto o il bene da acquistare. Per fare ciò vengono messe a disposizione tutte le informazioni, tra cui sono messe in evidenza i benefici e i vantaggi dell’articolo per mezzo di una tabella presente in una demo gratuita.

Infine tra le strategia più utilizzate dalla disciplina del neuromarketing per il proprio sito web vi è quella dell’azione, in quanto è richiesta la presenza delle call-to-action, che servono per attirare l’utente a visitare l’e-commerce e ad indirizzarlo verso l’acquisto in base alle proprie esigenze e preferenze.

La psicologia del marketing è la ragione per cui hai comprato quel prodotto di cui non avevi bisogno o per cui hai speso molto di più di quello che avevi pianificato. Chiunque lavori nel marketing deve conoscere la differenza psicologica che può essere fatta da piccoli, spesso impercettibili, trigger. Immagina di poter aumentare il tuo tasso di iscrizione, semplicemente cambiando un pulsante, una scritta o un colore.

Cos’è la psicologia del marketing?

La psicologia del marketing è il processo di aggiunta di comprovati principi psicologici nelle tattiche e nelle strategie di marketing, al fine di influenzare l’opinione di un potenziale cliente rispetto al marchio. In qualità di marketer, è importante prestare attenzione ai modelli ricorrenti di comportamento dei consumatori, analizzare il motivo per cui si sono verificati e implementare i risultati nelle strategie di marketing. Ciò significa:

testare> analizzare> implementare.

Di seguito alcuni principi di psicologia del marketing:

1. Priming

Il priming si concentra sulle reazioni inconsce che non possiamo controllare e sul modo in cui influiscono sul nostro processo decisionale cosciente.

Stimolo -> reazione subconscia -> pensiero cosciente -> decisione

Come si innesca uno stimolo? Attraverso la musica o colori ad esempio.

Se possiedi un’agenzia di viaggi e desideri vendere più vacanze al mare, potresti utilizzare il blu e il giallo come colori predominanti nei tuoi contenuti

Oppure:

se volessi vendere più birra nel tuo pub, potresti evocare attraverso la musica un ambiente bavarese mentre i tuoi clienti mangiano.

La chiave è essere in grado di prevedere le reazioni inconsce associate agli stimoli che dai attraverso il marketing.

2. Scarsità

Per quanto riguarda la psicologia del marketing, questa è una delle tattiche più riconoscibili (dal punto di vista del marketing) e comunemente usate. Il motivo è chiaro: ha davvero una grande influenza sul comportamento dei consumatori, in particolare sulle loro decisioni di acquisto.

La scarsità, come principio della psicologia del marketing, si concentra sulla strategia di minaccia di togliere la libertà di scelta a un potenziale cliente. Quando leggiamo 1/2 articoli rimasti all’interno di un e-commerce lanciamo il messaggio che il prodotto è difficile da ottenere o che presto scomparirà per sempre e l’utente lo percepisce come molto più prezioso e desiderabile.

Ancora più forte quando proponi un coupon ad esaurimento o limitando l’offerta a livello temporale, Un ottimo esempio di ciò è la folle corsa per i prodotti che si svolge ogni anno il Black Friday. I clienti impazziscono per questi prodotti perché i prezzi bassi sono disponibili solo per un giorno, prima di ritornare al prezzo precedente.

La scarsità come principio della psicologia del marketing può tradursi in queste azioni:

• Ridurre la quantità di scorte che detieni (e informare i clienti dei livelli delle scorte, ad es. Ne rimangono solo 5 in magazzino)
•  Creazione di offerte con offerte a tempo limitato (che terminano in una data specifica)
•  Creazione di prodotti con offerte a tempo limitato
• Prezzi sbalorditivi per i tuoi prodotti, che aumentano gradualmente nel tempo
• Dire ai clienti di ordinare nelle prime ore della giornata in modo che possano ricevere la consegna il giorno successivo
• Bonus a tempo limitato
Se vuoi aumentare le vendite in un breve periodo di tempo, la scarsità potrebbe fare al caso tuo.

3. Riprova sociale

Un’idea diventa più corretta quando più persone ci credono – o almeno così afferma la teoria della riprova sociale. Come principio della psicologia del marketing, questa teoria può avere una grande influenza sul modo in cui il tuo marchio viene percepito, nonché sul comportamento del tuo consumatore target.

Il principio della prova sociale si basa sull’idea che quando vedi gli altri fare qualcosa, è molto più probabile che anche tu voglia farlo. Le landing page sono piene zeppe di:

• Testimonianze
• Recensioni
• Conta clienti / abbonati (es. Unisciti ad altri 12,00 clienti)
• Opinione di un esperto
Distintivi di prova (ad es. Premi, come descritto in …)
• Pop-up di prova (che dettagliano quando e dove l’ultimo cliente ha acquistato dal tuo marchio)
• Video che mostrano il mercato di destinazione che utilizza un prodotto
Se stai vendendo online o desideri influenzare un potenziale cliente a compiere un’azione desiderata, la riprova sociale è un ottimo modo per incoraggiarlo a unirsi ad altri.

4. Diluizione obiettivo

Abbiamo tutti sentito le vecchie analogie sull’importanza della focalizzazione: la teoria della diluizione degli obiettivi lo dimostra. Pensala in questo modo, più qualcosa è singolare e focalizzato, meglio crediamo che sia autorevole. Ad esempio, supponiamo che tu possieda due negozi:

Il negozio A vende solo pentole.
Il negozio B vende pentole , complementi d’arredo, casalinghi.
Entrambi questi negozi vendono la stessa identica marca di pentole, eppure il Negozio A sarà percepito come avente pentole migliori, perché è specifico. Se volessi acquistare una pentola in questa situazione, saresti molto più propenso ad andare direttamente al Negozio A. Il negozio A non ha diluito i propri obiettivi e si è posizionato meglio nel settore di competenza.

5. Effetto esca

L’effetto esca si basa sul principio che tendiamo a modificare la nostra preferenza tra due opzioni se ne viene inserita una terza. Ad esempio:

Bibita A : 50ML di coca cola a € 3
Bibita B: 80ML di coca cola a € 5
Tra queste due scelte è molto più facile sceglierai la prima. Se vado ad inserire una terza opzione come Bibita C: 100ml di coca cola a €8 euro molto probabilmente sceglierai la Bibita B.

6. Avversione alla perdita

L’avversione alla perdita è una tattica di psicologia del marketing particolarmente rilevante per i marchi che offrono servizi in abbonamento, ma può anche essere utilizzata per avere un grande impatto sulla tua copia di vendita e sul linguaggio di marketing. La teoria dell’avversione alla perdita si basa sull’idea che il dolore di perdere è due volte più doloroso della gioia di guadagnare .

Ad esempio, pensa al tuo capo di abbigliamento preferito. Quale valore monetario gli dareste? Lo cambieresti con un articolo più nuovo e diverso?

L’avversione alla perdita viene regolarmente utilizzata dai servizi in abbonamento, che addebitano premi mensili per l’accesso ai loro prodotti – questo viene quasi sempre fatto offrendo una prova gratuita. Quando provi un prodotto per 30 giorni, inizia a sembrare tuo. Puoi personalizzarlo, implementare tutte le sue funzionalità e personalizzare davvero la tua esperienza.

Quando i 30 giorni sono scaduti, non ti senti come se stessi per comprare qualcosa, ti senti come se perdessi qualcosa se non prendi la decisione di acquisto – fornendo alle aziende che impiegano queste tattiche con tassi di conversione altissimi da trialisti ad acquirenti. Un altro modo molto potente in cui i marchi possono utilizzare l’avversione alla perdita è nella comunicazione. Ciò significa formulare offerte per far sentire i consumatori come se fossero già proprietari del tuo prodotto / servizio.

Per esempio:

• Sostituisci “guadagni” con “Non perdere!” es. “Perderai …” invece di “guadagnerai …”
• Usa un linguaggio come “immagina” per mettere i tuoi potenziali clienti nella mentalità di avere ciò che offri.
Questo principio della psicologia del marketing consente ai professionisti del marketing di raddoppiare efficacemente il valore psicologico e percepito dei loro prodotti / servizi. Usa l’avversione alla perdita per far sentire i potenziali clienti come se avessero già investito nel tuo prodotto / servizio e continua a ricordarglielo!

Conclusione

La psicologia del marketing dovrebbe svolgere un ruolo importante in tutte le tue campagne e strategie di marketing digitale. Analizzando il comportamento dei consumatori, i modelli decisionali previsti dal potenziale cliente e implementandoli nei tuoi contenuti, è possibile aumentare efficacemente i tassi di conversione.

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