Alessandra Scortegagna

Alessandra Scortegagna

A cosa serve google tag manager

A cosa serve google tag manager
Tempo di lettura: 3 minuti

L’informazione su internet è ormai sempre più diffusa, sempre più contenuti vengono digitalizzati ed elaborati nei nostri dispositivi. Un’elemento fondamentale nella fruizione e distribuzione dai dati è il tag, che sta per etichetta, marcatore o anche identificatore.

A cosa serve un tag

Il tag svolge una funzione di parola chiave, capace di collegare varie informazioni, anche se il solo tag non è sufficiente per schematizzare perfettamente i dati diffusi in rete. Un tag può essere usato ad esempio per diffondere notizie in rete, che possono essere a scopo informativo o diffamatorie. Un tag può essere una parola, un’immagine, un simbolo o un codice, può essere digitale (come il tag in un video) oppure fisico (codice QR, ma anche un codice fiscale o il numero della carta d’identità ecc.). Tutto ciò che si cerca su internet è legato a un tag, esso svolge come un ruolo di raccoglitore dei vari argomenti, raggruppandoli in base a un qualcosa che gli inglesi chiamerebbero “topic”. Un tag molto conosciuto può essere ad esempio il classico di facebook o instagram. Molti siti tra cui alcuni famosi come Delicious, Flickr, Gmail, Technorati, Last.fm, Foursquare, Wikipedia o siti per adulti usano il tag costantemente.

Come gestire i tag

Google ha elaborato un servizio capace di poter gestire qualunque tag serva per le proprie esigenze, Google Tag Manager. Questo servizio permette l’utilizzo di strumenti di anteprima e debug, attivatori di eventi automatici e interfaccia di facile utilizzo per gestire in tutta comodità i propri tag. Google Tag Manager ti permette di ricevere in poco tempo un tag, di testarlo, di procedere al QA e di implementarlo. Il servizio gestisce e aggiorna con frequenza e rapidità sia codici che frammenti di codice. I tag saranno sempre modificabili. La compatibilità del servizio permette di gestire tag di ogni tipo, da tag di Google a tag di terze parti, e in qualunque momento. I modelli per i tag di servizi terzi semplificano l’esposizione del codice e riducono le probabilità di errori. Il primo passo di utilizzo del servizio è l’installazione, dopodiché il browser comunicherà immediatamente con esso, permettendo di gestire i tag direttamente dal proprio motore di ricerca. La gestione consente di impostare tag di monitoraggio, definire gli attivatori che azionano i tag in base a specifici inneschi e realizzare variabili che semplificano la configurazione dei tag. Nel menù dell’applicazione, è possibile creare, modificare o eliminare un tag. Per la prima opzione bisognerà fare clic su “nuovo” e selezionare il tipo di tag. Per modificarlo basterà cliccare sul tag e scegliere l’opzione “modifica tag”. Per eliminarlo infine, bisognerà tornare all’opzione di modifica del tag, qui nella pagina modifica cliccando su un’icona con tre punti sarà visibile l’opzione “elimina”. Google Tag Manager è in grado di immagazzinare tutti i tag di cui noi facciamo utilizzo in un “contenitore”, dove vengono inseriti anche attivatori, variabili e configurazioni. Questo contenitore è capace di rimpiazzare qualunque altro tag codificato manualmente, anche i tag di Google Ads, Google Analytics, Floodlight e tag di terze parti. Per creare il contenitore, bisogna cliccare su “area di lavoro” e nella zona superiore della finestra dialogo individuare il codice identificativo del proprio contenitore, che presenterà un formato “GTM-XXXXXX”. Successivamente bisognerà cliccare sull’ID del contenitore necessario e iniziare l’installazione. Durante l’installazione verrà richiesto uno snippet di codice per la creazione del contenitore.

Versioni diverse

Google Tag Manager offre due versioni con tariffe diverse, Tag Manager e Tag Manager 360. Il secondo offre funzionalità “premium”, ancora più rapido ed efficiente. Il servizio promette affidabilità e compatibilità con tutti i sistemi attuali, in modo tale da permetterti di aggiornare e aggiungere tag con rapidità ed efficienza, misurando conversioni, analisi del sito e altro, senza dover modificare alcun codice. Il servizio è anche provvisto di sistema controllo errori, efficienti funzioni di sicurezza e caricamento rapido dei tag, assicurando la funzione di ogni singolo tag. Tag Manager consente in luogo di lavoro controlli di accesso più precisi e spazi illimitati, ampliando così gli ambienti in cui effettuare test e incrementando così l’efficienza nell’ambito del marketing.

Un’unico account

Google Tag Manager ti consente di gestire tutti i tuoi tag su qualunque dispositivo con un unico account. Una volta aperto il programma, basterà recarsi nella sezione “account” e poi “crea account”. Una volta scelto il nome e fatto clic su “continua”, ti sarà chiesto di scegliere un nome e il tipo di contenuto per il contenitore di tag, scegliendo un contenuto di tipo web, AMP, Android o Ios. In caso di contenitore per mobile, bisognerà scegliere anche quale SDK utilizzare, se il modello Firebase o uno precedente. Fare poi clic su “crea” e acconsentire ai termini di servizio. Ad account creato, verrà chiesto lo snippet di codice (che è possibile installare subito o in un secondo momento) per la creazione del nuovo contenitore, o in caso di utilizzo mobile, iniziare a usare Tag Manager integrato nell’SDK.

A questolink troverai la guida per Google Tag Manager

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